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“La materia e l’eterno”, mostra del maestro Domenico Sepe nella basilica di San Giovanni Maggiore di Napoli

Nuova consacrazione per lo scultore Domenico Sepe che, in seno al suo tour  artistico, da domenica 25 luglio, porta la mostra “La Materia e L’Eterno” nella  millenaria Basilica di San Giovanni Maggiore. Un evento di sicuro interesse  culturale che, con i buoni auspici di don Salvatore Giuliano, l’attivissimo  parroco della monumentale chiesa, vede l’apprezzato artista porre nuovamente  le sue opere all’attenzione del pubblico.

Le stratificazioni artistiche e  architettoniche che hanno segnato la storia della Basilica di San Giovanni  Maggiore, ritenuta uno dei più importanti monumenti napoletani, purtroppo a  lungo negato ai suoi cittadini, si illuminano di contemporaneità grazie alla  mostra personale dello scultore napoletano Domenico Sepe, definito il poeta  della materia, a cura di Daniela Marra e Ferdinando Sorrentino. Il Rinascimento contemporaneo, segno distintivo dell’artista, che si immedesima dell’antico in  un movimento classico e anticlassico, attraversa ogni spazio sacro  dell’esistenza e della storia: dal mito alla religiosità, dal quotidiano al dialogo  con i grandi maestri del passato. E ben si colloca nell’antico tempio, che  l’imperatore Adriano eresse in memoria del tragico Antinoo, convertito poi nel  IV sec a culto cristiano e dedicato a San Giovanni Battista e Santa Lucia. 

L’esposizione si propone come una vera e propria ascesi artistica, dalla  caducità dell’argilla all’eternità del bronzo, in un vivo confronto tra modello e  opera finale. Tra reliquie sacre, portali gotici, antiche catacombe, mosaici  marmorei, pilastri monolitici di epoca romana, ed epigrafi misteriose, sarà  svelato l’enigma della scultura “Divino Segreto”, la madrina alata  dell’esposizione, a cui la museologa Daniela Marra ha dedicato  un’appassionante lettura nella pubblicazione d’arte dedicata al maestro  “Domenico Sepe. La materia e l’eterno”(ed. Cervino 2021). La suggestione del  luogo affonda le sue radici nella mitologia. Si narra che il tempio sia sorto dove  la sirena Partenope avrebbe trovato sepoltura, su un colle battuto dai venti,  l’antica Porta Ventosa, da cui aveva inizio la discesa che portava fino al mare,  l’odierna via Mezzocannone.

Ad avvalorare il mito è certamente l’iscrizione  misteriosa sulla parete della Basilica, una preghiera pagana che invoca  Partenope, ed è proprio da questo antico racconto che nasce la suggestione  per lo svelamento del segreto nascosto nelle ali della scultura in bronzo di  Domenico Sepe. La mostra a ingresso libero è visitabile tutti i giorni dalle ore 9  alle 13.

Nel pomeriggio resta aperta dalle ore 15 alle 18 ma per il mese di  agosto scegliendo tale orario è preferibile prenotare attraverso whatsapp ai  numeri 3318423963 e 3204692963. 

Redazione
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