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Lago d’Averno, monitoraggio ecosistemico. Si va verso il Piano di Gestione

Sabato 11 giugno nella sala Ostrichina del Parco Borbonico del Fusaro a Bacoli è stata fatta la “Presentazione Analisi Scientifiche sullo stato Fisico – Chimico e la batimetria tridimensionale del bacino lacustre”.

Il lavoro è stato commissionato dall’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei e coordinato dal Dott. Sergio Bravi dell’Università di Napoli “Federico II”.

Erano presenti l’Architetto Francesco Maisto, presidente dell’Ente Parco insieme a Giulio Monda suo collaboratore.

Il lavoro scientifico è stato condotto a livello multidisciplinare dall’ Università di Napoli “Federico II”, dal CNR di Napoli e dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, con lo scopo di effettuare un monitoraggio sulle caratteristiche e lo “stato di salute” del lago, sito all’interno della caldera dei Campi Flegrei e ricco di peculiarità ecologiche tanto da individuarlo come uno dei luoghi di particolare interesse dell’area.

Il lago è di origine vulcanica con una forma tronco conica e con un’età di circa 5200 anni. Altre informazioni possono essere reperite su un mio precedente articolo: https://www.quicampiflegrei.it/2021/03/12/i-laghi-flegrei-breve-guida-geologica-ambientale-e-storica/

Le indagini hanno rilevato che la sua profondità massima  è di 35 m con una distribuzione dei sedimenti sul fondale caratterizzata da granulometrie più grossolane nel settore meridionale probabilmente di natura antropica. Ci sono anche sedimenti più fini con percentuali variabili di argille e silt. Tutti i sedimenti hanno una dinamica piuttosto debole per scarsa energia cinetica.  E’ stato effettuata anche una prima analisi di tipo chimico fisica delle acque da cui si evince come la falda freatica assume una sua importanza apportando un suo contributo in uscita durante i mesi invernali attraverso un canaletto che collega il lago al mare. Dal punto di vista chimico si è evidenziato come in profondità ci sia una maggiore concentrazione di elementi chimici dannosi all’ecosistema tra cui ammoniaca e nitriti.

Sono state condotte analisi microbiologiche attraverso cui si è riscontrata l’assenza di indicatori di contaminazione fecale ed in generale nel lago non presenta elevata tossicità.

Tutti questi studi hanno avuto valore di indagini preliminari in un’ottica di monitoraggio più approfondito da sviluppare gradualmente.

La seconda fase dell’incontro è stata dedicata ad alcune proposte di ricerca. In particolare si potrebbe effettuare uno studio di tipo micro-paleontologico andando a investigare sulla presenza di foraminiferi ed ostracodi in grado di dare indicazioni ecologiche;  si è in grado di monitorare lo stato di conservazione dell’ittiofauna dell’erpetofauna e della malacofauna continentale con particolare attenzione alle specie “aliene”.

Inoltre potrà essere effettuato uno studio sull’idrogeologia e sull’idrogeochimica isotopica del sito per individuare scientificamente i rapporti tra le acque con origini differenti (falde dolci, marine ed apporti idrotermali) , si potranno inoltre effettuare indagini magnetometriche da drone per

studiare in maniera più approfondita i sedimenti in profondità.

Infine è stato presentato un contributo in occasione della straordinaria fioritura di Planktothrix rubescens verificatasi sul lago tra febbraio e aprile 2022 al fine di valutarne la composizione in relazione alla straordinaria “marea rossa”. E’ stata evidenziata una particolare concentrazione di alcuni cianobatteri  e ci si pone l’obiettivo di studiarne caratteristiche ed evoluzione in relazione ai cambiamenti climatici.

I rappresentanti dell’Ente parco si sono rammaricati per l’assenza delle scolaresche ed hanno dichiarato di voler distribuire da settembre un prodotto multimediale che verrà creato ad hoc.

Nel frattempo ai partecipanti è stato reso disponibile un abstract cartaceo dei contributi presentati al convegno.

Da geologo ed insegnante ritengo estremamente importante questo progetto di ricerca (e di divulgazione scientifica) per la tutela di un patrimonio importantissimo all’interno del territorio dei Campi Flegrei.

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Pierluigi Musto
Pierluigi Musto nasce a Napoli il 27 luglio 1962, dopo il diploma di maturità al liceo scientifico si laurea in Scienze Geologiche e si abilita alla professione di Geologo. Si abilita all’insegnamento in Matematica alle scuole medie e in Geografia per gli istituti tecnici. Dal 2007 è docente in ruolo in matematica e scienze nella provincia di Napoli. E’ autore del sito www.campiflegrei.eu. E' autore del libro :" Elementi di Geologia dei Campi Flegrei e della Piana Campana" Da numerosi anni si interessa della promozione del territorio flegreo collaborando tra l’altro nell’organizzazione dell’evento ricorrente “Malazè”. Collabora con numerose associazioni locali nella didattica e divulgazione della geologia dei Campi Flegrei.
http://www.campiflegrei.eu

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