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Procida, viaggio del cuore.

Procida Capitale della Cultura 2022. “LA CULTURA NON ISOLA” è lo slogan con il quale Procida ha presentato la candidatura per ottenere questo prestigioso titolo. Il Ministro Franceschini ha sottolineato il fatto che per la prima volta è stato premiato un piccolo centro.

Ed è vero, la cultura non isola. Molte voci autorevoli e sconosciute hanno appoggiato l’isola durante il percorso che l’ha portata alla vittoria.

Ora occorre rimboccarsi le maniche. Ripartire dalla cultura. Istituzioni, imprenditori, associazioni e cittadini scalpitano per iniziare questa avventura. Purtroppo il Covid ancora imperversa nel mondo, ma noi siamo pronti e attendiamo solo il momento opportuno per partire al fianco di Procida.

Il mare di Procida

Così, Gianbattista Bazzoni, nella sua guida “Passeggiate tra Napoli e Procida” (1845), commentava il suo arrivo sull’isola.

Procida ci si andava facendo vicina. La parte dell’isola verso cui navigavamo era sepolta nell’ombra, e si vedevano per l’oscurità splendere lumi, moversi in vari punti e sparire. Erava­mo ad un miglio da terra, quando grado grado pel girare della luna s’illuminò anche quel lato dell’isola, ed apparvero tutte le case di Procida in bianca fila, riflettendosi rovesce nelle acque del mare, allora placide e lisce come lastra di vetro.“.

Di origine vulcanica, Procida ha una superficie di circa 3,7 chilometri quadrati e può essere raggiunta con un traghetto o con aliscafo dai porti di Napoli, Pozzuoli e da Monte di Procida. Località turistica molto ricercata ha cinque spiagge di sabbia, particolarmente piacevoli per una vacanza in famiglia.

La Chiaiolella, di fronte ad Ischia, la più lunga delle spiagge isolane e quella con il più bel tramonto, offre una vasta scelta di stabilimenti balneari per le famiglie.

La spiaggia della Chiaia, si raggiunge scendendo delle lunghe scalinate, l’acqua è bassa e protetta da da vento ed onde, la spiaggia ideale per famiglie con bambini piccoli.

Marina Corricella, è il borgo marinaro più antico di Procida, fa da cornice alla Chiaia, con le reti adagiate sulla banchina, questo piccolo borgo di pescatori è un rifugio tranquillo e seducente. La singolare architettura e l’assenza totale di autoveicoli rendono la Corricella un mondo a parte.

La spiaggia del “Pozzo Vecchio”, una piccola baia a forma di ferro di cavallo, dove è stato girato il film “Il postino”.

Spiaggia Cala del Pozzo Vecchio. Google hearth. Foto Carlo Pelagalli.

Architettura tipica di Procidana

Ma significa oltraggiare Procida considerando solo l’importanza e la bellezza delle sue coste, infatti, la bellezza dell’architettura isolana non ha uguali, dove il colore dominante è il pastello, con gli archi che fungono di passaggio tra le stradine mentre le scale che permettono di raggiungere esternamente i piani superiori si arrampicano poggiando sugli archi.

Caratteristico di Procida è il “Vefio”, un terrazzo o balcone coperto da una volta ad arco.

(GNU Free Documentation License).
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Il pontile tra Procida e Vivara. (GNU Free Documentation License).

I casali di Procida

I Casali di Procida sono abitazioni a più piani costruite intorno a un vasto cortile, risalenti al XVI secolo.

Un esempio interessante è il Casale Vascello, complesso molto ben conservato con due ingressi – uno in via Principe Margherita e l’altro in Via Salita Castello.

Il toponimo potrebbe avere origine dall’espressione dialettale “vescieddo” o “re vescio” che significa “di giù” per indicare decentramento abitativo verso il basso.

Il grande cortile centrale sul quale si affacciano numerose abitazioni e verso cui confluisce un sistema di stretti vicoli, è spesso utilizzato come piccolo teatro di eventi culturali estivi.  

Procida-Casale Vascello (GNU Free Documentation License).

La zona più antica di Procida è il borgo di Terra Murata dove, dopo aver superato le due maestose porte di ingresso, è possibile ammirare il Palazzo medievale d’Avalos e l’abbazia di San Michele, edificata dai benedettini intorno all’anno Mille.

Terra Murata. Foto di Gabriele Scotto di Fasano.

Chiesa dell’abbazia di San Michele Arcangelo

Nel 1960 il pittore napoletano Nicola Russo, allievo di Luca Giordano,  fu chiamato a Procida per eseguire quattro dipinti per decorare il coro seicentesco della chiesa dell’abbazia di San Michele Arcangelo.

Il più famoso di essi rappresenta l’Arcangelo Michele in volo, seguito dagli angeli e con la spada in mano, e in basso è raffigurata Procida assediata dalla navi del corsaro saraceno Khayr al-Din Barbarossa.

La tradizione vuole che durante l’assedio del Barbarossa, l’8 maggio 1535, i procidani, chiusi nella borgo fortificato detto Terra Murata, abbiano pregato il loro santo protettore Michele Arcangelo e che questi, sceso dal cielo impugnando una spada di fuoco, abbia cacciato gli assedianti saraceni scatenando una tempesta di fulmini e di saette.

Ai piedi del santo si distinguono la chiesa di Santa Maria della Pietà, la Marina di Sancio Cattolico e il palazzo Montefusco, detto della Catena, con le sue fortificazioni merlate.

Sono ben visibile anche la chiesa di San Leonardo, la chiesa di Santa Margherita Nuova e l’Abbazia di San Michele a Terra Murata.

Sullo sfondo sono ben riconoscibili l’isola di Ischia con il Monte Epomeo e intorno a Procida le golette e le galee saracene.

È la più antica raffigurazione di Procida finora conosciuta. Ogni anno, l’8 maggio e il 29 settembre da Terra Murata, luogo presunto dell’apparizione, parte una processione.

Visitare Procida è un’esperienza intensa, rilassante, camminando per le stradine dell’isola si comprende bene la natura del luogo e si resta affascinati.

Buon viaggio alla scoperta dell’isola di “Arturo”.

Ringrazio il dott. Gabriele Scotto di Fasano per le belle foto che ha messo a mia disposizione per la pubblicazione di questo articolo.

Anna Abbate
Archeologa, consulente informatica e web design freelance. Nata a Napoli, si occupa dal 1971 di Information Tecnology dopo essersi formata alla IBM come Analista Programmatore. Dopo una vita vissuta nel futuro ha conseguito la Laurea Magistrale in Archeologia presso l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa”. Divide il suo tempo tra la passione per l’informatica e la ricerca storica. Con alcuni amici archeologi ed antropologi ha fondato nel 2011 il “Gruppo Archeologico Kyme”, associazione di promozione sociale, della quale attualmente è presidente, organizzando giornate di valorizzazione e promozione del patrimonio storico-archeologico e delle tradizioni dedicate soprattutto alle scuole. Si occupa, in particolare di Napoli e del territorio flegreo. Ha pubblicato i libri "Da Apicio... a Scapece (Valtrend Editore, 2017), "Biancomangiare... il Medioevo in tavola" (Valtrend Editore, 2018).

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