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“La ragazzina ragno”. Un libro di Letizia Vicidomini | Recensione di Paola Iannelli

Perdere l’innocenza è un evento che ha determinato il prima e il dopo di ognuno di noi. Chi non ha mai pensato di violare quel disincanto primordiale e provare a fare un gesto, o a dire una parola, o meglio ad agire in maniera smaliziata e provocatoria?

Avvicinarsi al mondo dell’adolescenza non è mai facile per un adulto, lo sguardo dei giovani adopera altri filtri ed elabora strategie, che poggia su canoni molto lontani da quello dei cosiddetti “boomers”, un’operazione narrata magistralmente dalla prolifica penna di Letizia Vicidomini, con l’ultima uscita letteraria “La Ragazzina ragno” edita da Mursia Editori.

Sapere di avere un arma, all’apparenza innocua, per colpire gli esseri maturi trasforma delle anime puberali in demoni neri. L’illusione oppiacea della conquista di uno stile di vita glamour, cala un’ombra e alimenta un sogno ingannevole, che guiderà le azioni dei giovani protagonisti, verso l’atmosfera plumbea del mondo criminale.

Maya, la protagonista, ricopre alla perfezione questo ruolo, la sua bellezza sfrontata, l’esibizione delle virtù imprenditoriali, la capacità di assoggettare il prossimo, disegnano il profilo di una ragazza volitiva, ma al contempo pericolosa.

Napoli è ancora palcoscenico di questa storia nera, dove la maschera indossata da chi ha sete di potere sovrasta le altre, in un gioco di ruoli in cui la solitudine, la mancanza di dialogo familiare, la frustrazione colorano il mondo in cui si muovono i protagonisti.

Tra loro emerge la figura di Andrea Martino, il poliziotto in pensione che dedica il tempo, ormai superfluo, all’accudimento del suo giardino e dei membri della famiglia, senza perdere l’interesse per i casi giudiziari del momento. Un sentimento paterno, inclusivo e partecipe, accompagna le sue gesta, senza mai cadere nella solita retorica dell’uomo di esperienza.

Le famiglie al centro del noir percorrono tutte lo stesso binario, in cui molteplici deviazioni segnalano difficoltà e ostacoli, che vengono affrontate con linguaggio e azioni diverse, giungendo infine al medesimo capolinea, dove regna l’amore, sovrano di tutte le destinazioni emotive.

Il faro acceso dalla Vicidomini raschia il fondo del barile in cui oggi si sedimenta l’indifferenza. La comunità sociale si adopera in una corsa che lascia indietro i più deboli, conquistando l’olimpo dell’apparire, dimostrando che bisogna  essere vincenti, sempre e comunque. Il costo di tutto ciò può indurre a una fine tragica, cosa che accadrà alla giovane Maya.

Ancora una volta il romanzo nero mette a nudo problematiche sociali, nodi di sviluppo di vittime e carnefici, in un’altalena di comportamenti deviati che alimentano le fila del male.

Leggi qui la scheda sul sito dell’editore Mursia

Paola Iannelli
Docente di lingua e letteratura spagnola, ha iniziato a scrivere articoli in ambito accademico, in seguito alla stesura di una tesi di dottorato in letteratura italiana, presso il dipartimento di Lingue Moderne, per l’Università di Salamanca, che ha come tema l’analisi delle peculiarità del noir mediterraneo partenopeo contemporaneo. Attualmente fa parte del gruppo di scrittori della bottega della Homo Scrivens e pubblicherà nel febbraio del 2021 il primo noir di esordio, intitolato "Il Paradiso non ha un angolo retto". Scrive racconti brevi per le riviste: "Edgar" e "Resistenza civile", oltre a pubblicare recensioni per la casa editrice. È stata selezionata dalla rivista Mondadori "Donna Moderna" rispondendo alla chiamata di un concorso diretto alle donne che hanno realizzato durante il lockdown un nuovo progetto professionale. Ha ricevuto vari riconoscimenti letterari, è stata scelta dalla trasmissione "Plot Machine" di Rai Radio1 per uno dei migliori miniplot creati nel 2020.

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