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I laghi flegrei. Breve guida geologica, ambientale e storica

I Campi Flegrei sono caratterizzati da una massiccia quantità di acqua sia per la presenza del mare che di falde acquifere. Sono ben visibili alcuni laghi che danno origine a particolari ecosistemi.

Il lago d’Averno

Tra essi, il lago d’Averno  è l’unico di origine vulcanica, un  cratere   ben conservato; sede di una delle numerosissime eruzioni esplosive avvenute nei Campi Flegrei.  Essa avrebbe avuto luogo circa 5200 anni fa (secondo le ultime datazioni) in rete si trovano ancora documenti in cui si indica un’età più recente (circa 4000 anni). Questa discrepanza è dovuta all’evoluzione degli studi sulle datazioni assolute sempre più affidabili e precisi. (sugli isotopi radioattivi).

Ancora oggi il lago d’Averno ha un fascino particolare: lo si raggiunge attraverso un viale alberato, affiancato da un canale che lo collega al mare, lungo il quale gradualmente, ci si immerge in una magica atmosfera.  Il particolare ecosistema del luogo, con un limitato inquinamento, lo rendono adatto alla vita delle lucciole: gli insetti dalla particolare luminescenza che, nelle tiepide serate di Giugno arricchiscono di fascino e bellezza questo luogo.    

Il lago, in epoca greca e poi romana, probabilmente era ancora caratterizzato da emissioni di gas venefici,  da cui nascerebbe il nome “Averno”, da  “a-ornòs” ovvero “senza uccelli”.

C’è da dire che a questa atmosfera apparentemente ostile,  si contrapponeva la presenza di una struttura termale, un frigidarium i cui resti sono ancora presenti lungo la riva destra del lago. 

L’Averno è reso famoso da Virgilio nel suo VI libro dell’Eneide: sarebbe il luogo della discesa agli inferi con le figure di Caronte e Cerbero (il famoso cane a tre teste). 

Il lago Lucrino

Il lago è stato anche la parte retrostante del cosiddetto “Porto Julius” porto militare di epoca romana,  insieme all’adiacente lago lucrino (di origine costiera).

Quest’ultimo aveva un’estensione ben più ampia di quella attuale ed ospitava coltivazioni di mitili da cui il nome “Lucrino”  da “lucrum”  (lucro). Il lago si è rimpicciolito a seguito dell’eruzione esplosiva del vicino cratere del Montenuovo avvenuta nell’ autunno del 1538. Questa porzione della terra flegrea è stata sicuramente interessata dal fenomeno del bradisismo sia pur esso centrato nel centro della vicina Pozzuoli. Un recente lavoro  (Di Vito ed altri, 2016) ha sottolineato come quest’area avrebbe avuto una maggiore deformazione, (bradisismo ascendente) negli anni subito antecedenti all’eruzione del Montenuovo.   

Ulteriori notizie sul lago d’Averno e il lago Lucrino possono essere ricavati dal mio testo “Lucrino Averno Montenuovo” disponibile attraverso la rete.  

Il lago Fusaro

Altro lago costiero  (quindi non un cratere vulcanico) è il Fusaro sito nell’omonima località del Comune di Bacoli.  Esso è reso famoso anche dalla casina Vanvitelliana  erroneamente considerata la “Casina di Pinocchio” tratto dalla serie televisiva con regia di Comencini. 

Il lago è separato dal mare attraverso la spiaggia del Fusaro.

Il lago Miseno

Il lago Miseno è di origine costiera, non è distante dal centro di Bacoli e da alcuni crateri che ne caratterizzano la sua geologia. Lo si può ammirare in varie angolazioni attraverso un sentiero pedonale che lo circonda per intero. E’ separato dal mare dalla spiaggia di Miliscola.

Questi laghi sono collegati al mare attraverso canali, ciò è di sostegno alla vitalità della loro biosfera. 

I laghi scomparsi

Nei Campi Flegrei insistevano i laghi di Agnano e di Licola; sono stati prosciugati in quanto creavano notevoli problemi ambientali. 

Il lago di Agnano, di origine vulcanica, insisteva nell’area dell’Ippodromo, all’interno di una zona dalla vivace attività eruttiva con esplosioni avvenute  dopo la messa in posto del Tufo Giallo Napoletano.

All’eruzione detta di Agnano fece seguito quella denominata di Montespina la più esplosiva degli ultimi 15000 anni. 

L’elevata presenza di zanzare intorno allo specchio d’acqua, consigliò la sua bonifica  verso la fine del XIX secolo.  Le acque furono convogliate in un sistema di tubazioni e fatte scaricare a mare nei pressi  dell’attuale piazza Bagnoli.

Anche nei pressi del lago di Agnano, c’erano strutture termali ed ancora oggi esse rappresentano una vera risorsa di questa zona.

Il lago di Licola non era distante dall’acropoli di Cuma e dalla sua città bassa, era di origine costiera, non rendeva salubre l’ecosistema ad esso associato, fu quindi prosciugato. Ancor oggi l’area si presenta umida e paludosa.  

Gli specchi d’acqua degli Astroni

Nella bellissima oasi naturalistica degli Astroni, sede del WWF, sono presenti degli specchi d’acqua lacustri: Lago Grande, Cofaniello Grande, Cofaniello Piccolo.  Essi sono sul fondo di questo cratere vulcanico successivo all’eruzione del Tufo Giallo Napoletano, sono alimentati prevalentemente dal basso attraverso  falde acquifere.    

Al loro interno è possibile ammirare flora e fauna variegate: nei pressi del Lago Grande c’è una bellissima postazione di osservazione degli uccelli e, volendo, si può fare  anche la particolare esperienza di osservazione (ed ascolto) di alcune specie di pipistrelli, particolarmente attivi in quest’area all’imbrunire.  

Pierluigi Musto
Pierluigi Musto nasce a Napoli il 27 luglio1962, dopo il diploma di maturità al liceo scientifico si laurea in Scienze Geologiche e si abilita alla professione di Geologo. Si abilita all’insegnamento in Matematica alle scuole medie e in Geografia per gli istituti tecnici. Dal 2007 è docente in ruolo in matematica e scienze nella provincia di Napoli. E’ autore del sito www.campiflegrei.eu Da numerosi anni si interessa della promozione del territorio flegreo collaborando tra l’altro nell’organizzazione dell’evento ricorrente “Malazè”. Collabora con numerose associazioni locali nella didattica e divulgazione della geologia dei Campi Flegrei.
http://www.campiflegrei.eu

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