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Lo Stadio di Pozzuoli, costruito da Antonino Pio per onorare Adriano| Virtual Tour dei Campi Flegrei

Pubblico attento, atleti sul nastro di partenza! Così inizia il viaggio nello stadio di Pozzuoli voluto da Antonino Pio per onorare il padre adottivo, Adriano. La struttura, nata per ospitare i giochi ginnici dedicati all’imperatore defunto, fu anche il primo luogo di sepoltura di Adriano.

Pozzuoli, colonia romana

Nel 197 a.C. per scongiurare il pericolo rappresentato da Antioco di Siria, il senato romano votò una legge che autorizzava la deduzione, attuata tre anni dopo, di colonie romane di trecento uomini nei principali porti, da Castelvolturno (Volturnum), a Literno (Liternum), a Salerno (Salernum).

Puteoli fu una di queste colonie e porto commerciale più importante di Roma.

Cicerone attesta il nome di Emporium per la città bassa di Pozzuoli dove ha sede anche il Macellum. In posizione dominante attesta il quartiere signorile della città con splendide ville, due anfiteatri, le terme e lo stadio.

Lo stadio di Pozzuoli

A meno di cinquecento metri dal moderno complesso dell’Olivetti di Pozzuoli, proseguendo su Via Campi Flegrei sorgeva sulla sinistra un rudere con annesso un singolare ambiente voltato usato come cellaio.

Nel 1977 l’archeologo Ferdinando Castagnoli identificò in questa masseria i resti dello Stadio di Antonino Pio. Il complesso monumentale è stato portato alla luce dalla campagna di scavo terminata nel 2008 a cura della Soprintendenza archeologica.

Le foto dell’apertura dello Stadio, 10 ottobre 2008

Gli stadi nell’antichità

La tipologia dello stadio è molto rara durante l’impero romano d’occidente.

L’Antonino Pio è considerato uno dei primi esempi di stadi in muratura riservati alle competizioni atletiche.

Lo stadio puteolano è simile allo stadio Domiziano localizzato sotto piazza Navona.

Un po’ più piccolo dello stadio dell’Urbe, ha una forma rettangolare (260 mt. x 73 mt.), con due lati lunghi paralleli, un lato breve a semicerchio e l’altro leggermente curvilineo. Quest’ultimo è il lato portato alla luce ed è il punto di partenza gli atleti.

Lo stadio onora la memoria dell’imperatore Adriano

La maestosa opera pubblica fu realizzata nel II sec. d.C. dall’imperatore Antonino Pio per onorare la memoria dell’imperatore Adriano morto a Baia nel 138 d.C..

Adriano fu sepolto in questo luogo per un anno, poi i resti furono traslati nel suo mausoleo romano, l’attuale Castel Sant’Angelo.

Istituzione dei giochi ginnici

Antonino Pio, nel primo luogo di sepoltura di Adriano, fece istituire in sua memoria i giochi ginnici quinquennali chiamati con il nome greco di Eusebeia.

Le importanti manifestazioni vantavano ginnasti professionisti di pancrazio, di salto, di corsa, di lancio del disco, di lancio del giavellotto, di lotta e di pugilato.

Ai giochi partecipavano i campioni delle diverse discipline sportive e le uniche tappe nella penisola si svolgevano a Roma, a Napoli e a Pozzuoli.

L’accesso dei trentamila spettatori e degli atleti

L’ingresso dei trentamila spettatori desiderosi di assistere alle esibizioni ginniche e ai combattimenti risulta essere posizionato più a settentrione e cioè andando verso l’Olivetti.

L’ingresso degli atleti, emerso dagli scavi nell’area della masseria, è costituito da una serie di grandi archi in piperno un tempo rivestiti d’intonaco.

Si possono ammirare i resti della cavea dove la folla si accalcava per tifare i propri beniamini. Sono visibili altresì i resti della gradinata più bassa (ima) composta da due file con sedute in piperno per gli aristocratici e separata dalla pista da un muro di recinzione (balteus).

Mentre i gradini intermedi e quelli più alti riservati al popolo non sono emersi dagli scavi.

Lo stadio, un altro fiore all’occhiello di Pozzuoli

Segnato dagli eventi naturali, tagliato in due dalla strada realizzata nel 1932, inglobato in una masseria, depauperato da spoliazioni, il complesso monumentale è stato finalmente messo in luce e restaurato nel 2008.

Oggi lo stadio di Antonino Pio, incluso nei 25 siti assegnati nel 2016 al Parco Archeologico dei Campi Flegrei, è un altro fiore all’occhiello del patrimonio archeologico di Pozzuoli.

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Anna Russolillo
Napoletana, architetto specializzata in restauro dei monumenti alla Federico II di Napoli. Giornalista, collabora con il quotidiano “Il Roma”. Archeo e Archeologia Viva. Consulente della Regione Siciliana, Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato. Già consulente della Regione Campania, della Soprintendenza Architettonica di Napoli e della Diocesi di Pozzuoli. Ha master e attestati in archeologia e in archeologia subacquea. Già docente di scavo archeologico, rilievo archeologico e aerofotogrammetria. Subacquea con all’attivo numerosi master in archeologia subacquea. E’ fondatore e presidente dell' associazione Villaggio Letterario. Da sempre coinvolta per studio, per lavoro e per passione nel mondo del turismo, dell'arte e dell’archeologia, ama ideare, organizzare, coordinare e realizzare progetti ed eventi culturali, sociali, scientifici e turistici. La Campania e la Sicilia sono le sue due patrie. Questi i suoi siti: www.annarussolillo.it - www.villaggioletterario.it - www.marefest.it - www.trofeomaiorca.it - www.librofest.it - www.roccocoofest.it - www.nolimitswinediving.it
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