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Pizza e Poesia

L’alimento più buono del mondo, non poteva che nascere a Napoli. Da sempre i Napoletani sono maestri d’inventiva, capaci di realizzare delle vere opere culinarie con quel poco che si ha a disposizione, ne danno testimonianza, oltre alla pizza, una lunga serie di pietanze, come ad esempio i famosi spaghetti aglio, olio e peperoncino.

La pizza, questo tondo prelibato, esiste fin dalla notte dei tempi, come accompagnamento ai pasti, una sorta di pane, realizzato a mò di focaccia bianca e tonda.

In tempi antichi non sempre si trovava il materiale adatto per un buon impasto, e talvolta le focacce si realizzavano con altri tipi di elementi, come l’orzo.

Ma fu a Napoli che un bel giorno, qualcuno ebbe la brillante idea di aggiungere al famoso impasto, qualcosa di diverso, per renderlo certamente più gustoso.

In antichità, questa forma di focaccia tonda, veniva chiamata in diversi modi dai popoli che ne facevano uso, ma tutti richiamavano la radice: pita, dal Greco, che a sua volta deriva dal Greco antico: Pektos, in Ebraico assume il nome: Pat, e dall’Aramaico: Pita, da qui verrebbe la traduzione in Napoletano volgare: Pizza.

Le prime forme di pizza erano realizzate con i cibi facilmente reperibili, ossia formaggio, lardo, basilico e/o qualche tipologia di pesciolini come i bianchetti.

Questo genere di pizza è chiamata: “Mastunicola” probabilmente dal nome del fornaio che la inventò, sul finire del XIV secolo.

Dobbiamo attendere l’arrivo del pomodoro a Napoli, a inizio del XVII secolo, per vedere le prime forme di pizza a noi conosciute: Margherita e Marinara. Fu sempre ad opera di qualche pizzaiuolo dell’epoca che le pizze iniziarono ad essere condite con il pomodoro, e fatta la scoperta di questa nuova squisita variante, tutti i pizzaiuoli di Napoli iniziarono a produrre la nuova pizza  che presto sostituirà la prima pizza Mastunicola.

La parola pizzajolo, la troviamo per la prima volta in un documento ufficiale datato 1799, quando Gennaro Majello presenta una supplica al re, lamentandosi dei danni economici subiti dalla Repubblica giacobina, durante la quale è stato costretto a tener chiusa la sua bottega perché i Francesi vi andavano senza pagare.

Nel 1889 il pizzaiuolo Raffaele Esposito, per ottenere i favori della regina Margherita, allora in visita a Napoli, diede il suo nome a una pizza che in città era già in voga, e da quel momento la pizza divenne famosa con il suddetto nome, insieme al pizzaiuolo Napoletano, che ebbe solo il merito di dare il nome della regina a una pizza che a Napoli esisteva già.

Paradossalmente non furono gli Italiani, dopo i Napoletani, i primi a gustare questo prezioso alimento, ma gli Americani, grazie a Gennaro Lombardi, un emigrato che giunse a New York nel 1897 e nel 1905 vi aprì la prima pizzeria negli Stati Uniti, che fu anche la prima pizzeria nel mondo, dopo quelle Napoletane ovviamente. I cittadini Italiani infatti, erano restii ad assaggiare la pietanza Napoletana, che fu in diverse occasioni anche ridicolizzata, ad esempio da Carlo Collodi, autore della favola Pinocchio, che la apostrofò come un “pasticcio Napoletano”. Gli Italiani sciolsero i loro dubbi soltanto negli anni cinquanta e sessanta del novecento, quando alcuni pizzaiuoli Napoletani decisero con coraggio di aprire le prime pizzerie anche nelle varie città Italiane da nord a sud, che ancora non avevano imparato ad apprezzare questo piatto che a Napoli si gustava già da 400 anni.

La pizzeria più antica del mondo ancora in attività, si trova ovviamente a Napoli ed è l’antica pizzeria Port’Alba: 1738, segue la pizzeria: Pietro e basta così, del 1780, poi divenuta pizzeria Brandi, (ove si cosse la pizza per la regina Margherita), quando il titolare: Pietro Colicchio, fu costretto e venderla a Enrico Brandi, poiché non aveva eredi.

Antica pizzeria port’alba

Nel 2017, l’arte dei pizzaiuoli Napoletani è stata dichiarata dall’Unesco, patrimonio immateriale dell’umanità.

Desidero dedicare in questo articolo, alcuni miei versi in lingua Napoletana, a questo nostro famoso alimento, ormai sulla bocca di tutti quale prezioso cibo, ricco di gusto e di semplicità.

Pizz’ammore

Se scrive pizza ma se dice ammore,

pecchè quanno t’’a magne te pare da vasà,

è nu piezzo ‘e paraviso ca te tocca ‘o core,

si’ sulo l’addore te fa cunzulà.

Pizza Margherita

Pizza e mare

Ah mare argiente ca me faie cumpagnia,

quanti vvote m’he fatto ‘nnammurà,

te veco sulagno e me faie nustalgia,

po’ me piglio ‘na pizza e me scordo ‘e ce penzà.

Pizza e lungomare di Mergellina

Dedica a ‘na pizza

Si’ tu sapisse ‘o bene ca me faie,

ogne vota ca me sento troppo giù.

‘O ssaccio buono ca nun m’avaste maie,

io te cerco e tu già nun ce staie cchiù.

Lassame ancora nu poco ‘e chell’addore,

si’ pure è poco, alliggerisce chistu strazio,

sulo cu te s’appacia stu dulore,

chi tene ‘a vocca bona nun è maie sazio.

‘O Pizzaiuolo

Se dice pizzaiuolo ‘o ssapite?

Faccio stu mestiere bello e secolare,

‘a quann’ero guaglione, ‘o crerite?

è tradizione ‘e core, ‘na cosa regolare.

C”a muzzarella ‘e bufala nce tengo cunferenza,

c”a vasilicola nce faccio prufumo pe’ l’ambiente,

è nu mestiere serio, s’ha dda tenè pacienza,

sinnò comme facimme a cunzulà ‘a gente.

Antichi pizzaiuoli Napoletani del 700 (stampa a colori)

Pullecenella e pizza

Magna magna Pullecenè,

ca sulo chesto te piace ‘e fa,

tiene sempe famme e nun saie ‘o pecchè,

ma pò che ce ‘mporta, magnamme pe’ magnà.

Ivan Tudisco
Ivan Tudisco, è nato a Napoli il 08/07/1980. Dopo aver conseguito il diploma di perito Informatico, e aver frequentato la facoltà di Filosofia, ha svolto diversi ruoli in ambito professionale, spostandosi nelle varie regioni Italiane. Da oltre dieci anni fa parte di una Onlus, un’associazione di natura Cattolica, attiva in ambito sociale. La sua passione letteraria inizia nel 2007, con la pubblicazione della sua prima raccolta di poesie, edita da una casa editrice Siciliana. Seguiranno pubblicazioni di poesie su varie antologie di poeti emergenti e su riviste quali: Poeti e Poesia. Seguiranno due raccolte di poesie, una in Napoletano, pubblicata nel 2014, e un’altra pubblicata in Italiano da Aletti editore, nel 2016. Il primo approccio nella narrativa risale al 2017, con la pubblicazione del suo primo racconto: Gli ultimi, e nel 2018, con la pubblicazione di un altro testo inserito in una raccolta di racconti su Napoli. Nello stesso anno fu pubblicato un suo racconto natalizio: Il sogno di Natale, acquistabile tuttora nei siti di La Feltrinelli e Amazon. Nel Dicembre 2019, una sua favola fu pubblicata in una raccolta edita dalla Apollo edizioni, e nel 2020 è stato pubblicato il suo primo romanzo: Gente di Pianura, acquistabile in ebook nelle migliori librerie online, quali Mondadori, La Feltrinelli, Amazon. Nello stesso anno ha pubblicato un racconto di genere fantascientifico e una poesia, con la casa editrice Idrovolanti. Sempre con la stessa casa editrice, nel Gennaio 2021 ha pubblicato un racconto natalizio, all’interno di una raccolta. Nel mese di Aprile 2021 ha pubblicato una raccolta di favole, per ora in ebook, acquistabile nel sito della casa editrice Ivvi, e sempre nello stesso anno, una raccolta di poesie con la casa editrice Rosabianca edizioni, libro prenotabile nel sito della stessa, o nelle librerie online.

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