Capita anche agli scrittori di crime di imbattersi in un misterioso intrigo, ovvero in una truffa. La sorpresa derivante ha spiazzato me e la mia famiglia, che dopo essere scampati a una crisi sismica, che ha messo a dura prova la nostra resistenza mentale e fisica, tanto da dover fare i conti con una realtà a dir poco sconcertante.
Per chi mi conosce, sa che da quattro anni ho cambiato casa, scegliendo un angolo di paradiso, a metà strada tra la campagna e il centro urbano. sollevata dal peso dell’inquinamento acustico ho gustato le gioie che può regalarti il silenzio, la quiete del mattino, senza però omettere le chiasso e sfuriate die vicini e le loro invadenze quotidiane.
Sopravvissuti al risveglio del vulcano, che ahimè non decide a spegnersi definitivamente, ci siamo imbattuti in una notizia che ha scardinato il nostro salvifico equilibrio psicofisico, sbalestrando la calma apparente del nostro essere.
Un tale proprietario, di cui come Cervantes, non oso citare né luogo di appartenenza, né origine, ci comunica in una torrida mattina di giugno, che previo avviso della Procura di Napoli, siamo tenuti a lasciare l’appartamento perchè non è catalogato per uso abitabile. Sì avete capito bene, il sedicente individuo si era arrogato il diritto, redatto a sua necessità, per costruire appartamenti che non potevano essere locati a uso domestico.
Potete immaginare la nostra agitazione, il dispiacere e il solo pensiero di trasferire di nuovo non solo le nostre suppellettili, ma ben cinquemila volumi, collezionati nel corso degli anni.
Oltre alla beffa il danno, che a nostro parere rasenta i tratti di una commedia dell’assurdo.
Pertanto cari lettori se avete a disposizione un appartamento in fitto che coincide alle nostre esigenze non dubitate nel proporlo, a patto che sia in regola con il codice legislativo che tutela noi e voi.
E con questo dramma vi auguro Buon Natale!