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Fiumi di fango nei Campi Flegrei: le autorità ignorano le denunce dei cittadini

Gli allagamenti e i danni provocati in diversi Comuni flegrei dal maltempo che sta sferzando la Campania non possono, e non devono, essere addebitati solo al cambiamento climatico. È vero che il clima europeo somiglia sempre più a quello tropicale, ma la prima causa di questo disastro è l’inadempienza delle autorità e degli enti locali deputati alla manutenzione stradale, urbana ed extraurbana.

Nonostante le reiterate denunce di singoli cittadini e comitati di quartiere sui rischi derivanti da scoli stradali e chiusini otturati, chi di dovere continua a fare orecchie da mercante, come se la cosa non lo riguardasse. Eppure è evidente: se non si libera la rete di drenaggio in tempo, i canali si trasformano in trappole per abitanti e automobilisti.

Un esempio su tutti è Via Madonna del Pantano, a Varcaturo. Ormai non si contano più le segnalazioni dei residenti, esasperati da allagamenti stradali che si manifestano non appena inizia a cadere la prima pioggia. Non sono bastate denunce sui giornali e nei telegiornali, PEC o manifestazioni di piazza per smuovere chi ha il compito istituzionale di garantire la sicurezza e la vivibilità.

Tutti siamo capaci di allargare le braccia in maniera sconsolata attribuendo la colpa all’inclemenza del tempo. Ma chi incassa le tasse non può e non deve permettersi questo lusso. I soldi versati dai contribuenti dovrebbero essere spesi per garantire servizi efficienti, a tutela dell’incolumità pubblica.

I video pubblicati sui social in questi giorni suscitano sconcerto: strade statali, provinciali e urbane trasformate in fiumi in piena, con l’acqua che invade persino le attività commerciali. Viene da chiedersi: dov’è chi è deputato alla tutela della sicurezza? Che fine hanno fatto i fondi investiti nel corso degli anni per arginare questi scempi da terzo mondo? È da vigliacchi puntare il dito contro il cielo.

Oggi i sistemi di previsione meteo hanno una precisione tale da consentire alla Protezione Civile di lanciare le allerte con largo anticipo. I Comuni possono così chiudere preventivamente le scuole e i luoghi pubblici per limitare i danni. Ma allora perché non si attuano azioni preventive concrete sul territorio, a partire dalla pulizia dei canali di scolo nelle zone a rischio? Perché si deve arrivare al punto in cui gli alunni restano bloccati nelle scuole e i veicoli rischiano di “inabissarsi” sull’asfalto?

La politica nasce per servire la comunità, non per servirsene. La magistratura sta già indagando per capire i motivi del crollo dei costoni a Pozzuoli e Bacoli dello scorso 31 luglio, dove si ipotizza una mancata messa in sicurezza nonostante i finanziamenti. Allo stesso modo, i magistrati dovrebbero accendere un faro sulle mancate risposte delle autorità locali alle denunce dei cittadini per la viabilità impraticabile, proprio come accade in via Madonna del Pantano.

La responsabilità non è solo locale. Anche l’ANAS, responsabile delle strade statali, ha le sue colpe. Gli allagamenti di questi giorni sulla SS 7 Quater tra Varcaturo e Lago Patria si sarebbero potuti evitare, o quantomeno limitare, se i tecnici fossero intervenuti per liberare i raccoglitori laterali ostruiti dai rifiuti, come sollecitato da più cittadini tramite PEC.

Possibile che in questo Paese la parola “prevenzione” sia sconosciuta? È mai possibile che si conosca solo la parola “emergenza”, che spesso fa rima con lo stanziamento di fondi a pioggia dopo ogni disastro? Resta un grande interrogativo: quando quelle risorse arrivano, come vengono realmente spese per il territorio?

Foto ANSA

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Vincenzo Giarritiello
Nato a Napoli, ma da oltre vent’anni residente a Pozzuoli, Vincenzo Giarritiello alterna all’attività di scrittore quella di giornalista per passione. Nel 1997 ha pubblicato “L’ultima notte e altri racconti” e nel 1999 “La scelta”. Nel 2017 ha ristampato “La scelta” e nel 2018 ha pubblicato il romanzo breve “Signature rerum” ambientato nei Campi Flegrei. Nel 2019 ha stampato “Le mie ragazze rom scrivono” e “Raggiolo uno scorsio di paradiso in terra”. Nel 2020 ha editato la raccolta di racconti “L’uomo che realizzava i sogni”. Ha pubblicato con le Edizioni Helicon il romanzo “Il ragazzo che danzò con il mare”. Ha collaborato con le riviste online “Giornalewolf.it” e “Comunicare Senza Frontiere”; con quelle cartacee “Memo”, “Il Bollettino Flegreo”, “Napoli Più”, “La Torre”. Fino al 2008 ha coordinato laboratori di scrittura creativa per ragazzi a Pozzuoli e all’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida. Attualmente collabora con l’associazione culturale Lux in Fabula con cui ha ideato la manifestazione “Quattro chiacchiere con l’autore”. Nel 2005 ha attivato il blog “La Voce di Kayfa” e nel 2017 “La Voce di Kayfa 2.0”. Dal 2019 è attivo il suo sito www.vincenzogiarritiello.it
http://www.vincenzogiarritiello.it

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