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Cannellino Flegreo: il pomodoro senza “pellecchia” che conquista chef e pizzaioli

Negli stessi luoghi in cui i fondatori Greci piantarono le prime viti, oggi, accanto ai filari di falanghina, a Cuma si coltivano pomodori cannellini flegrei; un ortaggio la cui produzione era stata quasi del tutto abbandonata e che ora, grazie all’impegno di alcuni produttori, sta riscontrando il favore del pubblico.

Martedì 23 luglio l’associazione Pomodoro Cannellino flegreo ha organizzato un contest suggestivo che ha messo insieme passato, presente e futuro: visita agli scavi archeologici della più antica polis della Magna Grecia, incontro con i produttori e con gli attori coinvolti nella filiera produttiva e assaggio di piatti elaborati da alcune delle più importanti aziende gastronomiche del territorio flegreo.

La coltivazione

Le piante sono alte quasi un metro. La caratteristica più evidente della coltivazione è che i filari si reggono grazie a cannucce e spago di canapa. La raccolta viene effettuata rigorosamente a mano. I frutti si raccolgono in un arco di tempo abbastanza lungo: si tende a raccogliere i frutti che men mano diventano maturi tra i mesi di aprile ed agosto. Attualmente i terreni coltivati con cannellino sono pari a 15 ettari. La produzione stimata per quest’anno è di circa 70 tonnellate. L’areale di riferimento è tutto il territorio flegreo: Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto.

Il pomodoro senza “pellecchia

Il cannellino flegreo è tra i prodotti riconosciuti come “tradizionali” e sono pertanto inseriti in un apposito elenco della Regione Campania. Le sue origini risalgono almeno alla fine dell’800. I semi sono stati tramandati di generazione in generazione: non è un ibrido. I frutti sono di forma oblunga e con la caratteristica strozzatura. La “pellecchia” è sottilissima. Il suo sapore unico è dovuto alla crescita su terreno vulcanico e a pochi metri dal mare.

La qualità

Il pomodoro cannellino può essere conservato in barattolo per intero o come passata. Avendo una buccia sottilissima, non è possibile procedere alla pelatura risparmiando residui di produzione e un passaggio nella fase di trasformazione. Tra le caratteristiche: elevato contenuto di zucchero e di ph. Quest’ultimo aspetto, riguardante la componente acidula, è soggetta ad appositi studi degli esperti. La caratteristica della dolcezza ha, invece, invogliato i produttori alla produzione di confetture con una semplice aggiunta di zuccheri.

I prossimi passi

Tra le proposte dell’Associazione dei produttori – al momento gli associati sono le aziende agricole Cumadoro, Costagliola, Russo Francesco, Orti flegrei, Kilometro 0 Flegreo, Masseria Pignata, Raffaele Palumbo e Pignata Emilio – è procedere alla custodia del seme attraverso la ulteriore selezione, la conservazione e la riconoscibilità dello stesso. L’obiettivo è rendere uniforme la produzione.

L’impiego in cucina

Quando il territorio propone prodotti di qualità ci sono sempre chef innovativi che accolgono nelle loro cucine le tipicità a chilometro 0. È il caso del pomodoro cannellino che è utilizzato da diversi chef, pizzaioli, gastronomi e pasticcieri. Tra i protagonisti dell’evento a Cuma c’è stato lo chef stellato Angelo Carannante del ristorante Carcol di Bacoli.

Il cannellino e il progetto Mac – Monterusciello Agro City

Mac è l’acronimo di Monterusciello Agro-City, un progetto finanziato nell’ambito dell’Urban Innovative Actions, un’iniziativa dell’Unione Europea volta alla promozione di idee e azioni innovative per favorire lo sviluppo sostenibile delle aree urbane. A presentare il progetto nell’ambito della manifestazione dedicata al pomodoro cannellino è stato Roberto Gerundo, assessore all’urbanistica del Comune di Pozzuoli e promotore del progetto: “Il quartiere di Monterusciello è nato dopo il bradisisma degli anni ’80, un quartiere voluto dallo Stato che non è mai stato completato. Ci sono ben 57 ettari di aree demaniale che ora sono di proprietà del Comune. Stiamo provando a pensare di utilizzare questi terreni per le tipiche coltivazioni locali: oltre al vino pensiamo anche al cannellino”.

L’agricoltura nel Parco Archeologico

Fabio Pagano è il neo presidente del Parco Archeologico dei Campi Flegrei. “Il Parco – spiega – è una creatura ancora giovane, certo ha un passato ingombrante, imbarazzante ma importantissimo. Il suo futuro, però, è stato scritto solo pochi anni fa con la nascita del Parco nel 2016. La valorizzazione del patrimonio archeologico passa anche per la promozione di tutto il paesaggio. Immaginiamo che iniziative come queste siano fondamentali. A Cuma i resti antichi convivono con le attività produttive moderne e questo fa del nostro territorio un esempio unico nel suo genere”.

Link utili

www.pomodorocannellinoflegreo.com

www.macpozzuoli.eu

Ciro Biondi
Ciro Biondi
Giornalista, scrive prevalentemente di attualità, sociale, cultura, turismo e ambiente. E' responsabile dell'Ufficio di Comunicazione della Caritas Diocesana di Pozzuoli. Ha collaborato con quotidiani e periodici. E’ specializzato in comunicazione sociale e istituzionale. Si è occupato di uffici stampa ed è presidente dell'associazione di promozione sociale Dialogos Comunicazione. Con le scuole e le associazioni promuove incontri su legalità, volontariato, solidarietà tra i popoli, dialogo tra le religioni e storia. E' docente di scuola secondaria di secondo grado statale. Ha un blog: www.cirobiondi.it
http://www.cirobiondi.it

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