Erica Arosio e Giorgio Maione la coppia di autori ha firmato un romanzo dal sapore retrò, nella Milano degli anni cinquanta, dove la scomparsa di un noto ortopedico investe Greta Morandi e il suo inseparabile detective Marlon.
L’atmosfera in cui si monta l’intrigo che cela l’enigmatica figura del medico, parte dalla sparizione di una soubrette, la prima donna di un varietà molto in voga all’epoca dei fatti narrati. Tra lustrini e paillettes si apre lo scenario su frammenti di vita alquanto colorati, dove le regole del gioco sono al limite della farsa. Le grottesche figure che popolano le figure degli attanti si offre a Greta e Marlon, che loro malgrado dovranno fare i conti con una vicenda che sa di scenggiato televisivo, dove tradimenti, false insinuazioni, storie d’amore nefaste e per concludere un pizzico di gelosa morbosità che anima la decadenza che quel tipo di spettacolo inizia a attraversare.
Le indagini partono dall’incarico che l’avvocatessa Morandi riceve dalla moglie del medico, la donna allarmata dalla prolungata assenza del marito si rivolge a lei per ritrovarlo. La donna è al settimo mese di gravidanza e lamenta uno stato emotivo fragile e vulnerabile.
Marlon il fedele detective non manca all’appello, seppur col suo fascino sdrucito riesce a entrare in sintonia con l’austera Greta, insieme mettono in moto la macchina e decidono di compiere i primi passi verso una nuova avventura.
In questo crime entrano in campo strategie e piani di azione molto diversi tra loro, come l’ambiguo tratteggio con cui gli autori dipingono i personaggi, ognuno dei quali definisce una pedina su una scacchiera multicolor, su cui due diagonali fissano il percorso, attraverso il quale si delinea il quadro dell’intera vicenda.
Milano appare come una signora ornata di pizzi e merletti, ancorata a vecchie tradizioni ma consapevole di un cambiamento che coprirà di cenere le vesta di una duchessa ormai in declino. Sotto la cenere si nasconde una mano assassina, un oscuro desiderio di vendetta complice l’amara consapevolezza che rende gli esseri umani folli, al punto tale da voler eliminare il nemico con un solo colpo.