C’è stato un momento, tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, in cui l’etere in Italia è diventato un foglio bianco tutto da scrivere. I Campi Flegrei non fecero eccezione, anzi: diventarono un laboratorio formidabile di sperimentazione sociale e culturale.
Sabato 13 Giugno 2026, le sale del Polo Culturale di Palazzo Toledo a Pozzuoli ospitano la memoria di quella stagione straordinaria con la presentazione del volume ‘Radio Libere e Televisioni nei Campi Flegrei’.
Un’occasione che per le istituzioni locali non è solo nostalgia, ma un punto di partenza per riflettere sull’identità del territorio.
Dalle prime antenne montate sui tetti alla nascita di redazioni improvvisate ma caparbie, dietro ogni frequenza c’era una comunità che cercava la propria voce. Un lavoro immenso di scavo e documentazione che gli autori, Francesco Lubrano e Rita Capuano, hanno pazientemente ricucito insieme, trasformando i ricordi dei singoli in una cronistoria collettiva e accessibile a tutti.
Ma la storia dei media locali non è fatta solo di date e sintonizzazioni; è fatta soprattutto di persone, di pionieri che affrontavano i microfoni con una miscela unica di incoscienza, entusiasmo e profondo spirito di servizio.
Microfoni che diventavano specchi della quotidianità flegrea, capaci di lanciare jingle memorabili, ma anche di fare informazione e cultura dal basso, legandosi indissolubilmente alla vita della città. Quello che oggi stringiamo tra le mani non è solo un libro di storia locale, ma il racconto di come un intero territorio ha imparato a guardarsi e ad ascoltarsi, gettando le basi per il giornalismo e la comunicazione del futuro.
Mentre scorrono i titoli di coda di una mattinata densa di aneddoti, resta la certezza che quelle emittenti libere abbiano lasciato un’eredità profonda.