Oggi 9 Dicembre l’Osservatorio Vesuviano (sede INGV di Napoli), ha pubblicato sia il bollettino mensile relativo al mese di Novembre che quello settimanale relativo alla prima settimana di Dicembre.
Nello scorso mese l’attività sismica è stata caratterizzata da 10 sciami sismici (secondo le procedure di comunicazione dell’Osservatorio Vesuviano) per un totale di 232 eventi con epicentri prevalentemente nelle zone sismogenetiche di Pozzuoli, Agnano, Pisciarelli, Cigliano. Complessivamente a Novembre sono stati registrati 876 terremoti con Md massima =3.3+-0.3 di cui 215 con Md<0, e 45 eventi di Md ND. Faccio questa precisazione in quanto nei bollettini mensili si esprime la sismicità totale mentre in quelli settimanali viene riportato solo il numero di eventi con Md>=0. (Md= Magnitudo durata)
A tal proposito nell’ultima settimana il numero di terremoti è pari a 48 con Md massima pari a 2.3+-0.3. In questa settimana (1-7 Dicembre) si è registrato anche uno sciame sismico (secondo le procedure di comunicazione dell’Osservatorio Vesuviano) per un totale di 8 eventi localizzati nell’area di Pisciarelli.
Non è mancato anche qualche evento sismico, sia pur di bassa entità, nella zona di Lucrino. Si osserva che la sismicità ha avuto una diminuzione rispetto al recente passato ricordando tuttavia che il bradisismo non evolve in modo lineare ma seguendo andamenti discontinui.
Si auspica che l’immagine di copertina di questo articolo, che mostra l’assenza di eventi sismici in 4 ore di monitoraggio, possa essere costante nel tempo.
La deformazione della caldera flegrea continua con un sollevamento massimo dichiarato di 25 mm/mese di media. Nel bollettino settimanale si indica un ulteriore incremento di 0.5 mm che porta al sollevamento totale al sensore RITE (del Rione Terra) di 20.5 cm nell’anno in corso.
Permane l’anomalia di deformazione negativa nella zona del duomo lavico deell’Accademia, ciò viene interpretato come una risposta locale (determinata dalla particolare litologia?)
Dai grafici messi a disposizione dall’Osservatorio Vesuviano si potrebbe ipotizzare un rallentamento del sistema, e ciò sembrerebbe confermato dalla sismicità ma anche in questo caso dobbiamo tener presente la non linearità del fenomeno e che le medie di deformazione, per poter essere significative, devono essere calcolate su tempi sufficientemente lunghi. Sappiano inoltre che i dati delle deformazioni più recenti hanno un coefficiente di errore troppo grande e necessitano di conforme sia dalle effemeridi che dalle elaborazioni effettuate da personale altamente specializzato.
Ovviamente si auspica che a primi segnali di rallentamento possano seguirne altri a conferma, e per tempi anche lunghi. Purtroppo per adesso non è così.
Dobbiamo ricordare che durante quest’ultima crisi, ormai ventennale, abbiamo avuto più segnali di rallentamento anche per diversi mesi, seguiti purtroppo a successive fasi di ripresa.
I dati geochimici globalmente confermano il trend di riscaldamento e pressurizzazione del sistema con emissione dal profondo di vari gas quali monossido di carbonio, anidride carbonica il che fa presumere che continua la degassazione dal basso e che l’Unrest in atto sia tuttora attivo.
Nel bollettino mensile vengono descritti altri parametri di monitoraggio con lo scopo di individuare precocemente eventuali modifiche significative dal basso. La sorgente di spinta, qualsiasi sia la sua natura, non mostra segni di spostamento.
Fortunatamente non ci sono elementi tali da suggerire significative evoluzioni a breve termine.