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Maria Sofia, l’ultima regina del Regno delle Due Sicilie che lottò contro il Risorgimento.

Maria Sofia è stata la regina bavarese naturalizzata napolitana che lottò per tutta la vita contro il Risorgimento.

La sua vita è legata alla storia del Regno delle Due Sicilie, quella storia che vide il tramonto della monarchia dei Borbone di Napoli.

Chiamata la “Giovanna D’Arco Borbonica” e “l’eroina di Gaeta” combatté al fianco dei suoi soldati borbonici durante l’assedio di Capua.

Assedio di Gaeta da parte dei piemontesi e la Regina Maria Sofia

Esiliata a Roma dopo la resa di Gaeta ebbe a dire durante l’assedio di Civitella ”piuttosto che stare qui, amerei morire negli Abruzzi in mezzo a quei bravi combattenti”.

Era il 15 ottobre del 1860 quando l’esercito piemontese aveva violato i confini di Stato senza dichiarazione di guerra ed era entrato nel Regno delle Due Sicilie.

Il comandante della Guarnigione borbonica di stanza nella fortezza di Civitella quello stesso giorno dichiarò lo stato d’assedio.

Civitella cadde il 21 marzo

Gaeta si era arresa il 13 febbraio 1861 a cui era seguita la resa anche della piazzaforte di Messina, rimaneva solo Civitella ad innalzare il vessillo del Regno e a rappresentare il legittimo Stato borbonico.

L’ultimo anelito della Patria Napolitana” soffiò il 21 marzo 1861 a Civitella con la fucilazione, in dispregio al codice di onore militare, del cappellano e dei soldati, che furono lasciati finanche senza sepoltura. In una lettera del maresciallo napoletano inviata a Cavour si legge del comportamento dell’esercito sabaudo: “Che barbarie! Altro che Italia! Questa è Africa: i beduini, a riscontro di questi cafoni, sono fior di virtù civile”.

Il 17 Marzo 1861, quattro giorni prima della resa del Regno delle Due Sicilie, a Torino era già stato proclamato un regno e incoronato un re nel territorio dove sventolava ancora il Vessillo dei Borbone.

Lo stemma della Casata dei Borbone

Solo due anni prima, il 22 maggio del 1859, la duchessa di Baviera Maria Sofia di Wittelsbach era diventata la regina consorte di Francesco II, re del Regno delle Due Sicilie.

Francesco II e Maria Sofia

Maria Sofia nacque il 4 ottobre del 1841 nel castello estivo di Possenhofen dal duca di Baviera Massimiliano e da Ludovica Guglielmina di Wittelsbach, sorella dell’imperatrice madre.

Maria Sofia contrariamente al soprannome “Spatz” (passerotto) datogli dalla sorella Sissi, imperatrice d’Austria, era una donna dalla fortissima personalità, combattiva tanto da sovrastare anche la figura del futuro marito.

Maria Sofia a destra e la sorella Sissi a destra

Una donna che operò sempre in difesa dei diritti dei Borbone e non mollò mai la battaglia contro gli usurpatori neanche dopo che fu firmata la capitolazione.

Maria Sofia fu una sovrana amata dal popolo napolitano, una donna coraggiosa che vestì a 19 anni i panni di soldato, fu esule per 25 anni nello Stato pontificio e nelle capitali europee, aiutò i soldati nella prima guerra mondiale, morì nel 1925 all’età di 84 anni a Monaco e dal 1984 le sue spoglie riposano a Napoli nella Basilica di Santa Chiara.

Basilica di Santa Chiara, Cappella dei Borbone.

Per tutta la vita Maria Sofia fu acerrima nemica dei Savoia e non perse mai la speranza di riprendersi la terra che l’aveva accolta e che aveva sentito sua.

La regina Maria Sofia

Ammirata da Proust che la definì “Femme héroïque qui, reine-soldat, avait fait elle-même le coup de feu sur les remparts de Gaète”, ammirata da D’Annunzio che la definì “l’aquiletta bavara che rampogna” fu invece denigrata dai filosabaudi.

Dopo gli eroici combattimenti di Gaeta che la resero famosa e ammirata visse inseguita da calunnie arrivando finanche alla distribuzione di fotomontaggi osceni.

Maria Sofia continuò a ribadire per il resto della sua vita i diritti dei Borbone continuando la sua personale battaglia contro “i Savoia usurpatori del Regno” arrivando ad avere contatti col mondo anarchico ed insurrezionale, tanto da essere soprannominata da Proust “Regina degli anarchici”.

Gli ultimi tre domestici li scelse “uno per ogni provincia del regno” come legame a quella Patria acquisita che non smise mai di amare.

Dopo i lunghi decenni di discredito da parte di certa storiografia è iniziato anche per Maria Sofia un processo di riabilitazione della sua brillante figura.

Nella intervista realizzata nel novembre del 1924 a Monaco dal giornalista del Corriere della Sera Giovanni Ansaldo, ad un certo punto Maria Sofia, “a Reggina” diventa profetica esclamando: “Il modo in cui loro (I Savoia) hanno trattato noi è di brutto augurio. Dio non voglia che un giorno, anch’essi, non abbiano da difendere, dall’esilio, i loro patrimoni personali“.

Il giornalista continua dicendo: “Previsione in parte avveratasi, benché i Savoia avessero già provveduto a sottrarre alla confisca gran parte del loro patrimonio”.

Libri consigliati sull’ultima regina di Napoli

I libri sulla Regia Maria Sofia sono: “Maria Sofia. L’eroina di Gaeta, ultima regina di Napoli ” di Angelo Mangone, “Maria Sofia di Borbone e Maria José di Savoia. Ritratti paralleli” di Ugo Della Monica, “L’ utima regina” di Sergio Della Valle, “La regina del Sud ” di Arrigo Petacco, “Bella guagliona nuostra. Diario di Maria Sofia l’ultima Regina” di Silvia Elena Maffi.

Anna Russolillo
Napoletana, architetto specializzata in restauro dei monumenti alla Federico II di Napoli. Giornalista, collabora con il quotidiano “Il Roma”. Subacquea con all’attivo numerosi master in archeologia subacquea. E’ fondatore e presidente dell' associazione Villaggio Letterario. Da sempre coinvolta per studio, per lavoro e per passione nel mondo del turismo, dell'arte e dell’archeologia, ama ideare, organizzare, coordinare e realizzare progetti ed eventi culturali, sociali, scientifici e turistici. La Campania e la Sicilia sono le sue due patrie. Questi i suoi siti: www.annarussolillo.it - www.villaggioletterario.it - www.marefest.it - www.trofeomaiorca.it - www.librofest.it - www.roccocoofest.it - www.nolimitswinediving.it
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