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Un napoletano a Parma. Intervista al giornalista sportivo Maurizio Esposito

Una lunga carriera tra le testate giornalistiche campane. Una passione per la statistica sportiva che è diventata il motivo principale per intraprendere la carriera giornalistica. Una memoria poderosa zeppa di aneddoti e storia del calcio cadetto. Questo ed altro è Maurizio Esposito, conosciuto negli ambienti sportivi di Napoli e di Parma, città dove si è trasferito oltre venti anni fa.

Nonostante il trasferimento Maurizio che non ha mai abbandonato la sua passione per lo sport ed il calcio. Insieme a lui proviamo a ripercorrere la sua storia giornalistica e l’esperienza lavorativa a Parma.

Esposito si racconta: “Sono flegreo, nato nel quartiere di Fuorigrotta ma fino all’età di quindici anni ho vissuto tra Portici, Caserta e Milano. Nel 1975 sono ritornato nell’area flegrea; abitavo a La Pietra, Pozzuoli. Nel 1980 su spinta di mio padre ho iniziato a collaborare con “Sport Sud”. Nel 1987 ho conseguito il tesserino da giornalista pubblicista e l’anno dopo mi sono laureato in Sociologia. Tra i miei docenti c’era Amato Lamberti, studioso dei fenomeni criminali e presidente della Provincia di Napoli. Nel 1992 ho ideato e condotto la trasmissione televisiva “Trediciamo insieme” su Tva 64, emittente che all’epoca aveva i suoi studi a  Mondragone, Caserta. Nel 1995 sono stato nella segreteria dell’Ussi Campania con il presidente Guido Prestisimone”.

Sei stato anche impegnato come dirigente sportivo…

Sì. In seguito sono stato collaboratore della Scuola Calcio La Schiana di Pozzuoli e del Palivar della frazione del lago Patria a Giugliano. Negli anni 1991 e 1992 sono stato responsabile delle pagine sportive per il giornale “Il Golfo” che per un periodo ha avuto un’edizione flegrea. Dopo qualche anno trascorso da insegnante di doposcuola nel Centro Sociale “Antonio de Curtis” del quartiere di Monterusciello a Pozzuoli, ho lasciato Napoli. Era il 1999. Nel 2009 la Figc locale mi ha premiato come miglior giornalista sportivo della provincia di Parma.

Quali le tue esperienze nel giornalismo a Parma?

Ho avuto esperienza negativa con “La Voce di Parma”. Gli approfittatori non stanno solo a Napoli.  Nel 2004 ho fondato la rivista “Pop Sport” insieme all’editore Roberto Pastoressa. Dal 2008 al 2011 ho collaborato con l’”Informazione di Parma” che puntava ad essere il secondo giornale ducale dopo la “Gazzetta”.  Ho pubblicato alcuni annuari come facevo in Campania che mi hanno permesso qualche apparizione televisiva. Nel 2018 ho organizzato delle premiazioni per il calcio dilettantistico come “Pop Sport”. L’iniziativa non è continuata per i recenti problemi di salute che ho avuto. 

Come viene vissuto il giornalismo sportivo a Parma e nell’Emilia rispetto alla situazione napoletana e campana?

Qui c’è più statistica, improvvisazione, meno esperienza e poca descrizione.

Che rapporti hai con la Campania dal punto di vista professionale?

Negli ultimi tempi ho cercato qualche contatto ma non ci sono riuscito. Adesso ci siete voi di Quicampiflegrei.it

Visto da lontano, secondo te in oltre venti anni cosa è cambiato nel giornalismo sportivo campano?

Non posso dire molto perché non ho seguito l’evoluzione del fenomeno. Ho visto che sono aumentate le testate giornalistiche sportive a discapito della qualità, ma potrei sbagliarmi.

Giornalismo sportivo e internet: pro e contro…

Si è avvantaggiato dall’immediatezza della notizia ma c’è meno riflessione…

Ciro Biondi
Ciro Biondi
Giornalista, scrive prevalentemente di attualità, sociale, cultura, turismo e ambiente. E' responsabile dell'Ufficio Comunicazione della Caritas Diocesana di Pozzuoli. Ha collaborato con quotidiani e periodici. E’ specializzato in comunicazione sociale e istituzionale. Si è occupato di uffici stampa ed è presidente dell'associazione di promozione sociale Dialogos Comunicazione. Con le scuole e le associazioni promuove incontri su legalità, volontariato, solidarietà tra i popoli, dialogo tra le religioni e storia. E' docente di scuola statale secondaria di secondo grado. Ha ottenuto vari riconoscimenti per l'attività giornalistica. Per il suo impegno sociale, culturale e professionale nel 2013 il Capo dello Stato lo ha insignito dell'onorificenza di cavaliere della Repubblica.
http://www.cirobiondi.it

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