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Mostra fotografica”Il tempo in rovina” al Museo Archeologico dei Campi Flegrei

Nella sede del Museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia è possibile visitare la mostra “Il Tempo in Rovina” che racconta, come in una sequenza di fotogrammi di un film, la gloriosa stagione degli scavi delle Terme romane di Baia e la conseguente trasformazione di un paesaggio agricolo e rurale in quel disegno archeologico complesso che noi ora chiamiamo Parco archeologico di Baia. Le fotografie sono quelle conservate nell’archivio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, partner del progetto, e vanno dagli anni’20 agli anni’60 del XX secolo. Il materiale fotografico selezionato per il progetto espositivo costituisce l’estratto di due gruppi documentali: uno più antico con supporti in lastre di vetro, in emulsione di sali d’argento, realizzate nel periodo tra l’inizio del secolo scorso ed il secondo dopoguerra e negativi realizzati tra la fine degli anni ’40 e almeno gli anni ’70.

Attraverso 53 scene si vede scorrere l’immagine dei declivi baiani che fino agli inizi del XX secolo era plasmata dall’attività agricola, cesellata da terrazzamenti allestiti per dare dimora a vigneti o frutteti e di aree coltivate faticosamente sottratte alle macerie. L’archeologia entra in scena con dei protagonisti d’eccezione come Amedeo Maiuri e Mario Napoli e disegna letteralmente un nuovo paesaggio, dove le rovine aggiungono il senso del tempo alla natura. Si partirà con le attività di tutela per la protezione delle testimonianze archeologiche per contrastare attività devastanti, come quelle legate all’estrazione della pozzolana, e nel corso del tempo, dopo un’intensa attività di scavo e restauro, si giungerà a definire un vero progetto di Parco archeologico.

La mostra costituisce l’ultima tappa del progetto “Terra”, curato dal Parco archeologico dei Campi Flegrei e reso possibile dal finanziamento della Regione Campania, e rappresenta la manifestazione dello spirito di collaborazione istituzionale che ha reso possibile il raggiungimento di importanti risultati e che sarà inevitabilmente alla base degli sviluppi di collaborazione tra il Parco, la Regione Campania e le Istituzioni locali nel prossimo futuro. L’esposizione è completata da un’istallazione multimediale che restituisce dinamismo alle immagini ed è corredata da un catalogo che verrà presentato nell’occasione.

Il direttore del Parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano: “L’inaugurazione di questa mostra rappresenta la conclusione di uno stimolante percorso che ci ha portato ad indagare ed esprimere i concetti di terra e di paesaggio declinati nello straordinario scenario flegreo. Dopo la mostra “Terra. La scultura di un paesaggio” ospitata presso Palazzo De Fraja a Pozzuoli, che ha visto l’esposizione di reperti rinvenuti a Cuma durante le campagne archeologiche degli ultimi anni e la narrazione dei paesaggi della nostra terra ed il convegno scientifico tenutosi a dicembre del 2021 presso il Parco, la mostra Il Tempo in Rovina usa la forza delle immagini storiche per raccontare come si sia stato plasmato un paesaggio antico e moderno al tempo stesso, come quello del Parco delle Terme di Baia. Questo percorso è stato reso possibile grazie al finanziamento ed al costante supporto della Regione Campania che ha fortemente voluto l’inserimento del nostro Parco all’interno della strategia regionale legata alle grandi mostre.”

La mostra è stata presentata venerdì 5 agosto al Museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia alle ore 11:00 con la presenza di Rosanna Romano, Direttore generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania e del Sindaco del Comune di Bacoli, Josi Gerardo della Ragione

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Deborah Di Bernardo
Nasce a Napoli nel 1970 ma cresce a Milano per i suoi primi 17 anni. Ritornata alla città natia, conclude il suo percorso di studi laureandosi in Conservazione dei Beni Culturali ad indirizzo storico artistico e, contemporaneamente, approfondisce un percorso relativo alla comunicazione attraverso l'arte, l'immagine tramite corsi di comunicazione, grafologia, estetica, sociologia. L'arte come segno dell'Io che l'ha creata, al di là del modo e della forma in cui viene rappresentata diventa il contenitore di un percorso psicologico, umano, sociale. Ha collaborato con alcune testate giornalistiche (InfOrmare magazine, Il Ponte - testata danese) nell'ambito di rubriche culturali, redatto la presentazione di opere figurative e commenti ad immagini di testi, presentato libri ed eventi. È membro del Direttivo e responsabile della sezione eventi de "La Casa del Sorriso" (casa di accoglienza per i familiari dei pazienti oncologici), curatore di mostre, artisti e critico d'arte.

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