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Si chiama Kristal il Wallaby albino nato allo Zoo di Napoli

E’ una rarità e una gioia da condividere con il pubblico dello Zoo di Napoli la nascita di un marsupiale albino. Un cucciolo di Wallaby (Macropus rufogriseus) che i keeper dello Zoo hanno subito chiamato Kristal e che si fa notare per il suo manto bianco candido quando di tanto in tanto sporge la testa fuori dal marsupio della mamma. Qui rimarrà a proteggersi e a crescere ancora per un pò, ma man mano uscirà allo scoperto sempre di più. Ha totale assenza di pigmento in quanto caratterizzato da una alterazione genetica che in natura gli sarebbe fatale, perchè renderebbe il cucciolo più visibile ed esposto ai pericoli non potendosi nascondere dai predatori. La sua specie infatti di origine Australiana e diffusa anche in Tasmania ha colori simili alla terra e il collo rosso. Il termine “wallaby” indica la specie piú piccola della famiglia dei canguri, infatti é alto circa 50 cm, la lunghezza corporea può raggiungere 1 m e si caratterizza per la coda muscolosa di circa 70 cm. Gli arti posteriori più grandi, ne determinano la tipica andatura a salti, rispetto a quelli anteriori, utilizzati invece per afferrare il cibo.

Per ora Kristal rimane nel marsupio della mamma, una tasca ventrale che serve da incubatrice per completare lo sviluppo del piccolo prematuro, qui riceve il latte materno grazie alla presenza di 4 mammelle. La femmina di wallaby partorisce un solo piccolo, dopo un periodo di gestazione di circa 1 mese, dopodiché il nuovo nato, non ancora totalmente sviluppato, resta nel marsupio per altri 280 giorni. Lascerà definitivamente il marsupio della madre dopo 80-90 giorni dalla prima uscita, ma almeno per il primo anno di vita continuerà sporadicamente a entrarci in cerca di protezione.

Ma ovunque allo Zoo di Napoli con l’arrivo della bella stagione già dalla primavera ed andando verso l’estate, la natura è in festa sia per la parte botanica tra vegetazione mediterranea e specie esotiche rigogliose di rara bellezza, sia per la nascita di tanti cuccioli, più o meno difficili da far riprodurre in cattività, e che si possono ammirare passeggiando nel giardino botanico in questi giorni, come la zebra maschio, l’antilope nyala femmina e gli emù nati schiudendo le uova in incubatrice. Ma le nascite sono tantissime, dai marà, agli alpaca, ai lama, ai cervi pomellati, ai daini.

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Redazione
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