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Crypta Neapolitana

La Crypta Neapolitana è una galleria lunga 699m scavata nel tufo della collina di Posillipo, tra Mergellina e Fuorigrotta, nel I secolo a.C. da Lucio Cocceio Aucto.

Si tratta di un’imponente strada che metteva in collegamento diretto Puteoli e Napoli, evitando la strada scomoda per colles (cioè sopra le colline, Johannowsky 1953).

Il tunnel, attualmente non accessibile, ha due ingressi. Il primo dalla parte di Napoli, nel quartiere di Piedigrotta si trova in un piccolo parco consacrato alla memoria del poeta Virgilio.

L’ingresso sul lato Pozzuoli si apre in un quartiere chiamato Fuorigrotta, tra case private, su una strada chiamata via della Grotta vecchia.

Il parco di Piedigrotta ospita la tomba di Giacomo Leopardi e il cd Mausoleo Virgiliano, un colombario romano situato proprio accanto all’ingresso della Crypta che in origine si credeva fosse la tomba di Virgilio (Cocchia 1888).

La grotta, nata per scopi militari, quando, nel periodo delle guerre civili, la zona flegrea assunse grande importanza strategica ed era necessaria una linea di comunicazione diretta fra Neapolis e Puteoli.

Tuttavia, come risulta da una testimonianza di Seneca, la grotta era angusta, buia, polverosa e opprimente, perciò, visto che fu utilizzata per secoli, si cercò di ampliarla e migliorarla.

L’ingresso dell’entrata di Mergellina è di 33,8 m s.l.m., mentre quella dell’entrata di Fuorigrotta è di 44,6 m a.s.l., quindi, la Crypta ha una pendenza da Fuorigrotta verso Napoli. Su entrambi i lati del tunnel principale, un pozzo inclinato raggiunge la superficie, fornendo un po ‘di luce all’interno del tunnel principale.

La Crypta neapolitana è stata operativa per oltre 1800 anni, fino alla fine del 19 ° secolo, quando un crollo nella sezione centrale.

Crypta neapolitana: the middle section, with wall collapses (photo by B. Bocchino).

Ulteriori crolli costrinsero il Comune di Napoli a mettere in campo un progetto di recupero. Circa un terzo del tunnel, sul lato Mergellina, fu rinforzato con archi a punta di tufo, così da somigliare ad una una navata gotica (De La Ville sur-Yllon 1900).

Purtroppo, però, tale azione ebbe vita breve: nel 1917 il tunnel fu definitivamente chiuso al pubblico.

Anche gli archi del XIX secolo sono crollati; alcuni di essi sono ancora in atto, ma sono gravemente danneggiati. Tuttavia, la volta sembra intatta e potrebbe ragionevolmente appartenere al periodo romano.

Esiste un forte legame tra siti sotterranei e speculazioni trascendenti. Nella Crypta, tale legame era forte anche nei tempi antichi ed è sopravvissuto fino ai giorni nostri.

Il percorso sotterraneo, oscuro, cupo, polveroso e pieno di urla da parte di conducenti di cavalli e carrozze, ha ispirato studiosi, da Seneca a Petrarca e Boccaccio, e decine di stranieri nel corso del loro Grand Tour in Italia.

Nel 14 ° secolo, una leggenda affermava che la Crypta fosse stata fatta in una sola notte dal poeta Virgilio, considerato un potente mago. Il re di Napoli Roberto d’Angiò chiese al poeta Francesco Petrarca la sua opinione sull’argomento.

Petrarca rispose di non aver visto alcun segno di magia ma molti segni di scalpello.

Durante lavori di restauro aragonese o, forse, nel corso dei lavori eseguiti all’epoca del vicereame spagnolo, tra XV° e XVI° secolo, fu rinvenuto un bassorilievo in marmo bianco con la raffigurazione di Mitra datato tra la fine del III e l’inizio del IV sec. d.C. attualmente conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli a testimoniare il culto del dio orientale Mitra. Altre testimonianze sono note in Campania a partire dal II sec. d.C.

Certamente i culti misterici avranno influenzato la superstizione popolare perché alla grotta i napoletani hanno sempre associato qualcosa di misterioso e magico, tanto che il solo attraversarla indenni era considerato un vero e proprio miracolo.

Nel 1548, il viceré Pietro di Toledo istituì un santuario a metà strada nella Crypta consacrato a Santa Maria della Grotta. In alto sul muro sopra il santuario, si possono individuare deboli tracce di un bassorilievo di crocifissione. Il bassorilievo era più antico del santuario, infatti era stato già menzionato nel 1494 (Burckardt 1884, v. 2, p. 174): “circa medio habens crucifixum ipso monti incisum”.

Il 27 febbraio 1787, Goethe fu testimone del tramonto del sole a Fuorigrotta e dell’invio di un raggio di luce attraverso l’intero tunnel fino all’entrata di Mergellina: “Posso perdonare tutti coloro che perdono i sensi a Napoli” (Goethe 1849, p. 412).

Questa sera ci siamo recati alla grotta di Posillipo nel momento in cui il sole, tramontando, passa con i suoi raggi fino alla parte opposta. Ho perdonato tutti quelli che perdono la testa per questa città”. (Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia; nota del 27 febbraio 1787)

Si hanno notizie di un eremita che viveva nel santuario, almeno dal 1587 al 1880 (D’Ambrosio 2001, pp. 179-180). Alloggiava in un ambiente scavato nella parete meridionale di Crypta. La stanza, che è stata murata nel corso dell’ultimo restauro Crypta è stata ritrovata e contiene un pozzo profondo 37 m (Giustiniani 1793, p. 77), che raggiunse lo strato di falda, destinato a fornire acqua all’eremita.

La foto di copertina riproduce un dipinto di Gaspar Adriaensz van Wittel, detto Casper, conosciuto in Italia come Gaspare Vanvitelli, o Gaspare degli Occhiali (Amersfoort, 1653 – Roma, 13 settembre 1736) pittore olandese naturalizzato italiano.

Le immagini sono  Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license.

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Anna Abbate
Anna Abbate
Archeologa, consulente informatica e web design freelance. Nata a Napoli, si occupa dal 1971 di Information Tecnology dopo essersi formata alla IBM come Analista Programmatore. Dopo una vita vissuta nel futuro ha conseguito la Laurea Magistrale in Archeologia presso l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa”. Divide il suo tempo tra la passione per l’informatica e la ricerca storica. Con alcuni amici archeologi ed antropologi ha fondato nel 2011 il “Gruppo Archeologico Kyme”, associazione di promozione sociale, della quale attualmente è presidente, organizzando giornate di valorizzazione e promozione del patrimonio storico-archeologico e delle tradizioni dedicate soprattutto alle scuole. Si occupa, in particolare di Napoli e del territorio flegreo. Ha pubblicato i libri "Da Apicio... a Scapece (Valtrend Editore, 2017), "Biancomangiare... il Medioevo in tavola" (Valtrend Editore, 2018).

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