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Maradona, l’ultimo mito | Commento di Maurizio Esposito

Con la morte di Diego Armando Maradona è morto l’ultimo idolo di Napoli e dei napoletani.

Facendo una breve carrellata di chi ha preceduto Diego come idoli napoletani ricordiamo Attila Sallustro (1908-1983), il primo calciatore soprannominato o’ banco di Napoli, Enrico Colombari

( 1905-1983), lo svedese Hasse Jeppson  (925-2013 ) acquistato nel 1952 dall’Atalanta per la cifra record all’epoca di 105 milioni di lire, Omar Sivori (1935-2005 ) e Josè Altafini negli anni sessanta, mister 2 miliardi Beppe Savoldi I nel 1975, Rudy Krol nel 1980. 

Tutti questi semidei hanno fatto sognare il pubblico partenopeo ma non hanno centrato mai l’obiettivo di un titolo che avesse potuto riscattare la città dall’egemonia delle squadre del nord.  Maradona è riuscito dove altri campioni si arresi. Si tenga presente che i tifosi del Napoli hanno identificano tutto il meridione e i migliaia di italiani all’estero. E’ storico e risaputo che i napoletani hanno considerato il calcio sempre il mezzo di risoluzione alle angherie subite specie quando varcano il Garigliano.

Segnaliamo che Fuorigrotta è piena di appassionati ma in un numero abbastanza contenuto e non come è descritta dai grandi mass-media.

Maurizio Esposito
Maurizio Esposito è nato nel quartiere di Fuorigrotta. Ha vissuto a Portici, Caserta, Milano e Pozzuoli. Dal 1980 al 1989 ha collaborato con “Sport Sud”. Nel 1987 è giornalista pubblicista e l’anno successivo si laurea in sociologia, tra i suoi insegnanti Amato Lamberti, studioso dei fenomeni criminali e poi presidente della Provincia di Napoli. Nel 1992 ha ideato e condotto la trasmissione televisiva “Trediciamo insieme” su Tva 64, emittente casertana. Nel 1995 è nella segreteria dell’Ussi Campania con il presidente Guido Prestisimone. È stato collaboratore della Scuola Calcio La Schiana di Pozzuoli e del Palivar società della frazione del lago Patria a Giugliano. Negli anni 1991 e 1992 è stato responsabile delle pagine sportive per il giornale ischitano “Il Golfo” che per un periodo ha avuto un'edizione flegrea. Dopo qualche anno trascorso da insegnante di doposcuola nel Centro Sociale “Antonio de Curtis” del quartiere di Monterusciello a Pozzuoli, ha lasciato Napoli nel 1999 per trasferirsi a Parma. Nella città emiliana Ha collaborato con “La Voce di Parma”. Nel 2004 ha fondato la rivista “Pop Sport” insieme all'editore Roberto Pastoressa. Dal 2008 al 2011 ho collaborato con l'”Informazione di Parma”. Ha pubblicato alcuni annuari sul calcio dilettantistico in Campania e in Emilia Romagna. Nel 2009 la Figc di Parma lo ha premiato come miglior giornalista sportivo della provincia di Parma.
http://www.pop-sport.it/

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