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“Doppia goccia” di Valentino Russo | Una recensione di Paola Iannelli

Le storie nere possono contenere un doppio fondo, uno spazio in cui i protagonisti occupano vari livelli di azione che formano quel sostrato scenico, sul quale gli autori costruiscono trame volutamente oscure.

È il caso dello stropicciato poliziotto, Maurizio Buisson, nato dalla prima penna di Valentino Russo. Sin dal primo capitolo il commissario presenta il lato sofferente di sé, seguendo i postumi di una sbronza, e chiarendo al lettore lo stato confusionale che accompagna l’uomo in alcuni frangenti temporali della suo quotidiano. Le rozze maniere, i conflitti con la ex moglie, l’abitudine di rifugiarsi nell’alcol, costituiscono una peculiare sfumatura della sua personalità, ben lontane dal ledere le proprie capacità pratico- investigative,  secondo cui Buisson conduce le indagini.

Un delitto ai danni di una giovane prostituta dà moto a una complessa e oscura vicenda. Il diniego a proseguire con le investigazioni pronunciato dal suo diretto superiore, spronano l’uomo a valutare le possibili ipotesi e a raccogliere, per vie traverse, le informazioni relative al caso.

Napoli e Pozzuoli fondano il palcoscenico e aprono il sipario su un dramma profondo e calano il lettore in un abisso, complice le verità celate. Una fitta nebbia avvolge la realtà dei fatti, cui l’abile penna dell’autore contribuisce donando il velo del mistero. 

Il sapore del dubbio alimenta la tensione, scarnificando gli indizi che condurranno al vero assassino della giovane donna, prestando fede a un principio saldo e inequivocabile, che granitico fonda le sue basi sulla giustizia.

Un sospiro lento alita superbo, soffiando aria fetida, un rantolo di scarni ricordi affiora nella mente dell’assassino, complice la follia umana che inesorabile colpirà ancora una volta. 

La sfera psicologica sarà il cardine intorno al quale ruotano i passaggi chiave, cui una giostra umana segue con ritmo serrato, veloce, senza un attimo di respiro.

La trasparenza di una goccia d’acqua sarà lo specchio attraverso il quale si rifletterà la vera natura di un animo in bilico.

Paola Iannelli
Docente di lingua e letteratura spagnola, ha iniziato a scrivere articoli in ambito accademico, ha svolto una tesi di dottorato sul noir partenopeo post moderno presso l’Università di Salamanca. Attualmente fa parte del gruppo di scrittori della bottega di "Homo Scrivens" e ha pubblicato nel febbraio del 2021 un noir intitolato "Il Paradiso non ha un angolo retto". Collabora con Quicampiflegrei.it e con Thriller nord e non solo Scrive racconti brevi per le riviste: "Edgar" e "Resistenza civile", oltre a pubblicare recensioni per la casa editrice. È stata selezionata dalla rivista Mondadori "Donna Moderna" rispondendo alla chiamata di un concorso diretto alle donne che hanno realizzato durante il lockdown un nuovo progetto professionale. Ha ricevuto vari riconoscimenti letterari, è stata scelta dalla trasmissione "Plot Machine" di Rai Radio1 per uno dei migliori miniplot creati nel 2020.

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