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“Nati per leggere”, confronto al comune di Napoli

Con Tiziana Cristiani, referente per la Campania del programma “Nati per leggere”, la commissione Scuola ieri ha fatto il punto su questo progetto di lettura precoce rivolto ai bambini da 0 a 6 anni; una buona pratica che le istituzioni locali devono continuare a sostenere, ha evidenziato la presidente Chiara Guida. Un progetto nato nel 1999 e da allora consolidato nelle pratiche culturali della città, ospitato dal 2012 al 2016 nel Palazzo delle Arti di Napoli e poi costretto a spostarsi in altre sedi, fino ad aver trovato casa, oggi, presso la Biblioteca Nazionale di Napoli.

Tiziana Cristiani ha ricostruito la storia di “Nati per leggere”, un programma di promozione della lettura precoce per i bambini tra 0 e 6 anni: un’azione di salute, educazione e partecipazione civica che non è solo un’iniziativa culturale ma una misura sociosanitaria che risponde a precisi bisogni dei più giovani, grazie anche alla parallela collaborazione con la fondazione Polis. In questi venti anni “Nati per leggere” ha promosso il diritto alle storie delle bambine e dei bambini provando a garantire loro luoghi e spazi di crescita, dando loro gli strumenti per “nominare” il mondo e coinvolgendo soprattutto le famiglie.

Nel 2016 i volontari e le volontarie del progetto sono stati costretti a lasciare gli spazi comunali; “uno strappo” – così lo ha definito Cristiani – che non impedisce, oggi, di riprendere il dialogo su quella che è stata ed è a tutti gli effetti una buona pratica di collaborazione istituzionale.La consigliera Marta Matano (Movimento 5 Stelle) ha giudicato incomprensibile la scelta dell’Amministrazione di non favorire, anche in altri luoghi, la collaborazione su buone pratiche che, anziché essere interrotte, andrebbero valorizzate e condivise. Alfonso Merolla (Davvero – Sostenibilità e diritti) ha sostenuto con entusiasmo gli obiettivi del programma e auspicato che nei prossimi mesi questo confronto possa di nuovo avere luogo. Gli enti locali hanno grandi responsabilità nelle scelte di indirizzo che ricadono poi sulle vite dei cittadini – ha concluso la presidente Guida –, perciò bisogna continuare a impegnarsi per avere una città a misura di donna e di bambino, e in questo senso la scuola avrà una funzione fondamentale per promuovere il messaggio educativo di “Nati per leggere”.

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Redazione
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