Tu sei qui
Home > Campania > Starbucks e le influencer di Instagram | Napoli vista da lontano

Starbucks e le influencer di Instagram | Napoli vista da lontano

Qualche giorno fa un amico mi invita a prendere un caffè da starbucks . Mentre siamo seduti i due avventori di fianco a noi fanno per andarsene dal locale lasciando sul tavolo due bicchieri vuoti. D’improvviso, con la coda dell’occhio, vedo due ragazze entrare nel locale guardandosi intorno come a non voler essere scoperte.

Si siedono al tavolo rimasto vuoto, si scattano un selfie vicino ai bicchieri ed escono di corsa dal locale. “Adesso si metteranno la foto su instagram! “ mi dice il mio amico. Perplesso su quanto visto decido di approfondire la questione: “vita sui social” e mi si apre un mondo. Comincio a ravanare sui vari  social e trovo ragazze, con diverse migliaia di follower, impegnate soprattutto a scattarsi foto in lingerie davanti allo specchio del bagno di casa propria. Ma non solo: trovo anche centinaia di foto nei posti più disparati del pianeta (rigorosamente in costume anche se scattate sulla neve) e nei locali più costosi e di tendenza. Decido di approfondire la questione parlandone con alcuni ragazzi in “età social”. “Sono tutte influencers o che aspirano a diventarlo”. L’influencer è una tipa (ma anche un tipo) che ha diverse migliaia di persone che seguono il suo profilo.

Quando il numero è alto (ma stiamo parlando di numeri da spavento)  si fanno vivi gli sponsor che pagano per inserire nelle foto i propri prodotti. Giusto. Detta così non fa una piega. Ma le due ragazze da starbucks? E’ presto detto. Per quanto riguarda Instagram una delle caratteristiche fondamentali è quella di avere una vita spettacolare, devi far vedere che sei sempre attivo sempre in giro per il mondo sempre circondato dal lusso. Ma tutto questo costa soldi. E quando non puoi permetterti questo stile di vita che fai? Te lo inventi! Ed ecco ragazze di belle speranze entrare in una gioielleria e provarsi l’ultimo orologio o il bracciale ad un prezzo da capogiro, giusto il tempo di scattarsi una foto col cellulare quindi restituirlo al negoziante magari promettendogli  che sarebbero venute a prenderlo sicuramente in settimana. Ma pare ci sia anche chi ha osato fare di peggio. Come presentarsi d’avanti all’ingresso di un aeroporto con tanto di trolley giusto il tempo di pubblicare uno scatto sui social magari con la scritta “ Dubai arrivo!” salvo poi vederla venti minuti dopo sulla banchina di una stazione aspettare il treno per raggiungere casa dei genitori. Ma per la serie “non c’è mai limite al peggio” c’è chi si è inventato metodi ancora più ingegnosi. Mettiamo tu riesca ad andare in Grecia ma hai i soldi giusto per il biglietto aereo e per una stanzetta umida e lontano chilometri dal mare… Come fai a convincere i tuoi follower di stare vivendo vacanze da sogno? Semplice: si individua un hotel a 5 stelle, si allunga la mancia ad uno del personale e si ottiene libero accesso alla meravigliosa piscina della struttura. Il tempo di scattarsi una foto e poi via! La metodologia quindi è quasi sempre la stessa e funziona più o meno con ogni location : palestre, ristoranti stellati, auto di lusso, vestiti da mille e una notte. D’altronde se alcune società si sono lanciate nel business dell’affitto di case da sogno e arredamento da utilizzare per 24 ore un motivo ci sarà.

Il problema di un simile atteggiamento social qual è? E’ quello di convincere molti ragazzi che una vita del genere è possibile per tutti ma non per loro, che altri sono stati più fortunati , che si può arrivare ad avere le stesse cose magari con una scorciatoia, magari entrando in giri in cui le possibilità di guadagno sono alte almeno quanto il rischio di svolgerle determinate attività. E non c’è bisogno ch’io specifichi a quale attività mi riferisca.

Insomma così come i social hanno preteso che per ogni scatto in cui era presente l’inserimento di un prodotto commerciale, vi fosse anche specificato, sotto la foto, che era presente pubblicità, così anche sotto molti scatti dovrebbe essere obbligatorio scrivere: “contenutistica farlocca!”

Artù

Redazione
Redazione
La testata giornalistica QuiCampiFlegrei.it nasce con l'intento di promuovere il territorio flegreo

Articoli Simili

Lascia un commento

Top Menu
Translate »
error: Il contenuto del sito è protetto
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: