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Bradisismo: Analisi del fenomeno alla luce di alcuni lavori scientifici e del monitoraggio

Gli studi scientifici si arricchiscono spesso di nuove conoscenze in base alle ricerche e alla pubblicazione di studi scientifici che integrano le conoscenze pregresse.

Talora le nuove pubblicazioni confermano ipotesi precedenti ed in altri casi contrastano con le conoscenze del passato. Tutto ciò rappresenta il “sale” della ricerca scientifica effettuata da studiosi altamente specializzati e motivati nell’approfondire la conoscenza.

Il bradisismo è un fenomeno profondamente investigato attraverso studi con approcci differenti in base alle differenti specializzazioni dei ricercatori.

Il monitoraggio multi-parametrico rappresenta solo la base per uno studio approfondito di questo fenomeno altamente complesso e ricco di incognite.

I meccanismi di innesco del fenomeno del bradisismo sono oggetto di discussione: qualcuno vuole che sono dovuti ad una debole risalita di masse magmatiche (Sill) altri pensano che sia la risposta della crosta alla pressurizzazione di fluidi magmatici, altri all’effetto della ricarica idrologica delle rocce e della sigillatura della roccia di copertura.

In riferimento alle ultime ipotesi menzionate si vuole far riferimento alle seguenti pubblicazioni:

T. Vanorio, D. Geremia, G. De Landro, T. Guo, La ricorrenza di manifestazioni geofisiche nella caldera dei Campi Flegrei. Sci. Adv. 11 , eadt2067 (2025).

e

N. Scafetta, A. Lima, A. Milia, F. Spera, RJ Bodnar, BD Vivo, L. Daniele, Modello di accumulo dell’acqua piovana correlato alla valutazione tettono-stratigrafica del bradisismo ai Campi Flegrei, Italia. Geosci. Fronte. 17 , 102256 (2026).

Di recente è stato reso pubblico un lavoro scientifico che concentra l’attenzione sui dati geochimici ed in particolare sull’emissione di CO2 (anidride carbonica) dal sottosuolo durante la crisi ancora in corso e fino allo scorso anno solare. Ovviamente i dati investigati sono differiti in base al tempo necessario per la stesura e pubblicazione dell’articolo. “La CO₂ è il secondo volatile più abbondante disciolto nel magma e ha una bassa solubilità, che gli consente di sfuggire rapidamente nell’atmosfera e, quindi, di tracciare il processo di degassamento magmatico”

Nei Campi Flegrei essa proviene per la maggior parte dalla degassazione della camera magmatica principale flegrea si pone univocamente ad una profondità di circa 8 Km.

Non si esclude che una percentuale minore della CO2 provenga da fenomeni di natura idrotermale.

La pubblicazione a cui faccio riferimento ha un titolo (in Italiano):

“ L’aumento del degassamento di CO₂ dal suolo è correlato al sollevamento del terreno e alla sismicità durante i continui movimenti tettonici dei Campi Flegrei (2005-2025)” (Chiodini, Caliro ed altri)

andando a verificare un progressivo aumento di rilascio di questo gas nel corso del tempo con una evoluzione significativa a partire dal 2005 che coincide con l’inizio della crisi attuale. Nell’intervallo 2018- 2021 i dati dimostrano un ulteriore cambiamento, una riorganizzazione nell’emissione attraverso un disaccoppiamento nello sviluppo del fenomeno con l’incremento ulteriore dell’emissione di CO2 nell’area target della Solfatara fino a valori record di 1800 t/d ed una sua diminuzione nelle aree periferiche. ( Pisciarelli, Antiniana e Monte Olibano). In più dal 2018 si è assistito ad una impennata del flusso di H2S a rafforzare l’ipotesi di un significativo coinvolgimento di gas di origine magmatica. Altri parametri geochimici come il rapporto CO2/H2O e CO mostrano analoghe diminuzioni rispetto a valori record ma anch’essi sono inseriti in trend pluriennali in crescita e non ci sono segnali di inversione.
Nell’ultimo bollettino settimanale si evidenzia il significativo incremento dell’emissione di CO2 in una fumarola a Pisciarelli. Ciò non è confermato in aree vicine per cui si ipotizza un fenomeno strettamente locale che in ogni caso sarà monitorato nel prossimo futuro.

Nella Solfatara le temperature del suolo a 10 cm di profondità, sono aumentate di circa 10° dal 2004 al 2025. Questo processo può essere riassunto nella frase che costantemente troviamo nei bollettini settimanali in cui si afferma che dalla geochimica si evidenzia un riscaldamento e pressurizzazione del sistema.

Tutto questo ha anticipato l’incremento della sismicità. Nel 2021 si è avuta una discreta risposta sismica con numerosi eventi di tipo “Burst” che sono stati oggetto di una pubblicazione firmata Giudicepietro ed altri

“Burst-like swarms in the Campi Flegrei caldera accelerating unrest from 2021 to 2024”

in cui si evidenziano gli eventi detti appunto “burst like” ovvero ad intervalli molto ravvicinati interpretati come la risposta fragile a rapidi aumenti della pressione dei fluidi nel sistema idrotermale indotto dal sollevamento della caldera.

Dai dati del monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano si può osservare come gli ipocentri dei terremoti si concentrino preferibilmente entro i 3 Km di profondità con eventuale approfondimento fino a circa 5 Km laddove gli epicentri sono situati nel golfo verso Bacoli. Non si evidenziano eventi a profondità maggiori in quanto le temperature troppo elevate non consentono di avere risposte di tipo rigido.

C’è da dire che già nel 2017 Kilburn De Natale ed altri) affermavano che con l’avvicinamento, il raggiungimento ed il superamento della quota massima del terreno del 1984, si sarebbe verificato un incremento della sismicità sia in frequenza che in intensità di eventi.

Kilburn, C. R. J.; De Natale, G; Carlino, S. Progressive approach to eruption at Campi Flegrei caldera in Southern Italy, Nature Communications, DOI: 10.1038/ncomms15312, 2017.

Possiamo osservare che nel 2026 si sta assistendo alla diminuzione dell’emissione dell’anidride carbonica ma non tale da permettere di affermare che il processo stia invertendo. Attualmente nell’area target della Solfatara i valori sono nell’ordine di 900 t/d ancora in trend ascendente di lungo periodo.

La deformazione della caldera procede imperterrita verso l’alto aggiornando nuovi record di sollevamento massimo attualmente a poco meno di 170 cm dal 2005, (sensore RITE del Rione Terra) pur con un tasso medio moderato di 10 mm/mese (da Febbraio 2026).

Nell’ultimo anno solare sono stati registrati due eventi con Md>4 (sugli undici totali) l’ultimo il più energetico di sempre di Md 4.7 +-0.3 nonché numerosi eventi con Md>3.

Si ribadisce che non è possibile alcuna previsione di terremoti futuri e nemmeno dei meccanismi che regolano la rottura delle rocce (sciami sismici, sequenze etc) tutto ciò può essere valutato solo a posteriori.

Appare chiaro tuttavia che fin quando il suolo continuerà a sollevarsi ci saranno eventi sismici potenzialmente anche significativi.

Si ribadisce che allo stato attuale, dal punto di vista strettamente vulcanologico, non sussistono le condizioni da far intravedere evoluzioni a breve termine.

E’ possibile consultare i bollettini settimanali:

https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/settimanali-dei-campi-flegrei

e quelli mensili:

https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/mensili-dei-vulcani-della-campania/flegrei

da cui inoltre si può ricavare una approfondita bibliografia

E’ possibile consultare ulteriori lavori di ricerca attraverso le bibliografie delle pubblicazioni indicate nel presente articolo.

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Pierluigi Musto
Pierluigi Musto nasce a Napoli il 27 luglio 1962, dopo il diploma di maturità al liceo scientifico si laurea in Scienze Geologiche e si abilita alla professione di Geologo. Si abilita all’insegnamento in Matematica alle scuole medie e in Geografia per gli istituti tecnici. Dal 2007 è docente in ruolo in matematica e scienze nella provincia di Napoli. E’ autore del sito www.campiflegrei.eu. E' autore del libro :" Elementi di Geologia dei Campi Flegrei e della Piana Campana" Da numerosi anni si interessa della promozione del territorio flegreo collaborando tra l’altro nell’organizzazione dell’evento ricorrente “Malazè”. Collabora con numerose associazioni locali nella didattica e divulgazione della geologia dei Campi Flegrei.
http://www.campiflegrei.eu

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