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Il tondo di Marco Aurelio

Il porto di Ischia è un cratere vulcanico che si è formato nel V secolo a.C. da un’eruzione vulcanica (de Vita et al., 2010; 2013) che aveva formato un lago.

All’interno del cratere un’estrusione lavica formava un piccolo isolotto, detto “il Tondo di Marco Aurelio”, fuoriuscito probabilmente nella fase finale dell’eruzione, attualmente occultato da un pontile che lo collega al bordo sud-occidentale del porto.

In origine il lago era separato dal mare da una fascia di terra che è stata rimossa nel 1854 su mandato di Ferdinando II re delle Due Sicilie.

Già Plinio scriveva del lago formatosi nel IV- III sec. a.C. da un antico cratere sprofondato per un terremoto e riempito d’acqua.

Chiamato lago del Borgo, del Bagno o Pantaniello era poco profondo, misurava 100.000 mq.

Non tutti ne conoscono la storia e molti non fanno caso a quell’isoletta in pietra posta al centro del via vai di navi e aliscafi.

Si tratta di un isolotto di lava, circondato di muratura, a pochi passi dal punto d’imbarco degli aliscafi.

Si racconta che Marco Aurelio durante un’esercitazione chiedesse al suo maestro Frontone il senso di quell’isolotto posto al centro di quel lago vulcanico.

Il maestro spiegò la presenza dell’isolotto con una metafora “così come il padre teneva lontane dal figlio le preoccupazioni del governo, così l’isola grande (Ischia) riparava l’isolotto dal mare in tempesta”.

Anche Plinio racconta della presenza di una piccola villa costruita sull’isolotto, tesi avvalorata dalla presenza di un quadro del ‘700 dove questa viene dipinta.

Francesco Mancini, Napoli 1830-1905 (rif: https://www.pinterest.fr/pin/32017847336453220

E l’archeologo George Buchner scrisse:

“ […]grazie a un fatto curioso sappiamo anche che verso il 140 d. C. sul piccolo isolotto di lava, oggi un tondo circondato di muratura, c’era una casa! Esiste una lettera del principe Marco Aurelio che scrisse al suo maestro Fronto per chiedere un consiglio. Era occupato in esercitazioni retoriche, e poiché aveva sentito che nell’isola Aenaria esisteva un lago ed in questo lago un isolotto anche abitato, voleva sapere come si sarebbe potuto utilizzare questo curioso fenomeno, e Fronto rispose che si potrebbe dire che l’isola grande ripara l’isolotto dalle tempeste del mare così come il padre tiene lontano dal figlio le preoccupazioni del governo”.

Nel 1670 fu aperta un piccolo canale per permettere il ricambio dell’acqua all’interno del lago.

Nel 1735 il protomedico di corte dei Borbone, Francesco Buonocore, fece costruire una casa di vacanza sulla collina meridionale a ridosso del lago, divenuta poi una clinica di lusso per personaggi illustri, che venivano a curarsi con le acque termali delle sorgenti Fornello e Fontana.

Le sorgenti Fornello e Fontana formano un Bacino, in passato denominato “Bagni d’Ischia”.

Si trovano a breve profondità, circa 20 cm. dal livello medio del mare.

Le sorgenti sono così denominate, la prima, perché scaturiva da un luogo somigliante ad un forno, e, la seconda, per l’abbondanza dell’acqua.

Il lago e il casino del Buonocore attrassero Ferdinando IV di Borbone, che si dedicava a frequenti “battute” di pesca nel piccolo specchio d’acqua, tanto che decise di esprimere il suo parere favorevole all’apertura del porto perché il taglio del lago avrebbe dato impulso al commercio favorendo l’attracco delle navi (in particolare il suo piroscafo quando si recava a pesca sull’isola).

Ferdinando vestito da pescatore con una “galeottiglia” alle spalle, Napoli, Museo di San Martino (Formicola, 2020)


Così il 19 luglio del 1853 il re approvò il progetto per la costruzione del porto presentato dall’Ispettore di Ponti e Strade, D. Luigi Oberty, e il primo tenente del Genio, Domenico Milo.

Il 25 luglio 1853 anno iniziarono i lavori e il 31 luglio del 1854 alle 7 p.m. entrò nell’antico lago la prima imbarcazione: il piroscafo reale Delfino.

Il 17 settembre del 1854, poi, fu ufficialmente inaugurata l’apertura del porto con una solenne cerimonia, alla presenza di Ferdinando II. I lavori di completamento, però, continuarono ancora per alcuni anni con la costruzione delle scogliere, del faro ed altre strutture.

Il re per assistere, assieme alla corte, all’inaugurazione del porto il 17 settembre 1854 fece costruire una sorta di torre piramidale nell’area chiamata ancora oggi “Pagoda”.

Bibliografia:

de Vita S., Sansivero F., Orsi G., Marotta E., Piochi M., 2010. Volcanological and structural evolution of the Ischia resurgent caldera (Italy) over the past 10 ka. Geol. Soc. Amer. Book.

Formicola A. (2020), Sulle rotte dei Borbone di Napoli. Cenni sugli svaghi marittimi dei primi due sovrani, «Centro Studi Tradizioni Nautiche», n. 91, marzo: 3-9.

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Anna Abbate
Archeologa, consulente informatica e web design freelance. Nata a Napoli, si occupa dal 1971 di Information Tecnology dopo essersi formata alla IBM come Analista Programmatore. Dopo una vita vissuta nel futuro ha conseguito la Laurea Magistrale in Archeologia presso l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa”. Divide il suo tempo tra la passione per l’informatica e la ricerca storica. Con alcuni amici archeologi ed antropologi ha fondato nel 2011 il “Gruppo Archeologico Kyme”, associazione di promozione sociale, della quale attualmente è presidente, organizzando giornate di valorizzazione e promozione del patrimonio storico-archeologico e delle tradizioni dedicate soprattutto alle scuole. Si occupa, in particolare di Napoli e del territorio flegreo. Ha pubblicato i libri "Da Apicio... a Scapece (Valtrend Editore, 2017), "Biancomangiare... il Medioevo in tavola" (Valtrend Editore, 2018).

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