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Bradisismo: gli ultimi aggiornamenti

Negli ultimi tempi il bradisismo è tornato nelle cronache nazionali con un susseguirsi di notizie legate alla recente crisi sismica, che ha avuto inizio ad Agosto e si è protratta nel mese di Settembre.  Sono state registrate numerose scosse, ben percepite dalla popolazione, contemporaneamente si è avuto  un aumento medio nella velocità del sollevamento, il che dimostra la sua diretta proporzionalità con i terremoti.  In alcuni bollettini settimanali dell’Osservatorio Vesuviano, diramati nel mese di Ottobre, sono stati inseriti dei grafici che hanno evidenziato come, per brevissimi periodi, l’andamento della deformazione del suolo, non sia costante. (al netto delle normalizzazioni legate alle effemeridi).

Tra il 21 e il 23 Settembre si è evidenziato un sollevamento di circa un cm, nello stesso periodo sono stati registrati numerosi terremoti anche sottoforma di sequenze (o sciami che dir si voglia)  Si può evidenziare come, nei giorni impulsivi, abbiano avuto luogo sismi anche di discreta energia (magnitudo +/-4)  e/o sequenze sismiche, mentre nei giorni in cui la deformazione è sembrata rallentare, anche la sismicità è stata minore o nulla. Gli ultimi tre bollettini del mese di ottobre (2023),  hanno evidenziato un generale rallentamento nella velocità di deformazione, anche la sismicità è sensibilmente diminuita.  Ciò non deve indurre ad eccessivo ottimismo ma è salutato con benevolenza: altre volte, si è assistito per più settimane, ad un rallentamento, per poi riprendere con un nuovo impulso. 

Più volte il Prof De Natale ha ribadito che la sismicità è destinata ad aumentare, sia nella frequenza degli accadimenti che nella loro energia, in caso perdurasse il sollevamento del suolo. Ciò non può durare all’infinito in quanto il continuo fratturarsi delle rocce, può determinare le condizioni di una risalita del materiale piroclastico ed una eruzione. 

Si può sottolineare che gli accedimenti sismici abbiano origine endogena: sembra del tutto improbabile che essi possano attivarsi dalle piogge: in queste ultime settimane avremmo avuto una sismicità più elevata. Tuttavia esiste una pubblicazione (Scafetta e Mazzarella)  sulla possibile incidenza della piogiia sulla sismicità (a livello statistico)

 E’ stato più volte evidenziato che esisterebbe una camera magmatica a circa 8 Km di profondità,  si è chiarito che non può essere direttamente all’origine della deformazione, quest’ultima sarebbe determinata da una sorgente posta a circa 3 Km, secondo il modello di Mogi (1958), ancora ritenuto valido ed attuale.  Gran parte della comunità scientifica concorda che l’origine del fenomeno in atto, sarebbe una risalita di gas dal basso,  in grado di determinare un “unrest” nel sistema idrotermale con una pressurizzazione verso l’alto , e dunque la deformazione del suolo. Le rocce superficiali sono sottoposte a stress meccanico e tendono a rilasciare  energia sottoforma di terremoti. Qualche ricercatore ipotizza che a circa tre km di profondità possa esserci una piccola quantità di magma (sill), che influenzerebbe direttamente il fenomeno. In ogni caso la succitata sorgente appare immobile: al momento, non si evidenziano cambiamenti nella forma della deformazione del suolo. 

L’area sismica  epicentrale è complessivamente la medesima della crisi dell’82-84, gran parte degli eventi si concentra nella zona Solfatara – Pisciarelli,  spesso sono stati registrati terremoti verso la zona costiera  e nei pressi del Dazio e Bagnoli. Più raramente, i sismi hanno origine  a mare, verso Bacoli – Capo Miseno , con ipocentri talvolta un po’ più profondi. ( < 5 Km).    Si ribadisce che l’Osservatorio Vesuviano (sede INGV di Napoli) effettua un monitoraggio continuo del fenomeno, strettamente necessario in questa fase,  e rilascia  bollettini di sintesi sia settimanalmente che mensilmente. 

Bollettini settimanali:

https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/boll-sett-flegrei

Bollettini mensili: 

https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/bollett-mensili-cf

Riferimenti bibliografici

  • Sull’innesco delle precipitazioni nei tremori vulcanici dei Campi Flegrei 

 https://www.mdpi.com/2073-4441/13/2/154 – Scafetta e Mazzarella

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Pierluigi Musto
Pierluigi Musto nasce a Napoli il 27 luglio 1962, dopo il diploma di maturità al liceo scientifico si laurea in Scienze Geologiche e si abilita alla professione di Geologo. Si abilita all’insegnamento in Matematica alle scuole medie e in Geografia per gli istituti tecnici. Dal 2007 è docente in ruolo in matematica e scienze nella provincia di Napoli. E’ autore del sito www.campiflegrei.eu. E' autore del libro :" Elementi di Geologia dei Campi Flegrei e della Piana Campana" Da numerosi anni si interessa della promozione del territorio flegreo collaborando tra l’altro nell’organizzazione dell’evento ricorrente “Malazè”. Collabora con numerose associazioni locali nella didattica e divulgazione della geologia dei Campi Flegrei.
http://www.campiflegrei.eu

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