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Il pensiero poetante

Il giorno 16 Giugno 2018 alle ore 18:30, presso la Casina Vanvitelliana, le poetesse Monia Gaita e Antonietta Gnerre condurranno l’evento IL PENSIERO POETANTE, prodotto dall’Archeologa Anna Abbate.

Lo Psicanalista prof. Antonio Vitolo, darà il senso della poetica e l’etno musicologo Carlo Faiello l’essenza ideale di Mimmo Grasso che il pubblico di Facebook conosce come Unda Julia, e che, il caposcuola dell’arte visiva del ‘900, Mario Persico  definì tra i più importanti e il più riservato poeta contemporaneo.

Protagonista sarà il pubblico che verrà intervistato per ricordare al poeta il proprio affetto sincero e la propria ammirazione per la sua poesia.

A fine serata sarà offerto un aperitivo servito dai ragazzi della “Bottega dei Semplici pensieri” con la collaborazione della biologa nutrizionista dr. Patrizia Isita.

Durante la serata sarà proiettato il video “Indagine sulla poesia. Mimmo Grasso. Il pensiero poetante” realizzato da Ciro De Novellis.

https://youtu.be/tMjOHm-Ocmg

 

Cos’è il pensiero o il pensare poetante?

Nell’ambito dell’estetica contemporanea, l’arte non è “riflesso” di essenze ideali, secondo l’approccio greco-latino, piuttosto – e più specificamente quella forma artistica che è la poesia – , si esprime come disvelamento dell’essere, come esperienza dell’originario, e dunque intrattiene un rapporto essenziale con la verità.

Questo modo di concepire la poesia è dovuto al pensiero di Martin Heidegger, e, in Italia, da Emanuele Severino. Il primo autore occidentale a esprimersi col pensare poetando è Parmenide. Il pensare poetando implica l’utilizzo dell’apparato logico-cognitivo e la risoluzione dei problemi che esso pone mediante l’espressione lirica. Leopardi ne è un grande esempio.

Per Heidegger, allievo di Husserl, fondatore della fenomenologia, la parola poetica nomina il mondo solo quando gli dei di Hölderlin ci conducono per mano al linguaggio e lo fanno attraverso “cenni”, “indicazioni” (dire è indicare). Il dire del poeta “consiste nel cogliere questi cenni per accennarli a sua volta al suo popolo”. La grande poesia si coltiva in profondità nell’isolamento.

Gaston Bachelard porta a sintesi pensiero razionale e immaginazione e rivendica, con la voce dell’intelletto, il «diritto di sognare»; anche il sogno, sede del “sacro” e desiderio del desiderare, ha la sua matematica. Unione di parametri logici e istinto caratterizzano l’espressività di Grasso con una cura quasi maniacale per l’osservazione delle costanti del pensiero, il suo modo di procedere.

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Anna Abbate
Archeologa, consulente informatica e web design freelance. Nata a Napoli, si occupa dal 1971 di Information Tecnology dopo essersi formata alla IBM come Analista Programmatore. Dopo una vita vissuta nel futuro ha conseguito la Laurea Magistrale in Archeologia presso l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa”. Divide il suo tempo tra la passione per l’informatica e la ricerca storica. Con alcuni amici archeologi ed antropologi ha fondato nel 2011 il “Gruppo Archeologico Kyme”, associazione di promozione sociale, della quale attualmente è presidente, organizzando giornate di valorizzazione e promozione del patrimonio storico-archeologico e delle tradizioni dedicate soprattutto alle scuole. Si occupa, in particolare di Napoli e del territorio flegreo. Ha pubblicato i libri "Da Apicio... a Scapece (Valtrend Editore, 2017), "Biancomangiare... il Medioevo in tavola" (Valtrend Editore, 2018).

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