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Dopo tre mesi di assenza il campionato più strano dal dopo guerra è tornato. Il commento di Gianni Bandiera

La scelta di tornare a giocare a dispetto di altri sport, non è stata semplice; il calcio però ha deciso di non fermarsi, scelta che a dispetto delle lamentele di molti, noi condividiamo. Il mondo calcio muove soldi essendo una della più floride industrie italiane e, aspetto non secondario, è il motore al quale sono agganciati economicamente altri sport.

Dopo la pratica Coppa Italia, vinta meritatamente ai rigori dal Napoli sulla Juve, e dopo aver chiuso nel weekend una giornata che era rimasta in bilico, si sono finalmente giocate le prime partite della XXVII giornata. Gli amanti del pallone passeranno un mese e mezzo all’insegna dipartite come neppure durante una fase finale di un mondiale. Ogni giornata è stata spezzettata per le solite esigenze televisive garantendo quasi ogni sera diverse partite a orari serali e pre notturni. Se non ci fosse stato il Covid 19, questo mese ci avrebbe impegnati a commentare le partite del campionato Europeo. Ma così è.

Il turno è stato iniziato da un Lecce-Milan che nascondeva delle incognite. Il Lecce è la squadra che ha fermato la Roma e la Juve sul proprio campo, o quella che ha preso l’imbarcata dall’Atalanta? Il campo ha risposto che la difesa leccese ha bisogno di una registrata tattica, specialmente nella propria metà campo. Fragilità difensiva che è caratteristica non da poco se devi lottare per evitare la discesa nella serie cadetta.

La Fiorentina impatta sul proprio campo contro un vivace Brescia mentre nel posticipo serale (che dovremmo forse chiamare notturno) la Juve ha sbancato il Bologna. Una boccata d’ossigeno dopo le due prove incolori contro Milan e Napoli che le sono costate un altro trofeo dopo la Supercoppa persa in autunno contro la Lazio. I dubbi sulla squadra bianconera restano all’orizzonte, un centrocampo quasi mai convincente, un attacco che reclama un nove vero (altro che falso nueve) e con un Higuain ancora fermo ai box, da valutare dal punto di vista fisico e psicologico. Sono alcune tra le incognite che si respirano nella casa di CR7 in goal su rigore dopo un lungo digiuno. Il Parma 1913 maramaldeggia a Genova, si allontana dalla zona retrocessione e si avvicina a quella Europa League. Verifichiamo che il 4-1 ottenuto dagli uomini di D’Aversa a Genova è stata la vittoria in trasferta più larga dei crociati.

Un campionato quindi che se già era combattuto prima del lockdown e che vede la Lazio a ridosso della capolista, potrebbe restare in bilico se la Juve continuerà ad ammirarsi allo specchio pensando di essere più bella di quello che è. C’è una Lazio che potrebbe approfittare di questo strano finale di stagione e continuare a sognare uno scudetto che nessuno avrebbe mai immaginato alla vigilia.

Gianni Bandiera

Redazione
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