Tu sei qui
Home > Rubriche > "I luoghi dell'amore in Campania" > I nomi “sbagliati” dei monumenti flegrei. Una riflessione

I nomi “sbagliati” dei monumenti flegrei. Una riflessione

Nomen omen recitavano i latini, essi erano fermamente convinti che nel nome fosse impresso il destino di ogni persona.

Credo che questo adagio valga pure per i luoghi, i nomi che li identificano segnano la memoria collettiva, riflettono l’essenza e condividono le emozioni.

Nell’ambito della città di Pozzuoli, i nomi di alcuni luoghi sono il frutto di errate interpretazioni ed attribuzioni, ma ciò nonostante essi non sono stati mai cambiati, ed è così che sono ricordati dalla collettività.

Il Tempio di Serapide, simbolo della anima puteolana è in realtà un antico mercato, lontano dall’ essere un luogo religioso e di culto.

Tuttavia il ritrovamento al suo interno di una statua raffigurante il dio egizio Serapeo, ne ha designato la fisionomia e di conseguenza la denominazione.

Allo stesso modo, sulle sponde del lago d’Averno, tra i vari vigneti vi sono i resti del Tempio di Apollo, una struttura imponente, un antico complesso termale.

Il suo nome è il frutto di una errata identificazione, data la vicinanza del monumento alle acque lacustri, considerate la porta degli Inferi e legate al culto della Sibilla e del dio Apollo.

Questi toponimi pur essendo il frutto di un errore mantengono integra ed intatta la loro forza espressiva, il loro impatto e la loro essenza.
La gente dimentica lo sbaglio o forse neppure ne è al corrente, continua ad identificarli in questo modo e a dare loro un valore al di là della storia.

Simona Nadalin Zanon
Simona Nadalin Zanon
Laurea magistrale in Lettere Moderne, guida turistica della Regione Campania, lavora in un'agenzia marittima napoletana. Si occupa di incoming, di tours e transfer nell'ambito del territorio campano.

Articoli Simili

Lascia un commento

Top Menu
Translate »
error: Il contenuto del sito è protetto
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: