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SAN GENNARO TRA STORIA E LEGGENDA. TRE APPUNTAMENTI: POZZUOLI, NAPOLI E BENEVENTO.

Ci sono appuntamenti imperdibili ed “Episcopus et martyr. San Gennaro tra storia e leggenda” promossi dalla Pontifica Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sezione San Tommaso d’Aquino di Napoli è uno di questi.

Cattedrale di Pozzuoli. I proff. Rosalba Di Meglio, Roberto Della Rocca, Carlo Ebanista

Nel tardo pomeriggio di ieri nella splendida Cattedrale di Pozzuoli l’incontro iniziato con la presentazione del libro “Episcopus et Martyr. San Gennaro e la città di Napoli” (Artetetra Edizioni) di Gaetano Di Palma e Pasquale Giustiniani, è stato introdotto dal professor Roberto Della Rocca della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione San Tommaso d’Aquino e direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Pozzuoli. Sono seguiti gli interventi della professoressa Rosalba Di Meglio, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e del professor Carlo Ebanista, dell’Università degli Studi del Molise e membro della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra con i saluti finali di Monsignor Carlo Villano Vescovo ausiliare della Diocesi di Pozzuoli.

Monsignor Carlo Villano vescovo ausiliare della Diocesi di Pozzuoli. Foto di Fabio Cutolo

Si parte dall’eruzione più drammatica della storia recente, quella del 1631. Si racconta che sembrava l’inferno in terra. Così, la popolazione napoletana affidatisi a San Gennaro, vide la fine dell’eruzione. Fu proprio in questa circostanza che Monsignor Martin de León y Càrdenas, vescovo di Pozzuoli, decise di ricostruire la cattedrale, consacrandola alla tutela dei Santi Procolo e Gennaro.

Il professor Roberto La Rocca proprio partendo da questa eruzione ha ricordato che la Cattedrale è stata intitolata ai Santi, quando «il Vesuvio distrusse le città vicine e si temeva anche per Pozzuoli. La città flegrea fu risparmiata e il Vescovo Cárdenas decise di fare di questa Cattedrale un ex voto dedicandola a San Gennaro».

Non dimentichiamo che San Gennaro, decapitato nel 305 d.C. a Pozzuoli presso la Solfatara, fu assurto a Patrono di Napoli, sembra, proprio in occasione di un’altra calamità naturale, quella del 472. Prima di Lui il Santo patrono di Napoli era sant’Agrippino ma l’eruzione del 472 aveva fatto riversare tutto il popolo presso il Suo sepolcro di Capodimonte e i fedeli avevano chiesto a Lui protezione.

Prof. Carlo Ebanista. Photo di Fabio Cutolo

Dalla decapitazione di San Gennaro con altri sei Santi presso il vulcano Solfatara, passando alla deposizione delle spoglie nel V secolo sotto il vescovo Giovanni I, alla sepoltura all’interno delle Catacombe di Capodimonte è l’interessante narrazione della professoressa Di Meglio.

Ed è qui che si sofferma l’intrigante vicenda archeologica del professor Carlo Ebanista, e cioè dalle Catacombe dove il Santo riposò per circa quattrocento anni. Un luogo diventato un importantissimo centro di culto, tant’è che lì fu conferito l’onore della sepoltura anche ad altri vescovi e ad altri santi.

Il professor Ebanista ha sottolineato che non fu un riposo tranquillo perchè per diverse volte, come dimostrato dagli studi archeologici di Umberto M. Fasola, vennero praticati dei “cunicoli” per rapire le ossa del Santo.

Fino a che nell’831 quando il duca di Benevento, il longobardo Sicone I ci riuscì. Si impossessò delle sacre spoglie e le traslò a Benevento. Il loro lungo peregrinare le vede poi quasi dimenticate per oltre 200 anni nel Santuario di Montevergine e dopo molte trattative con i benedettini, le spoglie ritornarono a Napoli nel 1497.

Prof. Carlo Ebanista.

Ritornando alle Catacombe di San Gennaro il professore Ebanista mostra le piante aggiornate della disposizione su due livelli non sovrapposti con il nucleo originario che si fa risalire probabilmente al II secolo d.C. che sembrerebbe si tratti di un sepolcro gentilizio donato ai primi cristiani. A seguire un ampliamento che sembra essere stato realizzato nel IV sec. d.C. in seguito alla deposizione delle spoglie di Sant’Agrippino, primo patrono di Napoli.

Tra architettura sacra, sepolcri, sovrapposizioni di affreschi, epigrafi il professor Ebanista ha soddisfatto ogni curiosità sul mondo funerario delle Catacombe e sulla esatta collocazione delle spoglie di San Gennaro. L’incontro corredato da ineccepibili fonti letterarie antiche, dai risultati di scavo e da ricerche antropologiche si è concluso con notizie inedite e sorprendenti per le quali si resta in attesa di una prossima pubblicazione del professore.

A concludere il convegno è stato Monsignor Carlo Villano vescovo ausiliare della Diocesi di Pozzuoli che ha ricordato ai presenti la data della seconda tappa dell’evento, il 16 dicembre a Napoli,  data quest’ultima in cui c’è il riferimento preciso al parossismo vesuviano del 1631.

L’iniziativa si è conclusa con una visita guidata a cura di “Puteoli Sacra” al percorso Museo-Cattedrale per ammirare da vicino i capolavori di Artemisia Gentileschi commissionati dal Vescovo Càrdenas “San Gennaro e i compagni gettati nell’anfiteatro ammansiscono le belve” e “San Procolo e Nicea”.

L’imperdibile pomeriggio è stato chiuso dall’incantevole spiegazione delle restauratrici colte nel pieno del restauro conservativo del monumento di Artemisia “San Procolo e Nicea”.

Foto di Fabio Cutolo, direttore dell’Archivio storico della Diocesi di Pozzuoli e della scrivente.

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Anna Russolillo
Napoletana, architetto specializzata in restauro dei monumenti alla Federico II di Napoli. Giornalista, collabora con il quotidiano “Il Roma”. Archeo e Archeologia Viva. Consulente della Regione Siciliana, Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato. Già consulente della Regione Campania, della Soprintendenza Architettonica di Napoli e della Diocesi di Pozzuoli. Ha master e attestati in archeologia e in archeologia subacquea. Già docente di scavo archeologico, rilievo archeologico e aerofotogrammetria. Subacquea con all’attivo numerosi master in archeologia subacquea. E’ fondatore e presidente dell' associazione Villaggio Letterario. Da sempre coinvolta per studio, per lavoro e per passione nel mondo del turismo, dell'arte e dell’archeologia, ama ideare, organizzare, coordinare e realizzare progetti ed eventi culturali, sociali, scientifici e turistici. La Campania e la Sicilia sono le sue due patrie. Questi i suoi siti: www.annarussolillo.it - www.villaggioletterario.it - www.marefest.it - www.trofeomaiorca.it - www.librofest.it - www.roccocoofest.it - www.nolimitswinediving.it
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