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Bradisismo : sviluppi e considerazioni del mese di Maggio e inizio Giugno 2026

L’analisi dei bollettino mensile di Maggio e quello settimanale della prima settimana di Giugno si prestano a diverse considerazioni.

La sismicità a Maggio risente dell’evento di Md 4.4 +-0.3 localizzato nel golfo di Pozzuoli verso Baia -Bacoli. Di questo terremoto sono state rese note anche la ML (magnitudo locale 4.1 +-0.3) e la Mw (Magnitudo momento 4.2+-0.3) Esse in genere sono più esate per terremoti tettonici. Si fa presente che per sismi più significativi la Md tende a sovrastimare il valore numerico rispetto agli altri metodi di calcolo. L’evento di Md 4.4 del 21 Maggio è inserito in uno sciame (secondo le procedure di comunicazione dell’Osservatorio Vesuviano) caratterizzato da 14 eventi di Magnitudo non negativa ed anche altri che pur non rientrando nello sciame stesso , hanno caratterizzato una certa attività dell’area. Nel golfo i terremoti sono meno frequenti rispetto ad altre zone della caldera. Spesso essi hanno meccanismi focali compressivi, ciò è accaduto anche in questo caso.

Durante il mese di Maggio si è avuto un altro sciame (secondo le procedure di comunicazione dell’Osservatorio Vesuviano) con un evento principale di Md 2.3 (+-0.3) In questo caso l’area interessata è stata nella zona di Pozzuoli.

La deformazione della caldera procede con velocità media costante di circa 10 mm/mese (+-0.3), questo valore è uguale dal Febbraio scorso. La velocità media non è elevata; già in passato si è assistito a fasi analoghe prolungate. In questa crisi che ha avuto inizio a fine 2005 non abbiamo mai avuto velocità paragonabili a quelle degli anni 82-84 quando, in modo permanente, ci si sollevava di 9 o più cm al mese.

In questi anni la sismicità è più elevata presumibilmente perché le rocce sono sottoposte a stress superiori in virtù della deformazione che continua verso l’alto e che ha superato il massimo livello raggiunto alla fine del 1984.

Si conferma che dall’inizio dell’anno in corso il massimo sollevamento misurato (sensore del Rione Terra) è di circa 6 cm ovvero 28 cm dal Gennaio 2025. (Dato aggiornato al bollettino relativo alla prima settimana di Giugno). E’ noto che tra sismicità e deformazione esiste una proporzionalità diretta ma è assolutamente errato voler fare queste considerazioni sul brevissimo tempo. E’ sbagliato affermare che la sismicità in una certa settimana èè diminuita perchè in quel lasso di tempo è diminuito il tasso di deformazione. (analogo discorso è al contrario) E’ troppo semplicistico in un fenomeno complesso come il bradisismo flegreo. Infatti Il terremoto già citato del 21 Maggio non è l’ eccezione di evento significativo in regime di deformazione limitata. E’ accaduto altre volte. Le rocce infatti non rispondono necessariamente in modo immediato agli sforzi, è stato detto più volte che il fenomeno non è lineare e non c’è possibilità di previsione. Inoltre si ribadisce che le litologie della caldera flegrea sono disomogenee il che rende il sistema flegreo ancor più complesso. Se sottoponessimo un blocco di un certo materiale ad uno sforzo dal basso non saremmo in grado di stabilire né quando, né dove inizierebbe la sua fratturazione e nemmeno come essa procederebbe. Un’affermazione possibile quindi è che ci saranno terremoti fin quando il suolo continuerà a salire perché continua l’avanzare degli sforzi di taglio. Abbiamo quindi sperimentato come essi possono essere significativi anche con un basso tasso di deformazione; Il nostro blocco potrebbe anche non reagire apparentemente se ad esso si applicasse una forza quasi nulla, magari con micro- fratturazioni anche non evidenti, per poi procedere ad una improvvisa rottura significativa.

E’ importante sottolineare, dunque, che i valori di velocità media della deformazione sono gli unici più affidabili per utili valutazioni sull’andamento del fenomeno L’eccezione è in caso si evidenziasse un impulso improvviso nel sollevamento: è capitato raramente ed è stato segnalato dall’Osservatorio Vesuviano. Si ricorda che i dati satellitari devono essere validati dopo il rilascio delle effemeridi che avviene dopo circa tre settimane.

La tecnologia dell’Osservatorio Vesuviano è tra le più avanzate al mondo e presto verrà ulteriormente implementata con ulteriori strumentazioni all’avanguardia.

La forma complessiva della deformazione resta costante, ciò è molto importante in quanto dimostra che la sorgente di spinta resta immobile. Essa decresce radialmente in modo tale da far pensare ad una sorgente non molto estesa (ubicata come ben sappiamo più o meno al Rione Terra)

Permane l’anomalia nei pressi del Monte Olibano (dove insistono gli edifici dell’Accademia Aeronautica) (c’è un deficit di sollevamento) Essa è spiegata come una risposta locale in base alla sua particolare struttura litologica (duomo lavico) A tal riguardo si può far riferimento alla bibliografia presente nei bollettini.

I dati geochimici continuano ad indicare che dal basso arrivano gas magmatici in quantità rilevante. Monossido di carbonio, Anidride carbonica ed altri sono costantemente monitorati e ci indicano come l’Unrest sia ancora in atto. Nei bollettini mensili sono consultabili vari grafici a tal riguardo con le relative interpretazioni da parte dei ricercatori esperti dell’OV. (C’è una bibliografia adeguata)

Non ci sono segnali di inversione di trend.

In ogni caso non ci sono elementi da suggerire significative evoluzioni a breve termine

I bollettini mensili dell’Osservatorio Vesuviano sono consultabili (e liberamente scaricabili) :

https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/mensili-dei-vulcani-della-campania/flegrei

così come quelli settimanali

https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/settimanali-dei-campi-flegrei

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Pierluigi Musto
Pierluigi Musto nasce a Napoli il 27 luglio 1962, dopo il diploma di maturità al liceo scientifico si laurea in Scienze Geologiche e si abilita alla professione di Geologo. Si abilita all’insegnamento in Matematica alle scuole medie e in Geografia per gli istituti tecnici. Dal 2007 è docente in ruolo in matematica e scienze nella provincia di Napoli. E’ autore del sito www.campiflegrei.eu. E' autore del libro :" Elementi di Geologia dei Campi Flegrei e della Piana Campana" Da numerosi anni si interessa della promozione del territorio flegreo collaborando tra l’altro nell’organizzazione dell’evento ricorrente “Malazè”. Collabora con numerose associazioni locali nella didattica e divulgazione della geologia dei Campi Flegrei.
http://www.campiflegrei.eu

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