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“Aret’ ‘e Blocche” Isabettini racconta Pozzuoli

Tra i tanti eventi culturali che caratterizzano questa calda estate puteolana – calda non solo in termini climatici ma anche di incendi visto quanto è successo più di una settimane fa nell’Anfiteatro Flavio dove sono andate in fiamme le gradinate in legno, costringendo l’autorità giudiziaria a porre l’aria sotto sequestro -, sabato 24 luglio, sul prolungamento del lungomare Sandro Pertini in direzione Rione Terra ribattezzato Aret ‘E Blocc, Antonio Isabettini ha chiacchierato pubblicamente sulla storia Pozzuoli.

Membro della commissione toponomastica del Comune e appassionato di storia patria, da anni Isabettini si batte affinché la memoria storica di Pozzuoli non cada nel dimenticatoio. In particolare il suo impegno è sensibilizzare l’attenzione della cittadinanza sul Rione Terra e sul suo futuro. Nonché sui tanti siti archeologici sparsi sul territorio, abbandonati nel degrado più assoluto.

Affiancato dalla poetessa Luisa De Franchis, per oltre un’ora Isabettini ha raccontato la storia di Pozzuoli al numeroso pubblico presente nello slargo: partendo dall’arrivo dei colonizzatori giunti via mare dalla Grecia, ma di cui finora non si è trovata alcuna traccia archeologica nel capoluogo flegreo, Isabettini ha ripercorso a braccio gli oltre duemilacinquecento anni di storia puteolana, soffermandosi a lungo sullo sgombero del Rione Terra avvenuto il 2 marzo del 1970 a causa del bradisismo.

Avendo vissuto sulla propria pelle quei drammatici giorni, Isabettini ha narrato il proprio smarrimento di ragazzo quando, la mattina del 2 marzo, rientrando da scuola, si imbatté in una lunga carovana di camion militari giunti in città per caricare le migliaia di sfollati che senza alcun preavviso furono “deportati” per sempre dalle loro case; come ai tremila sgomberi ufficiali se ne aggiunsero oltre ventimila di coloro che, vivendo a ridosso della Rocca, pur non sfiorati dal decreto di sgombero – questo  è uno dei tanti misteri di questa vicenda che si trascina da 51 anni -, giustamente pensarono di allontanarsi da quella che era ritenuta una zona ad alto rischio sismico, malgrado gli esperti non registrassero alcun segnale di un’imminente eruzione.

Con la simpatia e sanguinità che lo contraddistinguono, Isabettini ha narrato aneddoti legati al Rione Terra, auspicando che il suo futuro, tuttora ignoto, combaci con il rilancio di Pozzuoli.

La serata è stata organizzata dall’associazione culturale Aret ‘e Blocc – Presidente Giovanni Carullo, Segretario Nando Montella – sorta da poco più di un anno con l’intento di promuovere e rivalutare quest’area di Pozzuoli con eventi culturali e manifestazioni ludiche.

Alla performance di Isabettini hanno fatto da cornice le esposizioni fotografiche “100% Pozzuoli” di Enzo Buono e le opere fotografiche della galleria “Il tempio dell’arte”.  

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Vincenzo Giarritiello
Nato a Napoli, ma da oltre vent’anni residente a Pozzuoli, Vincenzo Giarritiello alterna all’attività di scrittore quella di giornalista per passione. Nel 1997 ha pubblicato “L’ultima notte e altri racconti” e nel 1999 “La scelta”. Nel 2017 ha ristampato “La scelta” e nel 2018 ha pubblicato il romanzo breve “Signature rerum” ambientato nei Campi Flegrei. Nel 2019 ha stampato “Le mie ragazze rom scrivono” e “Raggiolo uno scorsio di paradiso in terra”. Nel 2020 ha editato la raccolta di racconti “L’uomo che realizzava i sogni”. Ha pubblicato con le Edizioni Helicon il romanzo “Il ragazzo che danzò con il mare”. Ha collaborato con le riviste online “Giornalewolf.it” e “Comunicare Senza Frontiere”; con quelle cartacee “Memo”, “Il Bollettino Flegreo”, “Napoli Più”, “La Torre”. Fino al 2008 ha coordinato laboratori di scrittura creativa per ragazzi a Pozzuoli e all’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida. Attualmente collabora con l’associazione culturale Lux in Fabula con cui ha ideato la manifestazione “Quattro chiacchiere con l’autore”. Nel 2005 ha attivato il blog “La Voce di Kayfa” e nel 2017 “La Voce di Kayfa 2.0”. Dal 2019 è attivo il suo sito www.vincenzogiarritiello.it
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