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Eleit: oggetti di design per fare la scarpetta in chiave stellata e per conservare la mozzarella

Il mondo del cibo incontra quello del design e dell’artigianato in Eleit.it, il progetto d’impresa che valorizza la cultura del territorio, attraverso la nascita di nuovi concept di “italian food experience”. Titti Gallucci, l’ideatrice, che ha alle spalle più di venti anni di esperienza come marketing e communication manager in grandi aziende, con una particolare specializzazione nel local marketing e territoriale, si è posta l’obiettivo di far incontrare designer, eccellenze dell’artigianato e della cucina italiana  per ideare un’esclusiva linea di oggetti, come quella per fare la scarpetta in chiave stellata realizzata con lo Chef Lino Scarallo e quella per esaltare  la mozzarella, sviluppata con  la Real fabbrica di Capodimonte.

 “Il mercato del design made in italy negli ultimi anni è stato uno dei più vitali e in crescita – spiega Gallucci – Eleit.it è il progetto d’impresa, che mescola il design con altre espressioni del talento italiano, come il cibo e l’artigianato, per realizzare nuovi oggetti che esaltino l’esperienza del gusto. Il particolare momento che stiamo vivendo ci sta mostrando quanto sia strategico il canale digitale per la vendita sia in Italia che all’estero ed è un’importante opportunità per i partner che aderiscono al progetto, in quanto  Eleit.it  persegue una strategia di promozione digitale (www.eleit.it) rivolgendosi al target degli “italian food lovers” e in generale dagli appassionati del lifestyle italiano, che apprezzano i prodotti artigianali di grande qualità, ‘heavy users’ dello shopping on line”. 

Eleit.it prevede anche la partecipazione ad eventi dal respiro internazionale come Edit Napoli, la fiera del design d’autore in programma nel Complesso Monumentale San Domenico Maggiore fino a domenica 18 ottobre, ideata e curata da Domitilla Dardi ed Emilia Petruccelli, a cui ha deciso di prendere parte per il secondo anno, dopo il successo dell’experience del portababà della Real Fabbrica di Capodimonte, perché ne condivide la filosofia e i valori.  Quest’anno, nella sezione Seminario,che unisce i saperi antichi del fare con una visione contemporanea, Eleit.it espone i suoi innovativi e inediti “oggetti esperienziali”: “scarpetta”, “soffio” e “con-dita”, manufatti di design per fare la scarpetta, mangiare la pizza fritta e il tipico ‘cuoppo’, in chiave stellata, racchiusi nella linea Riti e il porta mozzarelle dalle forme sinuose della linea Pyxis. Per la linea Riti, Eleit.it ha promosso l’incontro tra i giovani designer 400gon e lo chef di Palazzo Petrucci Lino Scarallo, ambasciatore e interprete della tradizione culinaria napoletana e l’azienda di grande esperienza Bhumi Ceramica. Filo conduttore: il trionfo della gestualità a tavola.  

“Eleit.it è un progetto che mi sta molto a cuore – commenta Scarallo – perché mi ha permesso di dare risalto a dei riti, e non a caso questo è il nome della linea di oggetti, che considero dei gesti bellissimi e non delle semplici abitudini. Gesti che non sono previsti nel galateo, ma che per me sono fondamentali, ricchi di vita, come ad esempio avere il pane nel piatto per fare la scarpetta oppure mangiare la pizza fritta e il ‘cuoppo’ con le mani. E questi oggetti ci consentono di farlo senza imbarazzo”. Palazzo Petrucci con le finestre che affacciano sul Golfo e su Palazzo Donn’Anna, è il ristorante che ha fatto da sfondo a questi oggetti rituali.  

“Palazzo Petrucci ha un’anima che guarda alla bellezza – commenta il proprietario Edoardo Trotta – è la bellezza dei piatti, la bellezza del Golfo di Napoli che abbiamo davanti ai nostri occhi ogni giorno, la bellezza di un lavoro che ci mette in contatto con tante culture e linguaggi diversi dalla cucina. Per noi è stato naturale aderire al progetto, che porta l’indagine sui segni contemporanei del design e della bellezza appunto”.

La linea Riti, racchiude il gesto, che riporta alla memoria ricordi, odori e sapori, lontani o vicini nel tempo.

“Artigianalità, connessioni, design, sperimentazione, ricerca, fermento: questi gli ingredienti principali di Eleit.it – dicono i designer di 400gon – un progetto dall’anima ‘local’, che mette in luce un design d’avanguardia nel mondo del food. Il commensale è un’esteta del cibo e l’atto del mangiare un’esplosione multisensoriale da assaporare con tutti i cinque sensi. Il piatto è il luogo in cui viene assaporata l’esperienza”.

“Abbiamo abbracciato questo progetto innanzitutto perché è territoriale – spiega – Nello Antonio Valentino di Bhumi Ceramica – e poi perché ha creato una grande rete formata da tante eccellenze, dove ognuno può mettere in luce la sua professionalità e dar vita a ottimi prodotti”.

La linea Pyxis, progettata dall’architetto e designer Raffaella del Giudice in collaborazione con l’Istituto Raro Caselli De Sanctis – Real fabbrica di Capodimonte e con l’azienda agricola biologica Vannulo, invece, si ispira alle forme sinuose dell’oggetto usato nell’antica Grecia, da cui prende il nome e destinato al mondo femminile: una scatola realizzata per contenere profumi, gioielli o unguenti medicinali. Nasce così il design di un contenitore per la mozzarella il cui elemento di chiusura, una volta capovolto, diventa un piatto da portata per la tavola. L’oggetto è stato realizzato a Capodimonte secondo le tradizionali lavorazioni: l’antica sapienza artigianale della Real fabbrica di Capodimonte, voluta da Carlo di Borbone nel 1743, che si tramanda dal 1961 all’interno dell’Istituto Raro Caselli – De Sanctis, con lo scopo di ideare e sperimentare le innovazioni dell’antica arte, nel rispetto di tre fondamentali regole di consumo indicate dal Consorzio di tutela per la mozzarella di bufala campana DOP.

 “Eleit.it è un luogo significativo – commenta l’ideatrice Raffaella Del Giudice – in cui nascono nuove sinergie tra cibo, design e artigianalità, con l’obiettivo primario di premiare funzione e creatività. Qui il cibo diventa cultura e nel mio progetto è la mozzarella, il cosiddetto ‘oro bianco’ a essere esaltato”.  

“Eleit.it è l’unione tra le eccellenze enogastronomiche e le eccellenze manifatturiere di riferimento della Campania, – sottolinea Valter Luca De Bartolomeis, dirigente dell’Istituto Raro Caselli-De Sanctis – un progetto funzionale, ergonomico e poetico, che rappresenta l’incontro perfetto tra l’oro bianco di Napoli con le lavorazioni di Capodimonte e l’oro bianco del Cilento con la mozzarella di Vannulo. Un incontro che possiamo definire ‘dovuto’, perché naturale, che doveva appunto accadere. Dopo il porta babà, quando ci è stato proposto di lavorare anche sul porta mozzarelle Pyxis siamo stati entusiasti, sia perché era un argomento sul quale già si stava ragionando, ma ancor di più perché prevedeva una collaborazione con un’altra bella azienda campana come Vannulo.

 “Ho sempre pensato che l’innovazione fosse una cosa molto importante – gli fa eco Antonio Palmieri, proprietario dell’azienda Vannulo – che ci dovesse accompagnare in ogni momento della vita. Questo progetto di design, che mette in tavola la mozzarella in un modo nuovo, anche elegante, mi ha subito conquistato. Le cose nuove sono più difficili, a volte destabilizzano, ma a me piace uscire dalla zona di confort, come in questo caso, dove un oggetto che contiene la mozzarella è sinonimo di cambiamento”.

Punto di partenza della start-up e trampolino di lancio per designer e produttori è la Campania, ma questo progetto ambisce a coinvolgere tutte le regioni d’Italia, grazie a un’accurata selezione di partner per realizzare manufatti originali ed esclusivi, in grado di esaltare materie prime tutelate e prodotti tipici, ingredienti IGP e DOP, ricette iconiche nel mondo.

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Redazione
La testata giornalistica QuiCampiFlegrei.it nasce con l'intento di promuovere il territorio flegreo

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