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Baia: potere e sangue alla corte di Nerone. Intervista a Federica Introna autrice del romanzo “La Congiura”

Politica, ambizione, segreti e morte in una sola parola: congiura. Per un romanzo non poteva esserci personaggio storico più ambiguo e affascinante: Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico, meglio conosciuto solo come Nerone. E non poteva esserci scenario più bello: Baia ai tempi dell’impero. La pugliese Federica Introna ha raccontato uno dei più famosi complotti dell’antichità nel suo romanzo storico “La Congiura”, edito su scala nazionale da Newton Compton.

Siamo nel 65 d. C. e Nerone non è gradito per il suo modo di governare: troppi eccessi, stravaganze e divergenze politiche. E troppi senatori ambiscono al potere. Alcuni aristocratici, tra cui l’ex console Gaio Calpurnio Pisone, si riuniscono nella villa di questi a Baia – attuale frazione di Bacoli – e tramano per uccidere l’imperatore, l’ultimo appartenente alla dinastia Giulio-Claudia. Ma la vicenda improvvisamente si complica e Nerone non avrà pietà dei congiurati…

La fonte principale del romanzo è Cornelio Tacito, il grande storiografo. Dagli “Annali” Federica Introna ha rievocato la figura di Epicari, un’ex schiava che assume un ruolo centrale in tutta la storia. Vicenda, quella della liberta, recuperata dal passato qualche anno fa anche dall’esperto di storia locale Ciro Amoroso nel libro “Baia locos amoenus. Un uomo in fuga cerca la vendetta. Una donna gli insegna cos’è la libertà” e nel documentario “Baia… Una storia di Libertà“.

Nel romanzo “La Congiura” c’è la descrizione di molti luoghi flegrei, un affresco vivo della vita dei patrizi che trascorrevano le loro giornate nel lusso tra ozi, banchetti e terme.

Le pagine de “La Congiura” aiutano a conoscere Baia, i Campi Flegrei e i suoi siti archeologici. Ancora oggi è possibile visitare uno dei luoghi della congiura, la Villa dei Pisoni. Per effetto dal bradisismo i resti degli edifici si trovano a cinque metri di profondità, a poco più di cento metri da Punta Epitaffio, nella Zona A del Parco Archeologico Sommerso di Baia. Dopo la congiura la Villa fu espropriata e divenne demanio imperiale.

Intervista all’autrice Federica Introna

Come nasce l’idea del romanzo?

L’idea de “La Congiura” nasce leggendo le pagine degli “Annales” di Tacito dedicate a quella che è passata alla storia come la congiura di Pisone ordita contro Nerone. In realtà, fra i vari personaggi a cospirare contro l’imperatore c’era anche una donna: ebbe un ruolo chiave riconosciuto ed elogiato dal grande storiografo latino. Dalle quelle poche righe ho elaborato la vicenda di Epicari, una liberta ossia un’ex schiava, donna di umili origini, quindi, ma educata ai migliori valori della società antica, quei valori che gli aristocratici e i cavalieri sanno nominare nei loro discorsi, ma che non riescono più a incarnare nelle loro vite. Ha il fuoco che ad essi manca e, pur fra gli errori e le cadute che costellano il suo difficile percorso, saprà tenerlo acceso sino alla fine. Un omicidio misterioso, inoltre, complicherà ulteriormente la realizzazione del piano e svelerà il cuore e l’ambizione sfrenata di molti congiurati.

In che modo ha conosciuto i Campi Flegrei?

Sono barese, figlia di un rappresentante che veniva spesso in Campania per lavoro, quindi questa regione straordinaria è nel mio cuore da sempre. Poi sono venuti gli studi classici, sono filologa e ritengo che i Campi Ardenti abbiano un patrimonio archeologico e culturale ricchissimo da valorizzare e far conoscere a tutto il mondo.

Quali luoghi in particolare ha descritto nel romanzo e come ha fatto a ricostruirli?

Baia, la città in cui si svolge la maggior parte della storia è stata per i Romani della tarda età repubblicana e imperiale una località termale esclusiva. Qui sorgevano le ville dei potenti di Roma e i balnea furono realizzati dai migliori architetti, che sperimentarono soluzioni strutturali nuove, come la cupola, ben un secolo prima che fossero realizzate nell’Urbe; ho ambientato un intero capitolo nei vari ambienti del complesso termale che ho visitato e studiato su diverse pubblicazioni scientifiche. Nonostante il fenomeno del bradisismo abbia fatto inabissare parte della città antica, è possibile ancora oggi ammirare i resti dello straordinario palazzo imperiale, anche questo è un suggestivo scenario del romanzo. Per chi ha la passione delle immersioni, invece, Baia custodisce molti dei suoi tesori sott’acqua, come il ninfeo di Claudio e la villa di Pisone, il cuore della congiura.

Cosa le appassiona del periodo imperiale?

Il periodo imperiale di Roma copre un arco temporale molto lungo in cui la caput mundi si trasformò, il passaggio dalla repubblica all’impero, quindi al potere di uno solo, non fu affatto indolore e il I secolo d. C., l’epoca in cui si svolge la storia, e l’età neroniana in particolare, sono momenti decisivi e conflittuali di questo passaggio.

Che ruolo ha la narrazione nella promozione dei luoghi?

Direi che è indispensabile per dare luce e vita a ciò che il tempo ha spesso coperto con la terra, la polvere e talvolta anche l’acqua. L’Italia è davvero un paese unico e le nostre ricchezze artistiche fanno gola a molti, dobbiamo esserne orgogliosi e imparare a farne il nostro vero punto di forza, in modo particolare il Sud deve percorrere questa strada per emergere e definire la sua personalità. Il mio romanzo, attraverso uno stile molto vivace, permette di immergersi totalmente nella vita degli antichi, nei loro gesti e soprattutto nelle loro emozioni, che non sono tanto diverse dalle quelle degli uomini di oggi, anzi ci aiutano a capire le origini del nostro sentire.

Federica Introna è nata a Bari dove si è laureata in Lettere e ha poi conseguito il Dottorato di ricerca in Filologia greca e latina. Ha pubblicato diversi saggi scientifici fra cui La retorica nell’antica Roma. Attualmente insegna Materie letterarie e Latino nei licei e continua la sua attività di ricerca. Per promuovere la lettura e la scrittura partecipa all’organizzazione di eventi e concorsi. “La Congiura” è il suo primo romanzo.

Per acquistare il libro

E’ possibile acquistare il romanzo “La Congiura”, anche grazie al book shop “Percorsi Flegrei” con sede al corso Garibaldi, 13. Telefono: 081.190.09.000 – percorsiflegrei@turismoeservizi.it

Ciro Biondi
Ciro Biondi
Giornalista, scrive prevalentemente di attualità, sociale, cultura, turismo e ambiente. E' responsabile dell'Ufficio Comunicazione della Caritas Diocesana di Pozzuoli. Ha collaborato con quotidiani e periodici. E’ specializzato in comunicazione sociale e istituzionale. Si è occupato di uffici stampa ed è presidente dell'associazione di promozione sociale Dialogos Comunicazione. Con le scuole e le associazioni promuove incontri su legalità, volontariato, solidarietà tra i popoli, dialogo tra le religioni e storia. E' docente di scuola statale secondaria di secondo grado. Ha ottenuto vari riconoscimenti per l'attività giornalistica. Per il suo impegno sociale, culturale e professionale nel 2013 il Capo dello Stato lo ha insignito dell'onorificenza di cavaliere della Repubblica.
http://www.cirobiondi.it

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