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“Stanotte a… Napoli”. Successo per la prima serata natalizia nel ventre di Partenope

Ancora una volta il binomio è : Napoli ed Alberto Angela. Nel 2018 infatti lo studioso aveva ottenuto la cittadinanza onoraria e la cerimonia, tenutasi nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino- in un’epoca pre Covid- aveva accolto persone e personalità giunte ad ammirare il grande evento. 

“Ha visto e raccontato l’Inferno- affermava De Magistris- il paradiso e il purgatorio di questa città senza mai dare una lettura patinata o cadendo nel folkrorismo”

Tre anni dopo ,nella magica serata del 25 Dicembre, Napoli ed Alberto Angela vincono il prime time della sera di Natale sfidando preconcetti e pregiudizi cronachistici duri a morire. 

Da Santa Luciella al Palazzo Reale, passando per Castel Sant’Elmo e la  Sala Maiolicata del Museo del Real Bosco di Capodimonte, Alberto Angela si fa accompagnare da uno spavaldo “ Carlo III” , interpretato da Giancarlo Giannini. Un’interpretazione importante che ci riporta nella suggestiva atmosfera borbonica di un reggente che ha reso Napoli una Capitale dell’Arte Europea. 

La visita alla città di Napoli è accompagnata da un’altra grande protagonista : la musica. Lei ,regina di ogni palcoscenico delle vie napoletane, diviene maestra di quella passione che anima tradizione e modernità. Come fa notare Angela, Napoli è una delle poche realtà in cui i giovani non possono non conoscere ‘O Sole Mio, capolavoro scritto nel 1898 da Giovanni Capurro , giornalista del quotidiano Roma  o  Munasterio ‘e Santa Chiara, scritta nel 1945 da Michele Galdieri.

Una città che dialoga continuamente con l’antichità tra sacro e profano. Ne è un esempio il culto delle anime” pezzentelle”. In quale città pensereste mai di lucidare un teschio per permettere alle anime purganti di raggiungere il Paradiso? Beh Napoli, alla sua tradizionale devozione cristiana, affianca un’anima scaramantica ed apotropaica unica nel suo genere.  A dispetto invece di questo paganesimo occulto, troviamo un ossequio religioso visibile nel “Tesoro di San Gennaro”. Si tratta di un tributo regio offerto al Santo per il bene della comunità napoletana. 

Un viaggio alla scoperta di una città segreta che ingloba in sé folli desideri d’arte a bellezze naturalistiche riconosciute già dai suoi primi abitanti : i Greci. Strabone narra che i Rodii stabilirono nel corso delle loro navigazioni un punto di appoggio nel Golfo chiamandolo col nome della Sirena Partenope in quanto il fascinoso panorama offriva splendidi accostamenti con l’attraente e facinorosa figura mitologica.

Un tuffo in un passato che è presente. Napoli , una storia millenaria , scolpita nel cuore di chi sa sentirne la passione.

Martina Bruna Chiaiese
Nata a Napoli nel 1994. Fin da bambina è sensibile al mondo della cultura e della scrittura. Ha frequentato il Liceo Classico Antonio Genovesi grazie al quale matura un grande interesse per la lingua e la letteratura italiana e inglese. Si iscrive all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale e nel 2017 consegue la laurea in Lingue, Lettere e Culture Comparate nelle lingue inglese e cinese. Attualmente frequenta il corso di Laurea Magistrale in Lingue e Civiltà Orientali approfondendo lo studio della lingua, la storia, l’archeologia e la letteratura cinese. In ambito giornalistico si occupa della coordinazione del quotidiano on-line L’Osservatorio Flegreo ed è direttore della testata QuiCampiFlegrei. La sua passione è lo sport.

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