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Napoli, presentazione romanzo “Napoli 2122”. Libreria “The Spark”, 16 settembre

Venerdì 16 settembre alle ore 18.00 sarà presentato per la prima volta a Napoli il romanzo di esordio di Nicola Iuppariello dal titolo Napoli 2122 edito da Edizioni Dialoghi. La presentazione ospiterà un contributo fotografico dalla serie Postesistenzialismo di Flavio Gioia, che dialogherà con l’autore insieme al filosofo Nicola Magliulo. La presentazione si terrà ad ingresso libero.

Napoli 2122 è il primo romanzo di Nicola Iuppariello. Autore nel 2012 del saggio Il vinile al tempo dell’iPod e nel 2013 del volume Vinilici. La passione per il disco, oltre che di soggetti relativi sinora esclusivamente al settore musicale come quello per il docufilm Vinilici. Perché il vinile ama la musica, affronta per la prima volta il romanzo in un genere che lui preferisce definire fanta-drama anziché fantascienza o distopia.

Flavio Gioia presenta per la prima volta a Napoli la serie fotografica Postesistenzialismo in cui concerne la necessità di sopravvivenza, onde uscire da quel pantano putrescente dell’ormai obsoleto “esistenzialismo”. Una prospettiva nella nuova ottica del “postesistenzialismo” è lo sforzo di oltrepassamento: guardare oltre il “muro del pianto”.

Il professore Nicola Magliulo, autore di numerose pubblicazioni in ambito filosofico, interverrà sul futuro scenario sociale e culturale creato dall’autore.

NAPOLI 2122 è un romanzo distopico scritto con il distacco e la freddezza propri dei libri di fantascienza.

Ambientato in una Napoli avveniristica, racconta la vita di coppia di Claudio e Luisa, uniti in unione per “acquistare” un figlio. In questo mondo futuristico, infatti, l’umanità è ormai sterile e l’unico modo per avere un bambino è quello di affidarsi alla cosiddetta “creazione definita”, nella quale i genitori possono scegliere, al giusto prezzo, tutte le caratteristiche del proprio erede. La preoccupazione, però, di non poter assicurare alla figlia un futuro economicamente stabile porterà la coppia a compiere scelte che metteranno in moto un effetto domino inarrestabile.

Il romanzo affronta con grande sottigliezza e senza mai farsi didascalico o giudicante tematiche essenziali quali la maternità e la paternità – biologica e non –, l’alienazione dei rapporti umani a vantaggio di realtà virtuali, i danni anche sentimentali che una pressione economica spiazzante può arrecare alle persone. Nel far questo, l’autore cerca di farsi portavoce di un punto di vista super partes e quanto più obiettivo, narrando le vicende dei suoi personaggi e le dinamiche del mondo in generale con un distacco da reportage che ben si armonizza con l’atmosfera alienata e quasi post-umana che caratterizza le vicende. Con l’eccezione, tuttavia, di quando la vita intima della coppia e i sentimenti dei due protagonisti vengono avvicinati con discrezione e finanche dolcezza, in modo da restituirne il significato più autentico di rapporto umano vissuto al di fuori di qualsiasi disperazione e alienazione. 

Sicuramente degna di attenzione, inoltre, è la costruzione di un mondo compatto, ben definito e credibile. Per arrivare a ciò, l’autore dimostra un’analisi – nonché una critica – estremamente elaborata su quella che è la società odierna, arrivando a predirne i possibili sviluppi in tutti i settori. Ad accrescere il world building contribuiscono, inoltre, le numerose informazioni di carattere geografico, storico e geopolitico.

Il linguaggio adottato è semplice e diretto e l’uso di dialettismi e modi di dire aumenta, poi, quel senso di realismo che permea l’intera opera, oltre a configurarsi come un vero e proprio omaggio alla cultura partenopea. Lo stile è dei più piani e conseguenti, con dialoghi brevi e descrizioni puntuali che rendono conto di un realismo di certo non crudo, ma comunque concreto e diretto.

Vera protagonista della vicenda è la psicologia dei personaggi, che una narrazione lenta e delicata ci permette di approfondire in maniera estremamente accurata. Cifra distintiva di Napoli 2122 è la narrazione introspettiva, che si prende il suo tempo per raccontarci il quotidiano dei protagonisti, conferendo all’opera il taglio stilistico di uno slice of life.

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Redazione
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