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Ischia Film Festival, nove lungometraggi in gara

Dall’Argentina all’Iran, dalla Turchia alla Polonia, passando per Bulgaria, Francia e Italia: nove straordinarie storie universali visceralmente legate ai luoghi che le raccontano comporranno la lista dei lungometraggi in concorso nella diciottesima edizione dell’Ischia Film Festival, in programma sull’isola in una inedita versione ibrida, in parte online e in parte al chiaro di luna del Castello aragonese (con otto serate al chiaro di luna, aperte al pubblico su prenotazione), dal 27 giugno al 4 luglio 2020.

Sono stati ufficializzati in queste ore i titoli della sezione competitiva più importante del festival, una sezione – spiega il direttore artistico Michelangelo Messina – che “premia i film che meglio interpretano i territori in cui sono stati girati non solo dal punto di vista paesaggistico, che resta evidentemente centrale, ma anche e soprattutto da quello culturale, sociale e politico”.

Tre anteprime italiane e cinque europee, “a dimostrazione – aggiunge Messina – della volontà dell’Ischia Film Festival di favorire la circolazione in Italia di opere internazionali di indiscusso valore artistico e che proprio qui conquistano la giusta ribalta”.

Intriganti e disparate le trame dei film in concorso, una ricercata antologia del meglio del cinema indipendente in circolazione: gli anni più bui della dittatura militare argentina ispirano “La casa de los conejos” di Valeria Selinger; un mondo distopico, regolato da leggi patriarcali, è al centro di “Eastern” del polacco Piotr Adamski; crisi economica, globalizzazione e storture del capitalismo sono i temi di “Effetto domino” di Alessandro Rossetto; romanticismo ed amarezza esistenziale si intrecciano fatalmente in “Fated hearts” diretto da Elif Akarsu Polat e Cigdem Bozali; le contraddizioni della società iraniana danno vita a “Kömür”, un noir di Esmaeel Monsef; di tempo che passa e mette alla prova consolidate amicizie si occupa invece “Reunion” di Niki Iliev; le atmosfere quasi oniriche dell’esotica Patagonia, che ospitano gli studi di una biologa americana, fanno da sfondo a “La soledad de los huesos” di Alfredo Lichter.  E ancora: “Toprak”, di Sevgi Hirschhäuser, propone un confronto tra generazioni in una Turchia sospesa fra tradizione e modernità; “Weightlessness”, dell’iraniano Mehdi Fard Ghaderi, è un thriller avvincente dai risvolti sociali e politici.

IN CONCORSO – Lungometraggi

La casa de los conejos (Argentina, 2020 – ANTEPRIMA EUROPEA) di Valeria Selinger


Eastern (Polonia, 2019 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Piotr Adamski


Effetto domino (Italia, 2019) di Alessandro Rossetto


Fated hearts (Turchia, 2019 – ANTEPRIMA EUROPEA) di Elif Akarsu Polat e Cigdem Bozali

Kömür (Iran – Francia, 2019 – ANTEPRIMA EUROPEA) di Esmaeel Monsef


Reunion (Bulgaria, 2019 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Niki Iliev


La soledad de los huesos (Argentina, 2019 – ANTEPRIMA EUROPEA) di Alfredo Lichter


Toprak (Turchia, 2020 – ANTEPRIMA EUROPEA) di Sevgi Hirschhäuser
Weightlessness 

(Iran, 2019 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Mehdi Fard Ghaderi

Redazione
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