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Pappi Corsicato, due riconoscimenti per il regista al Gala Cinema e Fiction

Pappi Corsicato riscuote un doppio  successo alla XII edizione del Gala del Cinema e della Fiction. Il noto regista partenopeo, alla cerimonia di premiazione che si è svolta rigorosamente in streaming – nel rispetto della normativa anticovid – ha ricevuto il Premio per “Vivi e Lascia Vivere”, la fiction andata in onda su Rai 1, in concorso al Gala nella categoria Serie TV e Fiction.

Nell’ambito delle attività didattico-culturali della manifestazione di Valeria Della Rocca, ha interpretato il ruolo di docente in una Masterclass dal titolo “Vedi Napoli e poi…. Vivi e lascia vivere“ con gli studenti dell’ultimo anno dell’Isis Casanova di Napoli, sezione Audiovisivo. La lezione ha trovato ampio riscontro da parte delle classi interessate e del corpo docenti. Pappi nel ruolo di maestro ha parlato del suo esordio nell’ambito dello spettacolo, della sua carriera come regista. Ha risposto alle numerose domande degli allievi, ed ha dispensato consigli preziosi. Poi, si è soffermato sulla fiction che è stata girata interamente a Napoli.

“Ho sempre inseguito il sogno di lavorare nel mondo dello spettacolo – ha rivelato Corsicato – rifiutandomi di intraprendere il lavoro di famiglia; pertanto lasciai gli studi in Architettura e volai in America per andare a studiare tutte le discipline dello spettacolo, dalla danza alla recitazione”.

“La mia prima esperienza sul set fu con Pedro Almodovar a New York, al quale mi proposi come assistente volontario – ha continuato il regista partenopeo – Era un set di lusso, da cui imparai da subito due cose, che per fare il regista occorrono due elementi fondamentali: creatività e pragmatismo”.

“Quando tornai in Italia, mi cimentai nella realizzazione di un primo cortometraggio – ha ricordato – perché è assolutamente sbagliato pensare di iniziare questo percorso professionale con un film in quanto la carriera di regista come le altre carriere si costruisce step to step. Ricordo che all’epoca non conoscevo nessuno del mondo del cinema, tranne Iaia Forte, mia amica d’infanzia, che aveva studiato recitazione al Centro Sperimentale e con lei iniziai quest’avventura”.

“Avevo in mente di realizzare un’opera tratta da una storia che avevo letto sul giornale e mi rivolsi per l’ambientazione, ad una amico che aveva una casa a Secondigliano, a Scampia; misi insieme 4 persone, mi feci prestare da mia madre alcuni vestiti per i costumi di scena e fu così che il mio progetto partì, curando io personalmente ogni particolare” – ha aggiunto Corsicato.

“Ed a questo proposito, mi sento di dire a voi ragazzi che un’altra peculiarità per un regista è la  curiosità, che nella fattispecie consiste nel capire quali sono tutti gli elementi che compongono un’opera audiovisiva, inquadrature, location, scene, costumi, recitazione, musica, colori, in modo da realizzare un prodotto audiovisivo assolutamente originale. E poi consiglio di vivere questo mestiere in maniera gioiosa divertente, forti però di un bagaglio culturale di spessore”. Parlando della fiction “Vivi e lascia vivere”, Pappi Corsicato ha precisato che ha sempre aspirato a lavorare in televisione, “sono molto felice di esserci riuscito bene, raggiungendo un grande audience di ascolti e di avere ricevuto il Premio, quale migliore Fiction” ha sottolineato riferendosi al tributo appena ricevuto nel corso della cerimonia conclusiva dell’edizione 2020 del riuscito Gala del Cinema e della Fiction “la cui mission è proprio quella di celebrare e premiare le opere audiovisive girate in Campania nell’anno precedente”. “Nella mia opera ho preferito mettere in luce una Napoli diversa, poco ripresa dalle telecamere, quella della zona collinare di Posillipo, dando risalto soprattutto alla sua rigogliosa natura ed al mare azzurro”. Riferendosi a Elena Sofia Ricci, il regista ha precisato che l’ha scritta come attrice protagonista perché reputa che sia “una grande professionista, molto amata dal pubblico anche in maniera trasversale, perfetta per interpretare il ruolo di una donna un po’ spigolosa ma di grande umanità”

Inoltre, riguardo ai suoi progetti futuri, ha anticipato di avere avuto numerose proposte che sta vagliando: “sto valutando con grande attenzione – ha detto – ma con l’entusiasmo e la passione che mi contraddistinguono” Infine, esortando gli allievi: “Ricordatevi ragazzi: il lavoro non è mai abnegazione, se con esso hai la possibilità di esprimere il tuo Io, le tue emozione e forse anche i tuoi disagi”.

Armando Giuseppe Mandile 

Redazione
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