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Quando il potere brinda e il popolo soffre: il “Party Time” di Pinter conquista il San Luca

Anche quest’anno, domenica 28 giugno, la Bottega Teatro Aperto di Angela Cicala e Salvatore Di Fraia ha chiuso l’anno accademico con una rappresentazione d’autore presso il Teatro San Luca di Arcofelice.

Agli allievi della Bottega è stato chiesto di cimentarsi con un testo dal forte impatto sociale: Party Time dell’inglese Harold Pinter. Scritto nel 1991, il dramma è ambientato in un salone dove un gruppo di persone che detiene il potere dà vita a un festino. Mangiando e bevendo, uomini e donne intrecciano discussioni ricche di facezie mentre nelle strade è in corso una rivolta popolare che la polizia non esita a reprimere con la forza, probabilmente nell’interesse di quelle stesse persone chiuse in quel salotto, lontane da tutto e da tutti.

Il dramma di Pinter è una denuncia del potere e del suo assoluto distacco dalla realtà. Un potere che non esita a minacciare persino uno dei suoi stessi membri quando questi, dissociandosi per un attimo dal clima surreale della festa, chiede che fine abbia fatto Jimmy.

Jimmy, la cui figura è la metafora di tutte le persone messe a tacere con la forza dal potere, compare nel finale e, vestito di bianco come un fantasma, avanza tra i protagonisti che lo osservano sbigottiti, pronunciando un monologo di denuncia in cui la frase «La mia bocca si nutre di buio» diventa l’emblema del silenzio al quale è condannato chiunque decida di frapporsi al potere.

L’intensa recitazione degli attori, la cui bravura ha fatto ben presto dimenticare il loro essere dilettanti — alcuni dei quali affrontavano per la prima volta il palcoscenico —, l’accurata scenografia da tabarin, la scelta delle musiche e il sapiente uso delle luci hanno regalato al numeroso pubblico presente in sala, nonostante il caldo afoso della serata, un momento di autentico teatro.

I ripetuti momenti di sospensione che caratterizzano il dramma sono stati efficacemente rappresentati dagli interventi in scena di Angela Cicala e Salvatore Di Fraia nel ruolo di camerieri intenti a portare vassoi colmi di bicchieri e tartine, alimentando senza sosta il festino. Ubriacandosi a loro volta, suggerivano come anche chi serve il potere finisca spesso per ubriacarsi di potere.

In quegli attimi gli attori, immobili nell’attesa dei bicchieri colmi e dei piatti pieni, rappresentavano la voracità e l’indifferenza del potere verso una società per la quale non nutre alcun interesse, se non quello di servirsene anziché servirla, come dovrebbe invece fare la Politica, quella con la P maiuscola.

Il caldo soffocante che ristagnava nel teatro ha rappresentato un’ulteriore prova per gli interpreti. A fine spettacolo una delle attrici mi ha confidato sorridendo: «La cosa più difficile non è stata affrontare il palcoscenico, ma vestirsi di tutto punto e recitare per un’ora bardati in quel modo, senza un refolo d’aria. Abbiamo sudato come matti.»

Un applauso ad Angela Cicala e Salvatore Di Fraia per aver saputo guidare i fili di un dramma tutt’altro che semplice da rappresentare, ma soprattutto per aver diretto con maestria un gruppo di uomini e donne accomunati dalla passione per il teatro, pur non avendolo mai praticato se non nei loro sogni.

Quando ci si trova al cospetto di una rappresentazione così coinvolgente, nella quale ogni attore riesce a dare il meglio di sé, significa che i registi non solo conoscono profondamente il teatro, ma possiedono anche la sensibilità necessaria per scegliere gli interpreti giusti e accompagnarli in un percorso capace di trasformare un testo complesso in uno spettacolo che coinvolge e fa riflettere.

Alla prossima!

Personaggi Interpreti

Annie MariaGrazia Rossi

Charlotte Adriana Intilla

Dasty Rosanna Lemma

Doroty Cinzia Di Francia

Fred Mimmo Intilla

Frida Annamaria Varriale

Gavin Rino Varchetta

Liz Rossella Santoro

Melissa Giovanna Teschini

Terry Franco Filomia

Jimmy Enzo D’anna

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Vincenzo Giarritiello
Nato a Napoli, ma da oltre vent’anni residente a Pozzuoli, Vincenzo Giarritiello alterna all’attività di scrittore quella di giornalista per passione. Nel 1997 ha pubblicato “L’ultima notte e altri racconti” e nel 1999 “La scelta”. Nel 2017 ha ristampato “La scelta” e nel 2018 ha pubblicato il romanzo breve “Signature rerum” ambientato nei Campi Flegrei. Nel 2019 ha stampato “Le mie ragazze rom scrivono” e “Raggiolo uno scorsio di paradiso in terra”. Nel 2020 ha editato la raccolta di racconti “L’uomo che realizzava i sogni”. Ha pubblicato con le Edizioni Helicon il romanzo “Il ragazzo che danzò con il mare”. Ha collaborato con le riviste online “Giornalewolf.it” e “Comunicare Senza Frontiere”; con quelle cartacee “Memo”, “Il Bollettino Flegreo”, “Napoli Più”, “La Torre”. Fino al 2008 ha coordinato laboratori di scrittura creativa per ragazzi a Pozzuoli e all’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida. Attualmente collabora con l’associazione culturale Lux in Fabula con cui ha ideato la manifestazione “Quattro chiacchiere con l’autore”. Nel 2005 ha attivato il blog “La Voce di Kayfa” e nel 2017 “La Voce di Kayfa 2.0”. Dal 2019 è attivo il suo sito www.vincenzogiarritiello.it
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