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Don Giustino sarà santo il 15 maggio 2022

Domenica 15 maggio 2022 sarà celebrato il rito di canonizzazione, decretata dal Santo Padre Francesco durante il Concistoro ordinario pubblico del 3 maggio scorso, dei Beati Lazzaro, detto Devasahayam, laico e martire; César de Bus, sacerdote, fondatore della Congregazione dei padri della dottrina cristiana; Luigi Maria Palazzolo, sacerdote, fondatore dell’Istituto delle suore delle poverelle;  Charles de Foucauld, sacerdote diocesano, Maria Francesca di Gesù, al secolo Anna Maria Rubatto, fondatrice della suore terziarie cappuccine di Loano; Maria Domenica Mantovani, cofondatrice e prima superiora generale dell’Istituto delle piccole suore della Sacra Famiglia; e Giustino Maria Russolillo, sacerdote, fondatore della Società delle divine vocazioni e della Congregazione delle suore delle divine vocazioni.

Una notizia capace di mettere in fermento l’intero quartiere di Pianura, che sente concretamente di poter ripartire dall’uomo il cui messaggio evangelico “fatti Santo” suona, oggi più che mai, come un prezioso invito impossibile da declinare. 

Nato a Pianura, terzo di 10 figli, ordinato sacerdote il 20 settembre del 1913 nella cattedrale di Pozzuoli, nell’ottobre del 1920 Giustino Maria Russolillo iniziò la fondazione della Congregazione religiosa dei Vocazionisti dedita ad aiutare i giovani – specialmente tra i meno abbienti – a rispondere alla propria vocazione nella vita; e l’anno successivo fondò le Suore Vocazioniste, con il compito di essere “madri delle vocazioni”. Si spense a Pianura il 2 agosto 1955. Papa Giovanni Paolo II lo dichiarò Venerabile il 18 dicembre del 1997, mentre il 7 maggio del 2011 fu dichiarato Beato da Papa Benedetto XVI.

Il 3 maggio di quest’anno, dopo il benestare della Congregazione delle Cause dei Santi in merito alla “miracolosa guarigione” del giovane vocazionista originario del Madagascar, Jean Emile Rasolofo, la notizia del parere favorevole di cardinali e vescovi alla canonizzazione durante il concistoro convocato da Papa Francesco. “Santo della Santità”, come lo ha definito padre Antonio Rafael do Nascimento, Superiore Generale della Società Divine Vocazioni, non imprigionato nelle bacheche, grazie alla sua opera, e a come è stata comunicata, oggi don Giustino Maria Russolillo è conosciuto in 18 Paesi sparsi nei 5 continenti.

«Una spiritualità sentita e condivisa il cui messaggio è stato più e più volte occasione d’incontro», spiega Claudio Ciotola, avvocato e docente universitario di diritto dell’informazione, giornalista e responsabile dell’ufficio stampa per la canonizzazione, di cui fanno parte Ciro Biondi, Martina Bruna Chiaiese, Antonio Di Maio, Rosaria Morra, Fabiana Musolino, Mario Orlando, Gianni Palmers, Luigi Panico, Don Ciro Sarnataro e Suor Teresa Soria. Terminate le celebrazioni per il primo centenario della Fondazione delle Congregazioni vocazioniste, con l’apposizione, lo scorso 30 ottobre, di una lapide a ricordo, si pensa ai momenti di preghiera in vista dell’appuntamento tanto atteso nella prossima primavera.

Redazione
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