Mercoledì 1 aprile, su invito della professoressa Carolina Varriale responsabile bibliotecaria della sede centrale dell’IPSEOA Petronio di Pozzuoli diretto dal DS Prof. Filippo Monaco e promotrice del progetto Biblioteca Viva, nell’aula magna dell’istituto alberghiero ho incontrato un gruppo di studenti di terza, quarta e quinta per dialogare con loro della mia attività di scrittore e di cosa rappresenta per me la scrittura.

Per preparare i ragazzi all’incontro, dopo essersi confrontata con le professoresse di lettere Roberta Di Maggio e Marianna Illiano, le docenti convennero che la raccolta di racconti L’UOMO CHE REALIZZAVA I SOGNI, seppure pubblicata con Kindle il selfpublishing di Amazon, fosse adatta a degli adolescenti in quanto le trame diversificate si prestano a svariate interpretazioni, dando modo agli studenti di scegliere un racconto per poi commentarlo con l’autore.

Già nel 2023 ebbi l’opportunità di incontrare gli studenti del Petronio. All’epoca il tema era LA SCRITTURA DEI SENTIMENTI. Insieme alla scrittrice Annamaria Varriale parlammo dei nostri libri che reputavamo più attinenti al tema. Lei presentò il romanzo ERAVAMO TANTO RICCHI (Homo Scrivens) e la silloge poetica L’INCERTO VOLO DELL’ANIMA (Homo Scrivens), io il romanzo breve L’ULTIMA NOTTE (Edizioni Helicon).

Così come tre anni fa, anche questa volta gli studenti hanno mostrato di apprezzare la mia scrittura e le mie storie, suscitandomi non solo motivo di orgoglio, ma prima di tutto un senso di profonda commozione per le attente analisi dei testi e le domande su di essi.
L’incontro è stato introdotto dalla studentessa Alessandra della 4° TA che ha letto il suo tema sul valore della scrittura oggi. Quindi è iniziato il vero e proprio confronto con gli studenti che, con le loro domande, osservazioni e curiosità hanno alimentato un dibattito vivo, ricco di considerazioni e di spunti di riflessione.

Tra le tante domande che mi sono state poste, quella che mi ha messo un tantino in difficoltà è stata fatta da una ragazza: “Cosa le direbbero i suoi personaggi se potessero parlare con lei?”.
Ho riflettuto, dicendo: “Alcuni certamente mi ringrazierebbero per la bella vita che gli faccio fare, altri, invece, mi rimprovererebbero per il ruolo difficile e sofferto che gli ho assegnato.”

L’entusiasmo che ha accompagnato i ragazzi dall’inizio alla fine dell’evento mi ha onorato. Ma quello che mi ha lasciato davvero senza parole è stato quando, al termine dell’incontro, mentre ci apprestavamo a lasciare la scuola, mi si è avvicinata una coppia di studenti. Non essendo riusciti durante il dibattito a pormi una domanda sul finale del racconto che avevano letto in classe, mi hanno atteso per chiedermi delucidazioni.
A testimonianza che i racconti dai ragazzi sono stati veramente percepiti e assurti a fonte di argomentazione.
Sono stato profondamente impressionato dal loro maturo interagire e, alla fine, complimentandomi con loro, mi sono sentito in dovere di fare una riflessione sincera, affermando: visto che il futuro del mondo è nelle vostre mani, a mio avviso, con una gioventù così attiva e riflessiva, c’è ancora speranza per un mondo migliore.