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“La Lettera di Gertrud”, un romanzo sull’antisemitismo e sull’essere ebrei

“La libertà dell’uomo consiste nel poter immaginare se stesso e il mondo diversi da quelli che sono”. Questa frase tratta dal romanzo LA LETTERA DI GERTRUD dello scrittore svedese Bjorn Larsson, edito da IPERBOREA, stampata sul retro di copertina, è la chiave di lettura della vicenda di Martin Brenner genetista di successo.

Alla morte della madre, dopo averne sparse le ceneri al vento come da lei richiesto, scoprirà in una lettera recapitatagli dopo il funerale che il suo vero nome non era Maria ma Gerturd ed era un’ebrea scampata all’orrore di Auschwitz. 

La scoperta alimenterà in Martin tutta una serie di domande. Soprattutto quando scoprirà che colui che aveva sempre creduto fosse suo padre non lo era. Chi è quello vero? Quante verità gli ha nascosto sua madre e perché? Forse per proteggerlo? Ma da chi o da cosa?

Sposato e con una figlia, quando scopre d’essere ebreo – la discendenza ebraica si trasmette per via matrilineare – Martin continuerà a sentirsi un uomo è basta. La sua esperienza da scienziato gli ha insegnato che geneticamente tutti gli uomini si assomigliano, che un ebreo non è diverso da un palestinese o da un tedesco. Altri sono i fattori che determinano le differenze tra di loro…

Tuttavia la consapevolezza delle proprie origini gli impone di dover fare delle scelte. Prima di tutto se dire la verità a sua moglie Cristina. Ma per farlo ha bisogno di “capire”, per cui si immerge nella lettura di centinaia di libri e articoli in cui si parla dell’olocausto, dell’ebraismo e degli ebrei.

Studiando scoprirà che molti ebrei imputano a quella frangia di loro identificata come sionisti la corresponsabilità della shoah in quanto ritenevano e ritengono l’antisemitismo un male necessario per l’istituzione dello stato di Israele.

In un lento e appassionante intreccio narrativo con continui colpi di scena, Larsson ci impone una riflessione storica e antropologica, ponendoci al cospetto di verità, alcune controverse, dove il protagonista è sostenuto da un’irremovibile certezza: il valore del singolo individuo prevale su quello di un popolo intero.

A sostegno di questa visione l’autore cita Hannah Arendet che diceva: “nella mia vita non ho mai amato nessun popolo o collettività. Io amo solo i miei amici, e la sola specie d’amore che conosco e in cui credo è l’amore per le persone”.

In un’epoca come la nostra dove sono in atto pericolose recrudescenze fasciste, a dimostrazione che la storia insegna ben poco agli uomini, il libro di Larsson spalanca la finestra su una realtà molto più complessa e articolata di quanto immaginiamo.

A sostegno delle teorie profuse nel romanzo, in appendice il libro è corredato da una corposa bibliografia per offrire a quanti vogliono approfondire l’argomento i necessari punti di riferimento.

Una volta giunto alla conclusione del libro, c’è da scommettere che il lettore rimarrà con il dubbio se la storia di Martin fosse vera o frutto della fantasia dell’autore per avere il pretesto di esprimere la propria opinione su un argomento scottante e di attualità.

Di sicuro non sono fantasia né la shoah né l’antisemitismo, né le varie forme di razzismo e xenofobia che continuiamo a registrare al giorno d’oggi. Perfino in quelle nazioni cosiddette democratiche, laddove basta che hai la pelle scura, parli in maniera diversa dall’idioma ufficiale, sei una donna o sei sbarcato da un barcone che qualcuno si sente autorizzato a calpestare la tua dignità di essere umano fino alle estreme conseguenze.

Buona lettura!

Vincenzo Giarritiello
Nato a Napoli, ma da oltre vent’anni residente a Pozzuoli, Vincenzo Giarritiello alterna all’attività di scrittore quella di giornalista per passione. Nel 1997 ha pubblicato “L’ultima notte e altri racconti” e nel 1999 “La scelta”. Nel 2017 ha ristampato “La scelta” e nel 2018 ha pubblicato il romanzo breve “Signature rerum” ambientato nei Campi Flegrei. Nel 2019 ha stampato “Le mie ragazze rom scrivono” e “Raggiolo uno scorsio di paradiso in terra”. Nel 2020 ha editato la raccolta di racconti “L’uomo che realizzava i sogni”. Ha pubblicato con le Edizioni Helicon il romanzo “Il ragazzo che danzò con il mare”. Ha collaborato con le riviste online “Giornalewolf.it” e “Comunicare Senza Frontiere”; con quelle cartacee “Memo”, “Il Bollettino Flegreo”, “Napoli Più”, “La Torre”. Fino al 2008 ha coordinato laboratori di scrittura creativa per ragazzi a Pozzuoli e all’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida. Attualmente collabora con l’associazione culturale Lux in Fabula con cui ha ideato la manifestazione “Quattro chiacchiere con l’autore”. Nel 2005 ha attivato il blog “La Voce di Kayfa” e nel 2017 “La Voce di Kayfa 2.0”. Dal 2019 è attivo il suo sito www.vincenzogiarritiello.it
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