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Turismo subacqueo nei Campi Flegrei: esempio di sviluppo culturale ed economico. Intervista a Vincenzo Maione

Un patrimonio immenso e sommerso. Un luogo unico nel mondo diventato tra gli attrattori turistici più importanti dell’area flegrea. È il Parco Archeologico Sommerso di Baia. L’azione del bradisismo durante il periodo imperiale ha portato all’inabissarsi di quello che era il Portus Iulius voluto da Ottaviano Augusto. Da punta Epitaffio al promontorio del Castello Aragonese c’è una lunga un’estensione di edifici posti a pochi metri sotto il livello dell’acqua che attirano turisti da tutto il mondo. Qui la flora e la fauna marina da quasi venti secoli si è adattata tra mosaici di terme, mura di templi e edifici portuali. I resti di strutture come Villa dei Pisoni e il Ninfeo sono esposti al Museo Archeologico dei Campi Flegrei al Castello di Baia.

Vincenzo Maione è il direttore del Centro Sub Campi Flegrei, tra i primi e più grandi diving della costa.

Quali le caratteristiche della Città Sommersa?

«Si tratta di un luogo unico al mondo per la sua storia affascinante e per la presenza di mosaici. Per i Romani fu un porto militare collegato al porto di Puteoli, il più importante scalo marittimo dell’Impero. Fu anche un luogo di vacanza per l’attività termale e per le amenità della costa. Poi il bradisismo ha portato molti di questi edifici che insistevano sulla costa, porto compreso, sott’acqua». 

In un certo modo il bradisismo ha aiutato a conservare questo patrimonio…

«Si tratta dell’aspetto positivo del fenomeno sismico. In questo caso ha conservato, a pochi metri di profondità, un patrimonio unico al mondo».

Come è organizzato il circuito dei diving nell’area flegrea?

«Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei è l’ente gestore del Parco Archeologico Sommerso di Baia. È il Parco ad autorizzare i vari diving i quali sono attività imprenditoriali private. Il nostro è una delle strutture autorizzate per le immersioni. Il Parco è visitabile anche da chi non è provvisto di brevetti: si può scendere facendo snorkeling. Organizziamo corsi e siamo attrezzati per accompagnare persone con disabilità. È dal 1992 ci occupiamo di turismo subacqueo. L’area protetta nasce qualche anno dopo, nel 2002. La nostra sede è a Lucrino, al centro della Zona B del Parco».

Come è iniziata la vostra attività?

«All’inizio qualcuno ci riteneva dei matti e non riuscivano a capire che stavamo investendo per il futuro. I pescatori dicevano che noi portavamo la gente a visitare le “mattonelle sott’acqua”. Oggi siamo una realtà e i pescatori collaborano con noi quando ci segnalano anomalie e ritrovamenti archeologici. Abbiamo iniziato con pochi turisti e sin dall’inizio abbiamo partecipato alle fiere di settore più importanti del mondo. Sono arrivati i primi articoli di giornali, i servizi televisivi nazionali e internazionali. Internet è stato uno strumento fondamentale e ora i siti stranieri parlano di noi».

Avete iniziato in un momento in cui l’economia locale pensava ad altro…

«All’inizio degli anni ’90 nell’area flegrea c’erano ancora molte industrie. Ora questo periodo è finito ed è venuta fuori la vocazione turistica del territorio. Molto è stato fatto ma la strada è lunga. Possiamo dire che noi sentiamo molto forte la responsabilità di essere tra i protagonisti del cambiamento in atto».

Quali i numeri del turismo subacqueo nei Campi Flegrei?

«Ogni anno c’è un incremento di visitatori che va dal 30 al 40%. Nell’ultima stagione possiamo contare 25mila presenze ripartite per i vari diving. Apparentemente possono sembrare dei numeri ancora piccoli, ma bisogna pensare che qui si parla di immersioni. Sono numeri impressionanti che ci dicono che il Parco sommerso è la prima attrazione turistica dei Campi Flegrei, purtroppo, dopo la chiusura della Solfatara che, speriamo, riaprirà al più presto».

Sembra che a conoscere il parco sommerso ci siano più stranieri che italiani…

«Vengono da tutto il mondo. Possiamo dire che siamo al 50%»

Il rapporto con le istituzioni?

«Il parco ha sempre bisogno di manutenzione. Qualche settimana fa sono state ripulite le statue. Possiamo dire che c’è un’interazione con gli altri enti sul territorio. Negli anni abbiamo voluto costruire una rete e oggi raccogliamo i frutti di questa collaborazione».

Il prossimo futuro?

«A dicembre chiudiamo e iniziamo la programmazione per il 2020 con rinnovato impegno e investimento. Ci aspettano le fiere di settore a Parigi, Düsseldorf, Bologna, e la pubblicità sui social».

Il team di Vincenzo Maione è organizzatore della terza edizione dell’Archeo Camp che si svolgerà giovedì 31 ottobre prossimo a palazzo Migliaresi, Rione Terra di Pozzuoli.

Il Centro Sub Campi Flegrei si trova in via Miliscola, 165 presso il Lido Montenuovo, Lucrino, Pozzuoli, Napoli. Tel. +39 081 8531563. www.centrosubcampiflegrei.it

Maione è l’autore – insieme al fotografo Pasquale Vassallo – della prima guida ai fondali del Parco Archeologico Sommerso di Baia. È possibile acquistare il libro (Vatrend Editore) dal nostro web shop.

Ciro Biondi
Ciro Biondi
Giornalista, scrive prevalentemente di attualità, sociale, cultura, turismo e ambiente. E' responsabile dell'Ufficio di Comunicazione della Caritas Diocesana di Pozzuoli. Ha collaborato con quotidiani e periodici. E’ specializzato in comunicazione sociale e istituzionale. Si è occupato di uffici stampa ed è presidente dell'associazione di promozione sociale Dialogos Comunicazione. Con le scuole e le associazioni promuove incontri su legalità, volontariato, solidarietà tra i popoli, dialogo tra le religioni e storia. E' docente di scuola secondaria di secondo grado statale. Ha un blog: www.cirobiondi.it
http://www.cirobiondi.it

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