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Quarto: nel bene confiscato alla camorra “Albergo Diverso-B&B della Legalità” ospitati 12 bambini del popolo Saharawi sotto tutela dell’Onu

Il Comune di Quarto ha accolto la richiesta delle autorità del governo della Repubblica Araba Democratica dei Saharawi e dell’Associazione «Bambini Senza Confini ETS» e da oggi ospiterà nel bene confiscato al clan Polverino e oggi ribattezzato «Albergo Diverso-B&B della Legalità» di via Campana n. 45 un gruppo di 8 bambini e 4 bambine, oltre a due accompagnatori, del Popolo Saharawi: popolo che, nonostante il riconoscimento dell’ONU del proprio diritto all’autodeterminazione, per sfuggire alla guerra si è rifugiato in un campo profughi nel deserto algerino da dove continua ancora oggi la propria strenua resistenza.


Il gruppo di bambini e bambine, piccoli ambasciatori di pace del popolo Saharawi ospitato a Quarto è l’unico presente in tutta la Campania e per la prima volta in Italia l’ospitalità avviene in un bene confiscato alle mafie.

Domani alle 11.00 nella sede dell’Albergo Diverso-B&B della Legalità di via Campana n. 45 il sindaco di Quarto e Consigliere delegato al Patrimonio e ai Beni Comuni della Città metropolitana di Napoli, Antonio Sabino, insieme all’assessore alle Politiche Sociali, Angela Di Francesco, e all’Assessore alla Legalità e Beni confiscati del Comune di Quarto, Raffaella De Vivo, al presidente dell’Associazione Bambini Senza Confini ETS, Fulvio Rino, al responsabile dell’ATS che gestisce il bene confiscato Albergo Diverso-B&B della Legalità, Giovanni Esposito, al Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, al referente del bene confiscato Casa Mehari, Ciro Biondi e a un rappresentante della Fondazione Polis della Regione Campania, presenteranno alla stampa il fitto programma delle attività previste per le prossime due settimane e il gemellaggio tra i giovani studenti di Quarto e il popolo Saharawi.

Il programma di ospitalità consentirà, infatti, ai piccoli ospiti di sottoporsi ad accertamenti e cure mediche impossibili da realizzare nel campo profughi, a richiami sanitari per particolari patologie già trattate in passato e che riguardano bimbi con diversa abilità, oltre a consentire ai piccoli ospiti di entrare in contatto con loro coetanei di Quarto e frequentare campi estivi e attività sociali nel segno del dialogo e della cultura della pace tra i popoli.

Redazione
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