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Palazzo Reale di napoli. Nella sala Carbonara della Soprintendenza la presentazione del libro “Puteoli. Il percorso archeologico del Rione Terra”.

Ieri pomeriggio, 26 marzo, è stato presentato, presso la sala Carbonara della Soprintendenza il libro “Puteoli. Il percorso archeologico del Rione Terra” (Naus editoria) di Costanza Gialanella, Rosanna Immarco, Lucia Manuela Proietti, Maria Luisa Tardugno.

Sono intervenuti il Sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, il Soprintendente ABAP dell’Area met di Napoli Mariano Nuzzo, il Segretario regionale del Ministero della Cultura per la Campania Teresa Elena Cinquantaquattro e l’ex membro ICCROM Stefano De Caro, l’ex funzionaria di zona Costanza Gialanella e la funzionaria di zona di Pozzuoli, Bacoli, Quarto, Monte di Procida e Ischia Maria Luisa Tardugno.

Il Sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni

Dopo una breve introduzione il padrone di casa, il Soprintendente ABAP dell’Area Met. di Napoli , Mariano Nuzzo ha dato la parola al Sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni che si è detto ben lieto di partecipare all’iniziativa e di continuare a lavorare in sinergia con la Soprintendenza per la valorizzazione anche ai fini turistici del Percorso archeologico del Rione Terra.

T.E. Cinquantaquattro, M. Nuzzo, S. De Caro

Il Soprintendente Nuzzo ha poi presentato il libro focalizzando l’attenzione soprattutto sui risultati raggiunti in 31 anni di scavo, di ricerca e di valorizzazione.

Sono poi intervenuti il Segretario Mic della Campania Teresa Elena Cinquantaquattro e il prof. Stefano De Caro con una puntuale storia sulle ricerche, sugli scavi e sugli archeologi che hanno lavorato al Rione Terra di Pozzuoli e più in generale nei Campi Flegrei.

Gli archeologi Stefano Caro e Costanza Gialanella
L’intervento dell’archeologa Maria Luisa Tardugno
Pochi minuti prima della presentazione

A chiudere la presentazione sono intervenute l’archeologa Costanza Gialanella e la funzionaria di zona di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Ischia Maria Luisa Tardugno organizzatrice e curatrice delle giornate culturali della Soprintendenza ABAP dell’Area Metropolitana di Napoli.

Ieri 26 marzo 2024. Sala Carbonara della Soprintendenza ABAP Area Met di Napoli

Brevi cenni sulla storia delle indagini archeologiche sul Rione Terra di Pozzuoli

Nell’ambito del progetto di Recupero e valorizzazione del Rione Terra di Pozzuoli – con la struttura di coordinamento L. 80/84 – erano previste una serie di indagini archeologiche. Le prime ricerche intraprese dall’allora Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici furono affidate alla funzionaria di zona Costanza Gialanella. Da allora è stata messa in luce una parte dell’antica città di Puteoli che ha dato così vita a uno dei più importanti percorsi di archeologia urbana in Italia.

Scavi archeologici dal 1993

Gli scavi archeologici, avviati in modo estensivo dal 1993, guidati dall’archeologa Lucia Manuela Proietti con il supporto grafico del geometra Vincenzo Imperatore, portano alla luce l’intero settore nord-orientale della colonia romana Puteoli fondata dai 300 coloni romani nel 194 a.C. per un totale di 4 insulae. L’ossatura della colonia è costituita dall’impianto viario, organizzato per cardini e decumani e risalente all’impianto originario.

Fasi insediative di Puteoli:

Delle prime fasi insediative di Puteoli restano alcune strutture in opera quadrata e in opera pseudopoligonale, spesso rinvenute solo sotto le fondazioni delle strutture successive.

Età augustea

In età augustea, contemporaneamente alla costruzione del Tempio marmoreo, molti isolati vengono interessati da una fervente attività edilizia, fervore testimoniato dalla costruzione di edifici in opera reticolata: tabernae e ambienti a carattere pubblico, ubicati ai lati delle strade.

Età naeroniana-flavia

In età neroniana-flavia, le strade della colonia vengono fiancheggiate da porticati in opera laterizia su dadi di piperno e rinnovate le facciate degli ambienti prospicienti. A partire dal II sec. d.C. si riscontra un progressivo abbandono del settore nord-orientale, parzialmente riutilizzato nel III e nel IV sec. d.C. come necropoli infantile.

Tra l’età medio e tardo imperiale si impianta in una serie di ambienti di età augustea lungo il decumano massimo del 194 a.C. un pistrinum, un forno per la lavorazione e la cottura del pane. Per l’occasione la strada, che aveva già perso in età augustea la sua funzione di asse portante trasferita al più settentrionale decumano di via Duomo, viene sbarrata da una porta e annessa al pistrinum.

Il Rione Terra viene abbandonato nel 1538

Il definitivo abbandono di questo settore, nel quale sono stati portati alla luce ed inseriti nell’attuale percorso di visita anche un lupanare o ergastula e un larario entrambi ipogei, viene in gran parte obliterato, quando per impulso del vicerè Don Pedro De Toledo, il Rione Terra, abbandonato per i danni del sisma conseguenti alla nascita del Monte Nuovo nel 1538, viene ricostruito. Tutte le macerie delle fabbriche preesistenti vengono così riversate nei livelli romani non più utilizzati e vengono rasate le strutture dei primi e dei secondi piani per far posto ai nuovi edifici, quelli, oggi, in corso di restauro. 

Il Percorso Archeologico del Rione Terra oggi con i nuovi percorsi

Il Percorso Archeologico aperto al pubblico in un primo momento era limitato al quadrante nord-orientale della rocca. È stato poi ampliato negli ultimi anni estendendo il percorso di visita al decumano cd. di via Duomo a nord, dal quale si raggiungono sia le tabernae che fiancheggiano il lato meridionale della strada, un larario ipogeo sia il Capitolium di tufo, il cui basamento è conservato sotto il Tempio cd. di Augusto e la Cattedrale di San Procolo. Al tessuto urbano di età romana del settore nord del Rione Terra, è stato aggiunto ultimamente anche quello sud, attraversato da due decumani, uno dei quali, denominato decumano di via Villanova insieme alle tabernae che si affacciavano sulla strada. I nuovi percorsi, aggiunti a quello già esistenti, fanno apprezzare ancor meglio sia la sistemazione a terrazze dell’impianto romano, finalizzato a razionalizzare le superfici edificabili disponibili, sia la posizione di roccaforte del Rione Terra, che domina ancora oggi, l’intero golfo. 

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Anna Russolillo
Napoletana, architetto specializzata in restauro dei monumenti alla Federico II di Napoli. Giornalista, collabora con il quotidiano “Il Roma”. Archeo e Archeologia Viva. Consulente della Regione Siciliana, Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato. Già consulente della Regione Campania, della Soprintendenza Architettonica di Napoli e della Diocesi di Pozzuoli. Ha master e attestati in archeologia e in archeologia subacquea. Già docente di scavo archeologico, rilievo archeologico e aerofotogrammetria. Subacquea con all’attivo numerosi master in archeologia subacquea. E’ fondatore e presidente dell' associazione Villaggio Letterario. Da sempre coinvolta per studio, per lavoro e per passione nel mondo del turismo, dell'arte e dell’archeologia, ama ideare, organizzare, coordinare e realizzare progetti ed eventi culturali, sociali, scientifici e turistici. La Campania e la Sicilia sono le sue due patrie. Questi i suoi siti: www.annarussolillo.it - www.villaggioletterario.it - www.marefest.it - www.trofeomaiorca.it - www.librofest.it - www.roccocoofest.it - www.nolimitswinediving.it
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