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“Quando ad Agnano c’era il lago…”. Intervista ad Aldo Cherillo: il passato, il presente e il futuro del quartiere

Il 20 febbraio, nell’ambito dei “Giovedì Letterari” del Museo del Mare di Bagnoli, si terrà la presentazione del lavoro “L’antico lago di Agnano”, un lavoro che in questi anni ha visto protagonista Aldo Cherillo, cultore di storia locale. All’evento, organizzato in collaborazione con l’associazione Lux in Fabula, parteciperanno Antonio Mussari e Maria Antonietta Selvaggio del Museo del Mare, Diego Civitillo, presidente della X Municipalità, Claudio Correale, presidente dell’associazione Lux in Fabula e lo stesso Cherillo, collaboratore del mensile diocesano Segni dei Tempi. Nella sala conferenze saranno esposti i pannelli con le stampe antiche. I visitatori potranno un video girato con un drone sulla conca.

L’incontro si terrà alle ore 17,30 nella sede del Museo, via di Pozzuoli 5 (all’interno dell’Istituto Nautico Duca degli Abbruzzi a Bagnoli).

Intervista ad Aldo Cherillo

Come nasce la tua passione per Agnano?

“Il rione Pendio di Agnano si affaccia sulla Conca ed io abito lì. Da ragazzini i boschi sulle pendici del cratere erano la nostra giungla. I ruderi delle terme romane i nostri fortilizi, l’attraversamento al buio degli spechi dell’acquedotto augusteo una prova di audacia, l’inoltrarsi sempre più avanti nella mofeta della grotta del cane una prova di temerarietà, bagnarsi nelle acque dei canali della bonifica una battuta di caccia alle rane, dissetarsi alle fonti minerali quasi un azzardo. Questi i ricordi che si sono ripresentati alla mente in età matura. Giocavamo nella storia e non lo sapevamo. Un sentimento che ci è rimasto dentro. Un germe che si è sviluppato in un morbo. La febbre per la scoperta del passato”.

Agnano è un quartiere di periferia. Eppure, come ogni angolo della nostra area, custodisce tante cose del passato che ci possono aiutare a pensare ad un futuro diverso. Me ne indichi solo tre?

“In primis l’auspicio della rifioritura delle moderne terme di Agnano per il benessere psico-fisico con la Salus per Aquam, ovverosia la Spa, ma anche oltre. Ricerche archeologiche ci dicono che le terme di Agnano sono le più antiche del nostro Paese, probabilmente d’Europa. Le fonti termominerali di Agnano erano usate dai coloni greci fin dal IV secolo a.C. Il vasto parco delle sorgenti della Conca comprende oltre settanta sorgenti tra le più calde del Mondo. Altro fiore all’occhiello sono i bagni di vapore a calore secco naturale sprigionato da effusioni vulcaniche, anch’esse uniche comparate ad altri impianti termali internazionali. Poi lo sviluppo di un turismo archeologico. Il geosito di Agnano comprende un antico tempio greco, un vastissimo parco sorgenti, le imponenti terme romane, la celebre Grotta del Cane, le stufe di San Germano, i resti sconosciuti di un ponte del I secolo, una grande quantità di reperti, molti dei quali abbandonati a sé stessi. Sarebbe necessaria l’istituzione di un parco archeologico con relativo museo per la conservazione dei numerosi resti archeologici trovati nel territorio di Agnano. Ultima, ma non ultima, per un futuro migliore, la trovo nella volontà e nella consapevolezza degli stessi abitanti del quartiere determinati nel realizzare progetti operativi, anche di carattere culturale, per la memoria dei luoghi da trasmettere alle nuove generazioni. Capofila di questo programma è l’ultratrentennale associazione Lux in Fabula, definita un vero “Bene Culturale dei Campi Flegrei”; una realtà sul territorio dei Campi Flegrei animata dal suo presidente Claudio Correale e dai propri associati. Il sito di Agnano, non a caso, è stato inserito negli interessi culturali di questo benemerito sodalizio”.

Eppure c’era un lago. Quando raccontiamo questa storia, pochi ci credono: che fine ha fatto?

“Ebbene sì. Nella Conca c’era un meraviglioso bacino lacustre. Nacque intorno all’anno Mille per effetto del bradisismo che ne abbassò notevolmente il livello del suolo. Uno specchio d’acqua meraviglioso che attrasse l’attenzione dei viaggiatori del Grand Tour fino alla metà del XIX secolo. Sulle sue rive la celebre Grotta del Cane, scavata esattamente sotto il Rione Pendio Agnano già in epoca ellenica. Letterati, studiosi di scienze della terra, artisti ci hanno lasciato numerose testimonianze del loro vivace fervore. Il bacino, per motivi di risanamento ambientale, fu prosciugato nel 1870-71. La nostra intenzione è di far conoscere questo antico habitat, così ricco di suggestione…”.

 Nella tua campagna di conoscenza di Agnano hai incontrato scuole, cittadini ed associazioni. Quale è la loro impressione?

“Per la memoria dei luoghi si assiste a un sempre più attento fervore per il miglioramento della qualità della vita. Si continuano a produrre articoli a stampa, si pubblicano libri, si fanno nascere comitati, un volontariato sempre più attivo, la realizzazione di progetti a difesa del territorio. Argomento privilegiato è il contatto con le Scuole per il coinvolgimento degli studenti che, se cointeressati dai docenti, mostrano più attenzione al territorio che li circonda”.

Quale il futuro del quartiere?

“Un futuro di ottimismo. Rispetto a noi abitanti dei tempi passati, inconsapevoli di essere parte integrante di un territorio ricco di storia ma non ben tutelato, i cittadini del quartiere di oggi sono più coscienti, perché più informati, che per il miglioramento delle condizioni sociali bisogna dare più valore ai beni culturali, beni di tutti”.

Ciro Biondi
Ciro Biondi
Giornalista, scrive prevalentemente di attualità, sociale, cultura, turismo e ambiente. E' responsabile dell'Ufficio Comunicazione della Caritas Diocesana di Pozzuoli. Ha collaborato con quotidiani e periodici. E’ specializzato in comunicazione sociale e istituzionale. Si è occupato di uffici stampa ed è presidente dell'associazione di promozione sociale Dialogos Comunicazione. Con le scuole e le associazioni promuove incontri su legalità, volontariato, solidarietà tra i popoli, dialogo tra le religioni e storia. E' docente di scuola statale secondaria di secondo grado. Ha ottenuto vari riconoscimenti per l'attività giornalistica. Per il suo impegno sociale, culturale e professionale nel 2013 il Capo dello Stato lo ha insignito dell'onorificenza di cavaliere della Repubblica.
http://www.cirobiondi.it

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