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La bella e tenace duchessa di Berry, la napoletana diventata principessa di Francia

Bella, spavalda e intelligente, la duchessa di Berry, Maria Carolina Ferdinanda Luisa di Borbone è stata tra le donne più intriganti della storia napoletana. 

Principessa del regno delle due Sicilie, figlia di Francesco I re delle due Sicilie e dell’arciduchessa Maria Clementina d’Asburgo-Lorena, nacque nella reggia di Caserta il 5 novembre 1798. 

Da sempre la sua figura, la sua tenacia e persino le sue contraddizioni hanno affascinato gli autori italiani e internazionali tanto che su di lei in Francia sono stati scritti libri da Imbert de St. Amand; Andrè Castelot e in Italia diversi testi tra cui “L’amazzone dei Gigli”, “La Signora della Vandea, un’italiana alla conquista del trono di Francia” di A.Petacco e “La duchessa di Berry, guerrigliera del re”, di G. Artom. 

Di folgorante bellezza, minuta di statura ed estremamente elegante, trascorse la fanciullezza tra Palermo e Napoli finché a diciotto anni sposò Carlo Ferdinando d’Artois duca di Berry – secondogenito del futuro re di Francia Carlo X – più grande di lei di venti anni. Fu un matrimonio felice ma breve in quanto quattro anni dopo, il 20 febbraio del 1820 all’uscita dell’Operà di Parigi Carlo fu ucciso sotto gli occhi della moglie ignaro del figlio che portava in grembo, soprannominato dal poeta Chateaubriand “il figlio del miracolo”. 

Grande mecenate, Maria Carolina incoraggiò le arti e dopo una rappresentazione della compagnia del teatro del Gymnase lo pose sotto il suo patrocinio e fu chiamato fino al 1830 il «teatro di Madame». 

Gli anni successivi alla morte del marito e alla reggenza furono i più travagliati perché il figlio Enrico fu designato re di Francia nel 1830 e nove anni dopo l’abdicazione del nonno e la rinuncia di suo zio e a Maria Carlina fu affidata la reggenza finché per una rivolta ascese al trono il duca d’Orleans e la corte fu mandata in esilio. 

Temeraria e impavida, fu una dei capi della congiura della Vandea ma scoperta fu arrestata e detenuta nel forte di Blaye. Qui la sua misteriosa gravidanza mise in difficoltà i Borbone finché l’amico conte Ettore Lucchesi Palli Principe di Campofranco salvò l’onore sposandola e assumendosi la paternità della figlia che nacque nel 1833 e a cui fu posto nome Anna Maria Rosalia (soprannominata da Chateaubriant, Figlia del Mistero. Maria Carolina perse la reggenza di Enrico, fu esclusa dalla famiglia reale e, ormai contessa Lucchesi Palli, raggiunge il marito a Palermo con la piccola per poi trasferirsi a Venezia dove ebbero 5 figli. 

A causa della rivolta veneta, nel 1848 si trasferirono nel loro castello a Brunsee in Austria dove la coppia trascorse gli anni più sereni. Il marito vi morì nel 1866 e Maria Carolina quattro anni dopo, il 17 aprile 1870 a 72 anni.  

Da sempre amante delle arti e della cultura, la dimora dell’affascinante e misteriosa principessa napoletana fu uno dei più rinomati salotti triestini tanto che anni fa le è stata dedicata un’esposizione al Museo di Storia di Campofranco con incisioni d’epoca, manoscritti e fotografie.

Lucia Vincenti
Lucia Vincenti è nata a Palermo, di padre di Cimitile (Napoli). È insegnante, scrittrice, storica, conduttrice radiofonica, freelance per "La Repubblica" e "Giornale di Sicilia". Precedentemente consulente esperta storica del sindaco di Palermo Leoluca Orlando; consulente per le attività artistico-culturali del sindaco di Ustica; consulente storica del sindaco di Favara (Agrigento). Ha diretto diverse rassegne artistico-culturali. È laureata in Scienze Politiche.

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