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Ischia, parte la protesta contro il tampone negativo per i traghetti

I passeggeri dei traghetti nel golfo di Napoli devono essere muniti di tampone negativo. È quanto prevede il decreto legge del 30 dicembre. Un problema per gli abitanti dei sei comuni dell’isola di Ischia. L’avvocato Nicola De Siano scrive al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e al Prefetto di Napoli.

Ecco il testo della lettera

“…, si rappresenta che gli abitanti delle isole minori non hanno altri mezzi di trasporto se non aliscafi e traghetti (quest’ultimo, classificato come trasporto pubblico locale) per raggiungere la terraferma. Dal prossimo 10 gennaio, i cittadini italiani non potranno usufruire del trasporto pubblico se non muniti di “Super green pass” oppure se esentati dalla vaccinazione o se minori di dodici anni: questo è quanto stabilisce il DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2021, n. 229.

La richiesta è quella di emendare detto decreto prevedendo che: “solo per gli spostamenti, da e per le isole, del territorio italiano la possibilità di viaggiare con aliscafi e traghetti, anche a chi ha effettuato test antigenico rapido o molecolare, quest’ultimo anche su campione salivare e nel rispetto dei criteri stabiliti con circolare del Ministero della salute, con esito negativo al virus SARS-CoV-2.

 Occorre tenere ben presente che i residenti sulle menzionate isole – esclusi dunque i pendolari – si spostano soprattutto per ragioni sanitarie, giacché sulle isole minori molto spesso non possono ricevere cure oncologiche oppure esami clinici specialistici. Inoltre, sulle isole minori, i generi alimentari arrivano dalla terraferma con i menzionati mezzi marittimi: bisogna quindi senz’altro consentire dei “corridoi privilegiati” per settori che normalmente in terraferma non hanno bisogno di green pass, perché considerati essenziali.

 Siamo isolani: non isolateci, ma considerate tutti i servizi svolti sulle isole come essenziali.

E’ chiaro che l’art 16 della Costituzione consente limitazioni della libertà di circolazione per ragioni sanitarie; è chiaro che il decreto su menzionato è una misura urgente per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 ed è tesa allo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali; è chiaro che la pandemia è mondiale, ma è altrettanto evidente che mentre i cittadini della terraferma della Penisola Italiana possono spostarsi autonomamente alternativamente al trasporto pubblico, anche a piedi, viceversa un abitante di un’isola italiana è in ciò assolutamente impossibilitato: questa diversità va tutelata, affinchè non si tramuti in una disparità di trattamento. Inoltre ai bambini di età inferiore ai dodici anni è consentito viaggiare senza super green pass: considerando che i bambini dai 5 ai 12 anni possono vaccinarsi, come mai vi è questa disparità con gli altri minori (età 12-18) e con gli adulti? Sicuramente ci sono i tribunali e la tutela d’urgenza e il sistema costituzionale con tutti i suoi sistemi di controllo e protezione è stato improntato ad evitare deviazioni dal sistema di tutela dei diritti, ma è sempre necessario tener presente che lo Stato d’emergenza medesimo non può giungere a palesi e marchiane disparità di trattamento tra cittadini, specie ove la diversità non sia conseguenza di una scelta, ma di un mero accidente geografico, ineludibile in sé.

Distinti saluti.

Forio, 02/01/2021

Redazione
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