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Miseno, Baia, l’Averno, Pozzuoli, Virgilio| La rinascita della poesia Napoletana

I Campi Flegrei (Campi ardenti) dal Greco: Flego, ardere, bruciare, quindi per l’attività vulcanica che ha sempre contraddistinto la suddetta area situata a ovest della città di Napoli. Se quest’ultima vanta una ricca storia iniziata dai coloni Greci, l’area Flegrea di certo non è di meno, avendo dalla sua un’ infinità di cose da raccontare. 

La poesia, nata si può dire proprio in Grecia: poiesis, ossia creazione, ha sempre raccontato qualcosa, qualunque sia stata la lingua che gli autori hanno scelto. La poesia in lingua Napoletana, non si allontana da questo scopo, ha raccontato e continua a raccontare il vissuto, anche se questo è ancora celato nel desiderio, poiché qualunque cosa appartenga a una persona, fa parte né più né meno di un vissuto, realizzato o meno.

Mi sono proposto di raccontare in forma di poesia in lingua Napoletana, le meraviglie dell’area Flegrea, sempre ardenti per la loro bellezza, e sempre più da scoprire. 

Miseno, narra la leggenda, era il trombettiere di Enea, che giunse proprio in questo luogo ameno: (Miseno, inteso come frazione del comune di Bacoli) da Troia, prima di approdare nella città che diversi anni dopo, qualcuno chiamerà Roma. 

Miseno

Che luna ‘ncopp’a stu mare,

scippato ‘a Dio,

sunnanno me pare,

ca ‘mparaviso stongo pur’io.

Quanta storia è passata pe’ ccà,

uh Giesù,

si’ me metto a penzà,

vide chesto e niente cchiù. 

Miseno era il porto dell’impero Romano, qui è passata la storia, soldati e imperatori hanno riempito le spiagge a noi tutti conosciute, e Baia, altro luogo fondamentale, i cui mari nascondono un tesoro sommerso: il ninfeo di punta epitaffio, e i resti dei porti commerciali e il portus Julius, un porto costruito in onore di Ottaviano, la cui estensione arrivava fino al lago d’Averno. 

Baia

E c’aria serena sott’ ‘o cielo ‘e Baia!

Nun è mare chello ca se vede,

è nu museo blu e forse nun ‘o ssaie,

ca chello ca se vede nun se crede. 

Mosaici culurate sott’a na tavula blu,

statue e cumplesse ‘e venerazione,

ca si’ ‘e vide buono pure tu,

te parrà ‘e sta’ dint’a na canzone.

Baia è na platea ‘e storia,

na connola ‘e sentimiente,

addò pure l’aria addore ‘e gloria,

ȇ iuorne songo d’oro ȇ notte argiente.

La versatilità della lingua Napoletana, consente di produrre versi che si somigliano fra loro, anche senza rime, e ciò è possibile con le assonanze.

Le parole in Napoletano vengono pronunciate in un certo qual modo all’infinito, così che Baia, può diventare simile alla parola assaie, nella pronuncia infatti: Bai’ e assai’, hanno una simile assonanza, pur non avendo una rima identica; mi è piaciuto infatti giocare su questo rapporto.

Simile a Miseno e a Baia, come accennato prima, anche il lago d’Averno occupa un posto di rilievo nella grande “caldera” culturale dei campi flegrei.

Il grande poeta Virgilio, ci ricorda che gli antichi posero nel famoso lago, la porta degli inferi, per la sua forma quasi tetra, per i gas che fuoriuscivano da esso e che non consentivano la vita agli uccelli del luogo.

Averno

Fumo d’acqua scura,

Virgilio ccà scrivette,

e pe’ glì ‘int’ ‘o sicuro,

‘ncopp’a na varca s’addurmette.

Po’ ‘e Rumane s’ ‘o pigliaieno,

comme puorto inferiore,

pe’ l’inferno ‘o scagniaieno,

o come loro protettore.

Chist’Avierno bello e naturale,

ce lassa sempe ‘ncantate,

a lo guardà te faie speciale,

a lo penzà te faie affatate. 

Come non spendere poi, dei versi per la bella Pozzuoli, voluta dai Greci, conquistata prima dai Sanniti e poi dai Romani che la chiamarono Puteoli, piccoli pozzi, forse per le varie sorgenti termali.

Pozzuoli è un vero gioiello dell’area Flegrea, dove si respira ancora una freschezza antica ma sempre nuova; è tutta da vedere.

Pozzuoli

Puzzuole,

stammatina me pare nu ciardino,

nfuso ‘e mare ȇ giesummino,

na fronna salata verde e blu,

oh ‘e vicule addiruse,

ca spontano sempe a mare,

pô puorto o addò te pare,

pisce frisce ‘e rezza,

‘a sera na brezza,

te porta a mare,

na bona priezza,

sotto ‘e lampare.  

Per molti anni in gran parte del meridione, si è parlato in lingua Napoletana, nelle sue varianti a seconda del territorio, la poesia ha sempre trovato in quest’area un posto di rilievo, pur non essendoci pervenuto del materiale, illustri poeti fin dalla Magna Grecia, hanno creato nelle nostre terre, le basi, si può dire, della poesia. Vi saluto con il mio ultimo componimento di questa rubrica, dandovi appuntamento al prossimo articolo. 

Area Napulitana

Storia Virgiliana,

voce che canta ‘int’a ll’aria,

storia Napulitana. 

Museca ‘e cetra ‘ncoppa ‘e scoglie,

rieste ‘e civiltà,

i’ chiagno pure si’ nun voglio. 

‘A zona nosta è nu museo a cielo apierto,

da Magna Grecia a Roma antica,

‘o saccio buono, pecchè l’aggio scuperto,

ogni cielo ccà è pate, e ogni terra è amica. 

‘Na vota, ‘na sirena, venette ccà ‘e casa,

‘ncopp’a n’isola s’addurmette, chella bruna,

chella vota, Megaride, era comme ‘na cerasa,

chillu suonno purtaie bellezza e furtuna.  

Chi vene ‘int’ a sta terra, sape buono chello che fa,

saglie n’attimo ‘mparaviso, restanno sempe ccà.

Ivan Tudisco
Ivan Tudisco, è nato a Napoli il 08/07/1980. Dopo aver conseguito il diploma di perito Informatico, e aver frequentato la facoltà di Filosofia, ha svolto diversi ruoli in ambito professionale, spostandosi nelle varie regioni Italiane. Da oltre dieci anni fa parte di una Onlus, un’associazione di natura Cattolica, attiva in ambito sociale. La sua passione letteraria inizia nel 2007, con la pubblicazione della sua prima raccolta di poesie, edita da una casa editrice Siciliana. Seguiranno pubblicazioni di poesie su varie antologie di poeti emergenti e su riviste quali: Poeti e Poesia. Seguiranno due raccolte di poesie, una in Napoletano, pubblicata nel 2014, e un’altra pubblicata in Italiano da Aletti editore, nel 2016. Il primo approccio nella narrativa risale al 2017, con la pubblicazione del suo primo racconto: Gli ultimi, e nel 2018, con la pubblicazione di un altro testo inserito in una raccolta di racconti su Napoli. Nello stesso anno fu pubblicato un suo racconto natalizio: Il sogno di Natale, acquistabile tuttora nei siti di La Feltrinelli e Amazon. Nel Dicembre 2019, una sua favola fu pubblicata in una raccolta edita dalla Apollo edizioni, e nel 2020 è stato pubblicato il suo primo romanzo: Gente di Pianura, acquistabile in ebook nelle migliori librerie online, quali Mondadori, La Feltrinelli, Amazon. Nello stesso anno ha pubblicato un racconto di genere fantascientifico e una poesia, con la casa editrice Idrovolanti. Sempre con la stessa casa editrice, nel Gennaio 2021 ha pubblicato un racconto natalizio, all’interno di una raccolta. Nel mese di Aprile 2021 ha pubblicato una raccolta di favole, per ora in ebook, acquistabile nel sito della casa editrice Ivvi, e sempre nello stesso anno, una raccolta di poesie con la casa editrice Rosabianca edizioni, libro prenotabile nel sito della stessa, o nelle librerie online.

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