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“Sogni rubati”. L’ultimo decennio fascista a Pozzuoli raccontato da Siglinda Gentile Lopez

Ambientato tra Pozzuoli, la penisola sorrentina e la Marsica nel decennio 1935-1945, epoca in cui si consolida il fascismo e scoppia la tragedia della guerra, Sogni rubati di Siglinda Gentile Lopez, edito da MEF, è la narrazione dettagliata e a tratti cruda, di una società perennemente in conflitto tra quanti sostengono Mussolini e chi invece lo contesta e contrasta mettendo a repentaglio la propria vita e la sicurezza della propria famiglia pur di osteggiare le brutture del fascismo culminanti nelle leggi razziali  e nell’adesione al conflitto bellico al fianco di Hiltler.

Sullo sfondo di questo agghiacciante scenario, si intrecciano le storie di uomini e donne che, nonostante la repressione, la persecuzione agli ebrei e l’incubo della guerra, lottano con tutte le forze per dare corpo ai propri sogni e alle proprie ambizioni.

Con una scrittura asciutta e lineare, priva di sussulti emotivi – diversamente da quella che caratterizza il suo primo romanzo Pietre al sole dove invece il coinvolgimento emozionale del narratore lo si percepisce chiaramente – con il sostegno di un lungo lavoro di ricerca storica, senza mai cadere nella retorica, attraverso le vicende delle famiglie Franchi e Caravella – la prima dichiaratamente anti; la seconda schierata con il regime, in particolare le donne che intravedono nei gerarchi la chiave per il successo sociale e artistico e quindi vi si concedono sfacciatamente, incuranti di ridicolizzare il capofamiglia la cui nomea di cornuto e uomo molle è nota a tutti –  la Gentile ricama un romanzo storico nella migliore tradizione del genere, accedendo i riflettori sulla Pozzuoli dell’epoca; mettendone in risalto le svariate storture e contraddizioni; rendendo omaggio a quanti persero la vita a causa del fascismo e della guerra, citando nomi e cognomi. È il caso di Giulia Fasano, ad Arco Felice, che uscita a prendere l’acqua subito dopo il coprifuoco, fu barbaramente uccisa dai tedeschi. Il suo cadavere, crivellato di colpi, fu lasciato per due giorni allo scoperto, senza che nessuno potesse avvicinarsi. O del tenente di Cavalleria Antonio Masson, che aveva nascosto nello scantinato della sua villa a via Fascione armi per organizzare la resistenza, fu trucidato. Era stato tradito da una spia fascista. Il poverino fu lasciato per tre giorni sulla strada, fin quando fu portato di notte nel cimitero.

In questo scenario di scatole cinesi in cui si intersecano più avvenimenti, primeggia la storia d’amore di Linda e Guido. Una storia tormentata il cui tragico epilogo rappresenta solo un momento, seppure il più nefasto, di una vicenda che mette in risalto quanto l’amore sia imprevedibile né conosca limitazioni e confini. Ma soprattutto quanto sia sinonimo di perdono e sofferenza.

La freddezza narrativa della scrittrice non ha un attimo di cedimento nemmeno quando racconta dell’efferata strage nazista di Pietransieri, una frazione di Roccaraso. In queste pagine di una crudezza estrema, dove il ritratto della bestia umana è agghiacciante ma, purtroppo, realistico, scopriamo una volta di più quanto nell’animo umano paradiso e inferno si tengano per mano, pronti a prevalere l’uno sull’altro quanto meno te l’aspetti. E quando a prevalere è l’inferno, l’essere umano perde ogni contatto con la propria umanità, delegando al demonio le proprie funzioni esistenziali divenendone strumento affinché l’inferno alberghi sulla terra.

Degna di Tolstoj è la narrazione della battaglia di Montecassino: la scrittrice disegna un quadro realistico del famoso conflitto tra alleati e nazisti che per incisività narrativa e capacità visiva ci ricorda non solo il grande scrittore russo, ma anche la Morante de La Storia dove alla tragedia della guerra si assommano le tragedie umane dei singoli individui.

Purtroppo anche in questo caso il libro al momento non è disponibile. Tuttavia l’autrice è impegnata in un lavoro di revisione per darlo nuovamente alle stampe unitamente a Pietre al sole e agli inediti che tuttora giacciono nel suo cassetto. Speriamo di potervi quanto prima annunciare la disponibilità dei volumi almeno su un bookstore.   

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Vincenzo Giarritiello
Nato a Napoli, ma da oltre vent’anni residente a Pozzuoli, Vincenzo Giarritiello alterna all’attività di scrittore quella di giornalista per passione. Nel 1997 ha pubblicato “L’ultima notte e altri racconti” e nel 1999 “La scelta”. Nel 2017 ha ristampato “La scelta” e nel 2018 ha pubblicato il romanzo breve “Signature rerum” ambientato nei Campi Flegrei. Nel 2019 ha stampato “Le mie ragazze rom scrivono” e “Raggiolo uno scorsio di paradiso in terra”. Nel 2020 ha editato la raccolta di racconti “L’uomo che realizzava i sogni”. Ha pubblicato con le Edizioni Helicon il romanzo “Il ragazzo che danzò con il mare”. Ha collaborato con le riviste online “Giornalewolf.it” e “Comunicare Senza Frontiere”; con quelle cartacee “Memo”, “Il Bollettino Flegreo”, “Napoli Più”, “La Torre”. Fino al 2008 ha coordinato laboratori di scrittura creativa per ragazzi a Pozzuoli e all’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida. Attualmente collabora con l’associazione culturale Lux in Fabula con cui ha ideato la manifestazione “Quattro chiacchiere con l’autore”. Nel 2005 ha attivato il blog “La Voce di Kayfa” e nel 2017 “La Voce di Kayfa 2.0”. Dal 2019 è attivo il suo sito www.vincenzogiarritiello.it
http://www.vincenzogiarritiello.it

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