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Reliquia del bastone di San Giuseppe

L’arciconfraternita

Nel 1734, tre nobili Napoletani, diedero vita a una grande opera di misericordia, rivolta ai poveri ignudi, opera che nel 1740 fu affidata al patrocinio di San Giuseppe. L’arciconfraternita ricevette l’ approvazione del Papa e del re Carlo di Borbone, che fu nominato co-fondatore.

Nel 1750 nacque il complesso religioso di San Giuseppe dei nudi, la cui opera principale, quella di vestire i poveri, si nutriva di due eventi fondamentali: il 18 Marzo, festa di San Giuseppe e il 25 Dicembre, in cui venivano regalati sette abiti ai poveri. Lo stesso re Carlo, e successivamente Ferdinando di Borbone, partecipavano all’evento; la regina Maria Carolina in persona, donava ai poveri, nove abiti.

A inizio Ottocento, il noto compositore Giovanni Paisiello, fu maestro di cappella nella suddetta chiesa, che tra le varie opere, conserva le reliquie di due santi: San Celestino e San Clemente

Il bastone di San Giuseppe

Le notizie certe, risalgono all’anno mille; il bastone si trovava infatti in Inghilterra, sotto il regno di Eduardo il confessore, il cui stemma è stato rinvenuto su un lato del bastone. Il fatto che il re lo abbia custodito, finanche apporvi il suo stemma, rende il tutto ancora più reale. Dai regnanti inglesi, il bastone giunse tra le mani di alcuni nobili, tra cui gli Abden. Qui entra in gioco Francesco Grimaldi, noto cantante Napoletano, assiduo frequentatore della corte inglese. Un membro caro alla famiglia degli Abden, fu condannato a morte, e al Grimaldi fu chiesto di intercedere per la sua liberazione. Ottenuta la grazia, gli Abden fecero dono al Grimaldi, della preziosa reliquia

Il Grimaldi la portò a Napoli, dove la esponeva al popolo il 18 Marzo e il 25 Dicembre, in una casa di via chiaia. Per evitare che la reliquia fosse toccata, mise a guardia un maggiordomo di origine veneta, che prontamente la difendeva dicendo a chi si avvicinava: non sfrecolar, nel suo dialetto, da qui nacque il famoso detto: non sfrocoliare la Mazzarella di San Giuseppe

Il bastone non è mai stato restaurato, si presenta nello stesso stato in cui giunse a Napoli nel 1795.

Sconosciuto è il tipo di legno di cui è formata la reliquia, alcuni affermano provenga da un albero di rose. Già nell’anno mille, in Inghilterra circolava la voce che fosse stato Giuseppe d’Arimatea a condurla in loco.

San Giuseppe riscosse molto successo tra il popolo, tanto che negli eventi in cui veniva esposta la reliquia, si producevano in città delle zeppole fritte, da qui nasce la tradizione della zeppola di San Giuseppe

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Ivan Tudisco
Ivan Tudisco è nato a Napoli nel 1980 dove attualmente vive. Nel 2007 ha esordito con una raccolta di poesie edita da una casa editrice Siciliana, seguiranno altre due raccolte, di cui l’ultima pubblicata nel 2021 con una editrice Romana: Rosabianca edizioni. Nel 2020 ha esordito con il suo primo romanzo: Gente di Pianura, in ebook. Una serie di racconti di genere vario, sono stati pubblicati su varie antologie nazionali tra il 2019 e il 2021, e una raccolta di favole, ha visto la sua pubblicazione nel 2021, ed è tuttora disponibile sul sito della casa editrice Ivvi. In Giugno 2022, sarà pubblicato un nuovo romanzo, con l’editrice Montag, collabora con QuiCampiFlegrei dal 2020. Tutti i libri di Ivan Tudisco sono disponibili nelle librerie online, quali: Mondadori storie, La Feltrinelli, Libro Co.

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